Film sui No Tav in Senato. E scoppia la polemica

Il senatore Pd, Luigi Manconi, ha chiesto ed ottenuto di utilizzare una sala di Palazzo Madama per proiettare, e discutere, un docufilm, "Archiviato", che parla della Val di Susa, del movimento NO TAV e dell'azione giudiziaria nei confronti di attivisti e forze dell'ordine

"Tutti i santi giorni in Italia, e direi da decenni, si discute dell'operato della magistratura. Questo viene fatto da tutte le forze politiche ed è diritto dei cittadini potere discutere di una materia fondamentale della vita sociale come l'azione della magistratura". Per questo il senatore del Partito Democratico, Luigi Manconi, ha chiesto ed ottenuto di utilizzare una sala di Palazzo Madama per proiettare, e discutere, un docufilm, "Archiviato", che parla della Val di Susa, del movimento NO TAV e dell'azione giudiziaria nei confronti di attivisti e forze dell'ordine. Il bisogno di ribadire il diritto dei cittadini a poter discutere nasce in Manconi, interpellato sul punto dall'AGI, dopo polemiche seguite alla concessione della sala da parte della Presidenza del Senato. Per il senatore di Idea, Carlo Giovanardi, il film è utilizzato per "propagandare la tesi delle presunte opposte violenze in Val di Susa dei dimostranti No Tav e delle Forze dell'ordine aggredite dai dimostranti, citando l'obbligatorietà dell'azione penale per reprimere ogni forma di violenza, ma lamentando nel contempo che la magistratura abbia archiviato le accuse nei confronti di poliziotti e carabinieri".

Per Maurizio Gasparri, senatore di Forza Italia, "è singolare che il gruppo del Pd voglia patrocinare la proiezione di un documentario che potrebbe rivelarsi pesantemente denigratorio dell'azione delle forze di polizia, impegnate in Piemonte da mesi e mesi nell'ordine pubblico con uno sforzo che è costato numerosi feriti". È il senatore Stefano Esposito a rispondere alle accuse, pur prendendo le distanze dal collega Manconi: "In merito alla proiezione di un docufilm sui presunti abusi della polizia in Val di Susa e contro la presunta repressione giudiziaria del movimento no Tav, è necessario chiarire che tale iniziativa non è minimamente ascrivibile al gruppo del Partito Democratico del Senato", ha spiegato Esposito. Subito dopo è arrivata la precisazione dagli uffici del Pd: il fatto che sia il capogruppo a firmare le richieste è prassi. In altre parole, la responsabilità dell'iniziativa è tutta di Manconi, senatore con un passato fatto di battaglie per i diritti umani e di impegno nelle carceri. Tanto che in questa legislatura ha avuto l'incarico di presiedere la Commissione straordinaria per la tutela e la promozione dei diritti umani al Senato. "Ho messo a disposizione la mia iniziativa per consentire la proiezione di un documento che può produrre un dibattito utile", spiega ancora Manconi: "Parliamo di una materia controversa ed è giusto che questa materia sia approfondita in un luogo come il Parlamento. Non capisco perchè debba esserci una parte dell'azione della magistratura che non possa essere discussa. Siamo nel cuore di una discussione sacrosanta. Sono sorpreso che possa esserci la richiesta per una interdizione a discutere". E, comunque: "La proiezione ci sarà, certo che sì", conclude Manconi.