Formigoni va a messa dietro le sbarre E gli altri detenuti gli preparano la cena

L'avvocato: «Non appare scosso». Nello stesso reparto pure Stasi e Boettcher

Cristina Bassi

Luca Fazzo

Milano È sereno, combattivo, pensa al dolore della famiglia. E ha chiesto di poter partecipare alla messa delle 10 di oggi. Roberto Formigoni ha trascorso tranquillamente la prima notte nel carcere di Bollate, dove si è presentato dopo la condanna definitiva a cinque anni e dieci mesi per la corruzione nel caso Maugeri e dove ieri mattina ha incontrato uno dei difensori, Mario Brusa.

«Si trova in una realtà in cui mai avrebbe pensato di trovarsi - spiega l'avvocato -, anche se non appare scosso. Ha ricevuto grande comprensione e simpatia da parte degli altri detenuti, che gli chiedono di continuo di cosa ha bisogno. Da persona estremamente intelligente qual è, sta trovando il modo di adattarsi all'ambiente in cui si trova». L'accoglienza al nuovo arrivato in carcere è stata buona. La prima cena dell'ex governatore lombardo, quella di venerdì, è stata preparata per lui dai compagni. La cella di Formigoni è la numero 315, condivisa con altri due italiani di mezza età. L'ex senatore ha con sé il rosario e due libri scelti per i primi giorni della sua nuova vita: La banalità del male di Hannah Arendt e un manuale sull'industria 4.0. Il Primo reparto è quello riservato ai detenuti non più giovani o a quelli le cui vicende hanno suscitato particolare clamore mediatico. Nella stessa palazzina di quattro piani, in cui le celle sono aperte dalle 8 alle 20 e si può circolare liberamente su tutti i livelli, si trovano anche Alexander Boettcher, condannato per i delitti con l'acido, Alberto Stasi, a Bollate per l'omicidio di Chiara Poggi, e Costanino Passerino, l'ex manager della clinica Maugeri che deve scontare sette anni e sette mesi per gli stessi fatti contestati al Celeste.

Ieri mattina Formigoni ha incontrato gli operatori della casa di reclusione. Al suo legale ha assicurato di stare bene e di non avere problemi. Si preoccupa per i familiari e per chi gli è stato vicino. «Si devono fare forza quelli che sono fuori - ripete -, che sanno tutta la storia. Voglio che sappiano che devono essere forti». L'altro legale dell'ex governatore, Luigi Stortoni, aggiunge: «Il presidente Formigoni sta soffrendo serenamente dopo la sentenza della Cassazione che ha sancito una grande ingiustizia. Ha dimostrato come sempre una grande dignità e un grande coraggio nell'affrontare anche questa situazione».

Nelle prossime ore il sostituto pg di Milano Antonio Lamanna inoltrerà il proprio parere negativo all'istanza di sospensione dell'esecuzione della pena e di concessione dei domiciliari avanzata dalla difesa. A decidere sarà la Quarta sezione della Corte d'appello, la stessa che ha inflitto la condanna di secondo grado. Ieri intanto un lungo applauso è stato dedicato dalla sala a Formigoni durante il convegno dal titolo «Mettere in cantiere la crescita» organizzato da Forza Italia al Palazzo delle Stelline.