Finanze greche all'uomo anti austerità

L'economista Ioannis Varoufakis è la punta dell'esecutivo Tsipras, fondato sull'opposizione al rigore Ue

Atene Non passa neanche un'ora della diffusione della lista dei nuovi ministri del governo Tsipras, che si materializza un assaggio di come andranno le cose fra Atene e Berlino. Ioannis Varoufakis, nuovo ministro delle Finanze ribadisce che lavorerà per un taglio del debito. A stretto giro da Berlino Angela Merkel dice no per l'ennesima volta, mentre il ministro dell'Economia Wolfgang Schauble chiede il «rispetto dei patti». Un ping pong a cui replica Euclide Tsakalotos, viceministro con delega ai rapporti economici internazionali: «Irrealistico aspettarsi che la Grecia possa ripagare interamente il suo enorme debito». Chiude Tsipras, fortemente contrario alle nuove sanzioni contro Mosca annunciate dalla commissaria Ue Mogherini.

Non male per il primo giorno del nuovo governo targato Syriza, con dieci ministri e ventinove vice, «tutorati» da uno speciale gabinetto economico che detterà la linea, guidato dal vicepremier Dragasakis. Il giuramento del neo premier greco, oltre alla Borsa di Atene che perde il 5%, porta in dote novità anche alla voce immagine, con un crollo verticale di cravatte, una donna alla Presidenza della Camera, Zoì Konstantopoulou, un 33enne come speaker di governo (Sakellaridis) e un viceministro ad hoc contro la corruzione, Panagiotis Nikoloudis.

Ma è alle Finanze che si rivolge l'attenzione di Bruxelles e Berlino, dove siederà Ioannis Varoufakis il cui obiettivo è far dimenticare quell'icona della troika che ad Atene mandava mail con disegni di legge preconfezionati. Più che un falco un pugile, per via di quel volto che ricorda un boxeur: il suo motto è che il «memorandum è una frode» perché quel debito non è sostenibile. Questo economista dal doppio passaporto (greco e australiano) ha incantato Tsipras con due scritti: «Il Minotauro globale», vergato nel 2011 sugli Usa e le vere cause della crisi mondiale e soprattutto con un vademecum contro l'eurocrisi scritto assieme a James Galbraith, figlio di John consigliere di Kennedy alla Casa Bianca. Il sunto? L'austerità non è la medicina per i Paesi Piigs perché di sole tasse si finisce per morire. Quello il momento in cui Varoufakis si lega a doppia mandata a Tsipras e, si mormora, l'attimo in cui prende forma progressivamente il programma che oggi intendono attuare. Lo status di anti austerità è il minimo comun denominatore della gran parte dei nuovi ministri. Come Iorgos Stathakis all'Economia, negli ultimi mesi impegnato a smontare le tesi dei difensori della troika secondo cui un partito con radici comuniste avrebbe condotto la Grecia fuori dall'eurozona. Alle Attività produttive Panaghiotis Lafazanis, matematico e leader del correntone che fa capo al cenacolo culturale Iskra. Avrà il complesso ruolo di mediare (ma non troppo) alla voce energia e sviluppo, dal momento che il gas presente copioso nei mari di Creta fa gola anche ai turchi. Agli Esteri lo storico anti dittatura dei Colonnelli Nikos Kotzias, condannato due volte durante la giunta e che ha portato la retorica patriottica nei discorsi di Tsipras.

A seguire, al Lavoro Panos Skourletis, agli Interni Nick Voutsis (che dovrà gestire il caso dei Mat, le teste di cuoio che Syriza vorrebbe pensionare), alla Cultura Aristides Baltas, alla Sanità Panaghiotis Kouroumplis (con la spada di Damocle di cure gratis ai poveri che Tsipras ha già annunciato ma senza indicare le coperture), alla Giustizia Nikos Paraskevopoulos e alla Difesa il Farage greco anti euro, Panos Kammenos. Nella grande unità di crisi economica, anche due tecnici non eletti: Ioannis Milios, attivo sul versante inglese della City e Iannis Tolios, che cura i rapporti con Mosca. Questa mattina già il primo cdm, con il salario minimo portato dai 450 euro imposti dalla troika a 700.

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