Follia ultrà di Lazio e Roma, violenza e insulti antisemiti

Scontri con la polizia alla festa biancoceleste: 10 agenti feriti. Balduina tappezzata di volantini

Doveva essere una notte di festa. Invece il 119°compleanno della società sportiva Lazio si è trasformato in guerriglia in piazza Indipendenza, a Roma.

Gli scontri sono iniziati dopo mezzanotte, quando il cielo della capitale era già stato rallegrato dai fuochi d'artificio, ammirati da 2500 persone tra cui il presidente Claudio Lotito.

Improvvisamente due gruppi di ultras biancocelesti si sono fronteggiati tra loro. Poi le loro attenzioni si sono spostare sui poliziotti. In trecento hanno iniziato a scagliare bottiglie, bombe carta, pietre ed altri oggetti contro le forze dell'ordine. Per riportare la situazione alla normalità, è stata effettuata una carica di alleggerimento, nel corso della quale sono stati utilizzati lacrimogeni e idranti.

«Una decina di agenti sono rimasti feriti per il lancio di sassi, bombe carta e per i bastoni e spranghe contro di noi - ha raccontato Andrea Cecchini, presidente del sindacato di polizia Italia Celere -. Erano un centinaio, incappucciati, volto coperto che avanzavano in una strada limitrofa a piazza della Libertà e piuttosto buia contrastando una squadra di poliziotti del reparto mobile, in tenuta antisommossa. Gli agenti hanno dovuto dapprima subire il lancio di sassi e bottiglie, poi le bombe carta e arrivati al contatto con la tifoseria, c'è stata una carica di alleggerimento». Le immagini sono state riprese dalle telecamere presenti in zona e il procuratore aggiunto Francesco Caporale ha aperto un fascicolo per violenza privata, lesioni personali e resistenza a pubblico ufficiale. Tra oggi e domani, riceverà un'informativa da parte della Digos al lavoro per identificare gli autori dei disordini. Un tifoso è già stato arrestato per resistenza a pubblico ufficiale ma nel processo per direttissima il giudice non ha emesso la misura cautelare. Denunciati altri tre ultras, tutti sottoposti a Daspo.

Il sottosegretario Giancarlo Giorgetti, che aveva chiesto rigore contro chi usa la violenza negli stadi e fuori, è tornato a invocare il pugno di ferro: «Sarà il caso che gli arrestati finiscano giustamente in galera».

«Di quello che succede non è responsabile la società - ha commentato il presidente della Lazio, Claudio Lotito -. Io rispondo dei comportamenti di questa e non di quelli di pseudo tifosi. Come ha detto lo stesso ministro Salvini, la responsabilità è solo personale».

E ieri i tifosi romanisti hanno risposto al vergognoso gesto dei laziali, che lo scorso anno avevano fatto comparire in curva sud un'immagine di Anna Frank in maglia giallorossa.

Sui muri di Prati e Balduina, infatti, ieri sono comparsi alcuni adesivi antisemiti con la scritta «Lazio, Napoli, Israele, stessi colori. Stesse bandiere. Merde».