Fiumicino, sgominata la banda dei furbetti del tassametro tarocco

Nino MateriAlberto Sordi, versione tassinaro, li definirebbe gran figli de na mignotta; i sindacati, più misericordiosamente, «compagni che sbagliano»; i clienti truffati, più pragmaticamente, «stronzi». Le «pecore nere» sono loro: 9 «furbetti del tassametro» beccati in flagranza di imbroglio dalla polizia di frontiera di Fumicino, allertata da una passeggera che non se l'è sentita di farsi trattare a pesci in faccia da un tassista disonesto che, dopo aver vanamente tentato di spillarle 150 euro per una corsa aeroporto-centro città, l'ha mollata con i bagagli gettati sulla strada. Complimenti, benvenuti a Roma. Dove la «banda del telecomando tarocco» ha finito per gettare fango anche sulla maggioranza dei tassisti onesti. La multa complessiva di 200mila euro appioppata ai furbetti è quindi sacrosanta. L´indagine - come detto - ha preso avvio da una denuncia di una passeggera che si era vista minacciare e gettare i bagagli dal taxi, solo perché aveva preteso il rispetto delle regole comunali e quindi l'utilizzo del tassametro per il conteggio del costo della corsa, mentre il tassista voleva applicare il regime forfettario. Nel caso specifico l'autista disonesto ha abbandonato la donna ed i relativi bagagli sull'autostrada costringendola ad un pericoloso percorso a ritroso a piedi per prendere un altro taxi (guidato da un autista più onesto, almeno si spera...). Dall'indagine è emerso che la gang aveva escogitato un sistema grazie al quale riusciva sempre a mantenere la priorità nelle chiamate rispetto agli altri tassisti. All'aeroporto di Fiumicino è attivo un sistema che prevede che il tassista ottenga, al suo ingresso nell'area taxi, un numero progressivo con il quale verrà chiamato, secondo un ordine crescente, per prelevare i passeggeri in attesa nella zona del terminal arrivi. Tale procedura è gestita da un apparecchio elettronico, chiamato transponder, una sorta di telepass, che deve essere posizionato, in modo inamovibile, sulle autovetture, che ne regola l'accesso nell'area interessata. Qualora la corsa sia di brevissima durata o questa venga per qualsiasi motivo annullata, gli autisti possono rientrare nella cosiddetta «zona accosti», senza perdere la priorità acquisita, a condizione che il reingresso avvenga entro i 20 minuti successivi. Tale opportunità, chiamata nel settore «intercampo», veniva sfruttata dai tassisti senza scrupoli che, scambiandosi tra loro il transponder, erano in grado di effettuare anche dieci accessi consecutivi nei 20 minuti, ottenendo sempre cosi le corse a discapito dei loro colleghi onesti. In una delle autovetture controllate è stato sequestrato un congegno elettronico che consentiva di alterare il costo delle corse, interagendo con il tassametro, semplicemente premendo il tasto di un piccolo telecomando. Lo zapping del tassinaro figlio de na mignotta.