Fidget spinner, che stress l'antistress

Tutti pazzi per la snervante trottolina a tre bracci, ormai esaurita quasi ovunque

Un gioco? Un gadget? Una medicina? Un vortice vi risponderà. Un vortice manuale.

È il «fidget spinner», che si potrebbe tradurre come «ruota da agitati». Se non avete bambini dai 6 ai 15 anni e se non siete stressati probabilmente non ne avete mai visto una né lo vedrete e quindi questa rischia di essere una lettura di puro svago, magari anche evitabile. Se invece siete giovani papà, probabilmente starete pensando a quale altro negozio potrebbe averne uno, visto che al momento sembrano essere spariti dappertutto. E anche sul superveloce Amazon i tempi di consegna spesso superano le due settimane. Al punto che molti bimbi smontano pattini e skate per costruirsene uno.

L'oggetto di cotanto desiderio è apparentemente indecifrabile: un cuscinetto a sfera attorno al quale è costruita una specie di tozza elica a tre bracci tondeggianti, ciascuno con una fessurina. L'utilizzo base, da principianti, precede che si tenga la sfera ben stretta tra indice e pollice di una mano e che con l'altra si faccia ruotare vorticosamente il telaio. Scopo del gioco è far durare più a lungo la rotazione, i più abili sembra possano arrivare anche a tre o quattro minuti. E dopo un po' studiano delle varianti: impilarne più di uno, oppure farlo ruotare su un dito o sul naso.

Lo scopo di tutto questo? Per lo più seguire una moda. Anche se all'inizio l'obiettivo era decisamente più nobile: allentare la tensione e aiutare la coordinazione dei movimenti. Almeno, questa era l'idea di Catherine Hettinger, il genio più sfortunato che c'è. Nel 1993 la donna, un'ingegnere mamma di una bambina di sette anni, soffriva di myasthenia gravis, un disturbo invalidante della muscolatura. Un po' per tentare di guarire, un po' per passare in maniera divertente il tempo in casa con la figlia, Catherine studiò l'oggetto e lo brevettò anche. Per dieci anni però nessuna delle grandi e piccole aziende produttrici di giochi che Catherine contattò fu interessata alla commercializzazione della trottola da palmo e così, quando il brevetto scadde, la donna decise che non valeva la pena spendere i 400 dollari per rinnovarlo.

Poi, una dozzina di anni dopo, il boom. Qualcuno torna a produrre il fidget spinner e a fine 2016 un giornalista a caccia di curiosità ipotizza che la trottolina possa diventare il «gioco da ufficio» del 2017. L'idea prevalente all'inizio è sempre quella che il gadget possa avere una valenza utile: secondo qualcuno infatti (ma la scienza sulla faccenda non sembra essersi pronunciata) il movimento rapido e ipnotico della trottolina attorno all'asse costituito dalla sfera aiuterebbe a combattere ansia e stress, o addirittura possa avere un effetto terapeutico sulle persone colpite da autismo o da disturbi dell'attenzione. A prevalere però sarà l'aspetto ludico, che ha reso il fidget spinner popolarissimo tra i bambini, sempre più spericolati nelle evoluzioni manuali. Al punto che le insegnanti si stanno accorgendo del fenomeno e hanno iniziato a proibire l'uso indiscriminato dell'affarino, convinte che più che la lotta allo stress (ma quale poi, in undicenni senza problemi?) può la distrazione. Secondo quanto raccontato martedì nella trasmissione Deejay chiama Italia un ascoltatore ha raccontato che domenica scorsa in una chiesa una ronda di parrocchiane ha sequestrato decine di fidget spinner a giovanissimi annoiati durante la Messa. Amen.

La diffusione del fidget spinner è favorita anche dal prezzo molto modesto. Nei negozi e su internet se ne trovano a partire da un euro, anche se gli esperti sdegnano i prodotti troppo economici perché ritenuti troppo poco performanti e di scarsa durata. Su internet se ne trovano di ogni materiale e foggia, addirittura con il cuscinetto centrale in ceramica ibrida, per «Ultra Smooth Spin», qualunque cosa essa sia.

Commenti

cgf

Ven, 19/05/2017 - 09:42

Lo stress più grande l'avrà l'inventrice, prenderà nulla quando, anche con solo 75 cent a pezzo, avrebbe avuto una buonissima entrata per gl'anni a venire.