Quel "fuori onda" di Boccia con Delrio e la Confindustria zerbino del governo

Frase rubata del presidente: "I governatori lavorano per la concorrenza"

Roma - Le teste si accostano con discrezione, le mani coprono la bocca per evitare che qualcuno legga il linguaggio delle labbra. Ma c'è un microfono aperto davanti a loro, di cui non si accorgono ed ecco che, ancora una volta, il «fuori onda» colpisce e rivela ciò che Graziano Delrio e Vincenzo Boccia non vorrebbero.

«Una domenica di novembre (Renzi?, ndr) mi ha invitato pure a me... Gli ho detto: Qua c'avete tutti i governatori contro, da Emiliano a Crocetta. C'avete i capolavori, sembra che lavorano per la concorrenza», sussurra con una smorfia il presidente di Confindustria, avvicinandosi all'orecchio del ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti.

Sono ambedue seduti al lungo tavolo dei relatori, all'assemblea annuale della Confederazione italiana armatori, che si è tenuta a Roma. Le immagini sono mosse e disordinate, mostrano un momento di interruzione dei lavori, in cui i presenti chiacchierano tra loro e i fotografi assediano il tavolo. Mostrano, soprattutto, la familiarità di quello scambio di battute, in particolare la preoccupazione un po' sorprendente del capo degli industriali per il risultato del referendum di ottobre e le ripercussioni sul governo Renzi. Quasi il leader di Confindustria fosse organico al Pd del premier, studiasse le strategie della campagna referendaria insieme ad i ministri.

«È venuto a Capri ha fatto il pippotto, Emiliano, contro il governo, sul No al referendum. Bel cazzzzz..... di lavoro, è il tuo partito, datti una calmata», racconta Boccia, con una critica molto dura al presidente della Regione Puglia, grande antagonista interno di Renzi. A questo punto, Delrio chiede i particolari del comportamento del governatore siciliano: «Anche Crocetta si è comportato così?». Boccia risponde: «No, Crocetta non è venuto». Ma sulla posizione reale di Rosario, nessuno dei due sembra avere dubbi. A questo punto, infatti, il ministro tradisce una sorta di disprezzo per l'interessato e aggiunge: «Però, non ce la fa (Crocetta, ndr) ad esprimersi per il No. Non si esprimerà neanche per il Sì, ma rimarrà coperto fino all'ultimo. A parte il fatto, che non sposta neanche i voti dei suoi».

Poi i due, sempre ignorando di essere «spiati», passano a un altro personaggio politico, per criticare il suo recente endorsement per il voto contro la riforma Boschi. «Hai visto Monti? - chiede il presidente di Confindustria a Delrio - Dice No per una questione di metodo, ma come fai proprio a disciplinarli?». E il ministro: «Una roba, proprio...». E ancora: «Incredibile!».

Frasi «rubate», abbastanza clamorose proprio per i toni. Si sapeva che Boccia fosse impegnato sul fronte del Sì. A maggio, da neo presidente degli industriali, nella sua prima relazione all'assemblea annuale della confederazione, aveva schierato Confindustria per l'approvazione della riforma costituzionale. E anche pochi giorni fa ha detto: «Se vince il Sì si cambia in termini economici il Paese, lo si rende più moderno, e aiuterà le imprese a crescere nel modo migliore: la nostra posizione sul referendum è dettata da una lettura prettamente economica». Ma che fosse così schierato è diventato ancor più chiaro dopo il «fuori onda» di ieri.

Commenti

ROSTAM

Mer, 26/10/2016 - 08:46

del resto renzi è il pupazzo dei poteri forti internazionali....che dovrebbe fare confindustria?

giovanni PERINCIOLO

Mer, 26/10/2016 - 08:59

Boccia semplice "zerbino"??? Il termine da usarsi é ben altro, lo pensano in moltissimi, anzi la stragrande maggioranza, ma non si puo' scrivere.... Che confindustria abbia sempre fatto gli interessi dei suoi iscritti é noto a tutti, ma non risulta che sia mai scesa tanto in basso come sotto la regia di questo inqualific

paolonardi

Mer, 26/10/2016 - 09:31

Boccia sembra cresciuto alla scuola Agnelli con il suo schierarsi, senza se e senza ma, col le posizioni del governo, forse per tornaconto personale; gli argomenti che adduce per la scelta dei Si, che non entrano nel merito politico, fanno a cazzotti con la realta' socio economica presente in Italia: per esempio non si vede come la finta abolizione del senato, trasformato in una camera delle regioni di non eletti, possa favorire la ripresa.

Ritratto di pedralb

pedralb

Mer, 26/10/2016 - 10:27

Confindustria ahhhh....ormai ridotta ad un'accozzaglia di poveri derelitti basti pensare che pur di fare numeri annovera tra gli iscritti diverse centinaia di piccoli artigiani con manie di grandezza!!!

guido.blarzino

Mer, 26/10/2016 - 10:43

La confindustria è in mano alle grandi imprese anche se vede associate imprese minori. In Italia, la grande industria non vive di capitale di rischio proprio come dovrebbe essere. Vive sulle spalle delle Pmi e dei consumatori. Esempio : il job act, con relative agevolazioni contributive, è stato utilizzato soprattutto dalla grande industria dove i lavoratori sono dei pezzi intercambiabili: nelle Pmi i dipendenti lavorano a fianco del datore di lavoro e condividono lavoro, fatica, soddisfazioni. Renzi si è vantato della grande riforma del Job act peccato che la grande industria ha assunto fino al 31.12.2015 per effetto della maggiore agevolazione mentre dal 01.01.2016 siano cominciati i licenziamenti, notizie accessibili a tutti anche via TG i quali però non precisano i dettagli. E pinocchio continua a vantarsi di questa "riforma". E la confindustria appoggia pinocchio al referendum per poi passare all'incasso con altre agevolazioni.

Rossana Rossi

Mer, 26/10/2016 - 10:58

Confindustria, ennesimo carrozzone asservito completamente al pifferaio usurpatore..........

tormalinaner

Mer, 26/10/2016 - 11:12

Il Presidente e il direttivo di Confindustri appoggiano Renzi per avere vantaggi per le propie imprese infischiandosene di tutti gli altri associati, sono schiavi del governo per convenienza personale. Con una Confindustria così debole non andremo da nessuna parte.

mifra77

Mer, 26/10/2016 - 11:19

Confindustria chiiiii?????? Quelli che portano i soldi all'estero !

Libertà75

Mer, 26/10/2016 - 11:32

quando la dittatura si fa avanti, gli industriali amici del regime fanno affari grossi (ovviamente perché si distruggono gli industriali non allineati)

elalca

Mer, 26/10/2016 - 12:33

non zerbino, si dice LECCACULO

Gianluca_Pozzoli

Mer, 26/10/2016 - 12:37

del rio ha 9 figli...a loro non pensa....ah ma sono i figli di del rio ... scusate se è poco

ziobeppe1951

Mer, 26/10/2016 - 12:56

A quanto pare c'è qualche kkkompagno che la pensa come Salvini

Tuthankamon

Mer, 26/10/2016 - 14:10

Che la Confindustria si sia venduta l'anima, è abbastanza evidente!

ghorio

Mer, 26/10/2016 - 16:54

Una puntualizzazione: non simpatizzo per Renzi, ma bisogna essere obiettivi e scrivere che sulla modifica del Titolo V ha ragione il governo e il centrodestra avrebbe dovuto ridimensionare le regioni, quand'era al potere, visto che nel 1969, i partiti di allora collocati nell'rea erano fortemente contro il regionalismo, come del resto i provincialismo. La modifica del Titolo V tra l'altro è stata fatta a suo tempo dal centrosinistra per ingraziarsi la Lega.Cerchiamo di essere coerenti anche se c'è il trio Toti-Maroni-Zaia.