Fitch: choc finanziario con populisti ed euroscettici

Secondo gli analisti di Fitch, il debito pubblico italiano raggiungerà nel 2017 un picco pari al 133,3% del Pil, per poi diminuire "solo lentamente"

Roma Secondo gli analisti di Fitch, il debito pubblico italiano raggiungerà nel 2017 un picco pari al 133,3% del Pil, per poi diminuire «solo lentamente». È quanto riporta una nota diffusa dall'agenzia di rating che così sintetizza i risultati di un rapporto sui rischi finanziari e monetari dell'area dell'euro. Per l'Italia quantifica in 1,2% l'impatto sul rapporto debito/Pil generato dai 20 miliardi di euro di fondi autorizzati dal parlamento in dicembre a supporto del settore bancario, qualora la cifra venisse spesa per intero. Un debito così alto, rileva Fitch, «lascia l'Italia esposta a potenziali choc e limita lo spazio per una politica fiscale anticiclica». Il documento parla però di un altro rischio per tutti i Paesi dell'eurozona, legato questo al «montare del populismo e dell'euro scetticismo».

Si tratta di una «tendenza» che ha il «potenziale per innescare uno shock finanziario nell'eurozona». Cosa che manderebbe «l'economia dell'Italia in stallo». Lo afferma l'agenzia di rating in un rapporto sui rischi nell'area dell'euro. In presenza di uno choc, «le previsioni di crescita sul Pil 2017 sarebbero inferiore all'1% in tutti gli Stati membri e la crescita sarebbe completamente in stallo in Italia (0%)». Una previsione che non piace al mondo politico nostrano. A farsi portavoce di questo disagio è il deputato di Forza Italia Luca Squeri. «Come in occasione della Brexit, - commenta Squeri - del referendum italiano del 4 dicembre scorso e delle elezioni americane, le agenzie di rating tornano a interferire sugli appuntamenti elettorali. La realtà è che se i populisti vinceranno, sarà solo per via dell'insofferenza degli elettori verso un'Ue ripiegata su se stessa. È questo a distruggere l'Europa, non la democrazia».

Commenti

Red_Dog

Gio, 26/01/2017 - 00:09

è iniziata la campagna del terrore!!! le solite compagnie di rating. se peró guardiamo al Regno Unito ed anche agli USA se vogliamo, appena i primi hsnno deciso di lasciare l'EU ed i secondi di applicare regole protezioniste, come per magia non ci sono stati disastri economici, anzi.