Il fascino segreto del ciarpame

Ci sono ragazzine di otto anni che cantano (sic!) rime non proprio leopardiane che parlano di «kush e di rolling paper». E genitori che scoprono che esistono trapper come Sfera Ebbasta che si guadagnano da vivere cantando gesta da duri, come se Cinisello Balsamo fosse come il ghetto dei 50Cent. Per chi è cresciuto a pane e Guns 'N Roses, che come me «mette ancora lo sciroppo nel biberon» del figlio, uno come Gionata Boschetti nato un anno dopo Use your Illusion è poca roba. Ciarpame musicale, anche se ingrassa le case discografiche.

«Io sono un pazzo che legge», il problema è che Sfera Ebbasta, Ghali e questi altri sciammannati lo possono ascoltare tutti, anche i bambini di quattro anni che smanettano sugli iPad delle mamme, per non parlare delle ragazzine che vanno alle medie sognando le «scarpe di Versace» e la «maglia di Chanel» e poi finiscono stritolate dalla calca in una pseudodiscoteca di periferia. Ma sesso, droga e rolling papers sono clichè da anni Settanta, oggi l'idea del cantante che si sballa fa ridere se non fosse che c'è il boschetto della droga a Rogoredo a ricordarci che la droga spegne ancora i cervelli e i sogni di chi si sente stretto in un mondo che pretende troppo senza dare niente. E allora che fai, blocchi i cellulari in modalità aereo? Giammai.

La risposta a questa paccottiglia digitale di frasi sconnesse e balbettii alla Young Signorino, di ragazzetti che si sentono «come Pablo Esco», senza capire che così ingrassano le stesse mafie che stanno cancellando il loro presente, è regalare ai ragazzi una musica migliore. Fa più sballare Bob Dylan, Joe Cocker e via con Woodstock, gli immortali, fantastici, edonistici e disimpegnati anni Ottanta, geni come Battisti e De Andrè, financo quei poveri diavoli di J-Ax e Fedez, illuminati dalla paternità dopo anni di Marie Giovanne e di «etti nascosti nei cassetti». Io dai cassetti preferisco tirar fuori i vinili. Questa musica pacco, amico, te la ascolti te.