A Genova il Tar uccide più dell'alluvione

È dal 7 ottobre 1970, il giorno della grande alluvione cantata da De Andrè in Dolcenera, che i genovesi ogni volta che piove più del normale sperano non succeda ancora

Ne uccide più la burocrazia che le alluvioni. Sette morti in tre anni aspettando un timbro da un giudice che consenta di mettere in sicurezza Genova. Trentacinque milioni inutilizzati, il cantiere sul Bisagno fermo dal 2010. Perché? Perché la ditta arrivata seconda nell'appalto per rifare la copertura del torrente e consentire che vi passi più acqua, si è rivolta prima al Tar della Liguria, poi al Consiglio di Stato e infine al Tar del Lazio bloccando così i cantieri. In questa alluvione che ha devastato una città già piegata, molto ha fatto il maltempo eccezionale ma peggio ha fatto la politica.

Neppure il tempo di piangere l'ennesimo morto ed è già partito lo scarico di responsabilità. Il sindaco Marco Doria, principe rosso un po' «Forrest Gump» un po' professore, ricordando quanto accaduto al suo predecessore Marta Vincenzi, a processo per i sei morti del Fereggiano, ha gettato sulla Regione la colpa del mancato allarme. E pazienza se da giorni la città sembra battuta dai monsoni. Un sindaco talmente tranquillo da essere seduto in prima fila al teatro Carlo Felice mentre a un chilometro di distanza la sua città finiva sott'acqua. Il presidente della Regione, Claudio Burlando, un volpone della politica che da decenni, su poltrone diverse, impera su Genova, accusa i modelli matematici usati dalla società regionale di previsioni meteo che ha lanciato l'allarme ieri, 12 ore dopo il disastro. È dal 7 ottobre 1970, il giorno della grande alluvione cantata da De Andrè in Dolcenera , che i genovesi ogni volta che piove un po' più del normale, guardano su e sperano non succeda ancora. Quarantaquattro anni di immobilismo, di tentativi abortiti, di deviatori pensati, disegnati e mai realizzati perché magari avrebbero scaricato in mare dove ora c'è uno stabilimento balneare di gran moda.

Quasi mezzo secolo a parlare, scrivere, sognare progetti bellissimi come l'affresco per il porto presentato da Renzo Piano la settimana scorsa. Tratti appena accennati per un progetto - ironia tragica - che vuole avvicinare ancor più la città al suo mare, all'acqua. Una vita a chiedere soldi, a ipotizzare lavori, ma fermi sempre sulla stessa piastrella. E quando finalmente qualcosa si è mosso con il progetto per mettere in sicurezza il Bisagno, il torrente che sembra un fiume e scorre accanto a case, scuole, stadio, perfino il cimitero, ecco la burocrazia a rallentare tutto. Una prima parte dei lavori, quella verso la Foce è stata fatta, ma quando bisognava fare il resto per non rendere inutile lo sforzo, ecco lo stop, i cavilli. Giudici amministrativi attenti a rispettare i loro tempi, le loro ferie, a consultare i loro libri, che non possono fare prima, impiegare meno di tre anni per dire un sì o un no. E se qualcuno nel frattempo muore, sicuramente la colpa è stata e sarà della pioggia.

 

Annunci
Altri articoli
Commenti

cameo44

Sab, 11/10/2014 - 15:03

Genovesi e liguri tutti continuate a votare Burlando Pinotti e soci così si ripeteranno le alluvioni visto che questi signori goverano da molto tempo la Liguria nulla hanno fatto per la salvaguardia del ter ritorio e come sempre fanno a scarica barile Renzi come i tanti ha det to non vi lasceremo soli ma passata la tempesta nessuno ne parla più e come dicono a Napoli chi ha dato ha dato chi ha avuto ha avuto scor diamoci il passato

Solist

Sab, 11/10/2014 - 15:16

ma che razza di articolo è questo???? un giudice che si rispetti il timbro lo pone sulle sentenze di silvio, vuoi mettere? che vergogna

treumann

Sab, 11/10/2014 - 15:45

Ormai non ci sono più parole per commentare tutto questo. Che disastro!

Ritratto di tomari

tomari

Sab, 11/10/2014 - 16:02

Ma è mai possibile che, quando si fanno gli appalti, ci sia qualche ditta che ricorre al TAR? Ditta che ricorri, non hai vinto, fattene una ragione. Non gridare sempre all'intrallazzo, all'imbroglio e quant'altro. Fosse per me abolirei tutti i TAR, creano solo dei gran casini!

claudio63

Sab, 11/10/2014 - 17:01

TOMARI, NON E' ELIMINANDO IL TAR CHE SI RISOLVE IL PROBLEMA. Il problema e' la lentezza dei burocrati che centellinano sentenze senza preoccuparsi delle conseguenze che implicano con il loro operato. LA LENTEZZA di una sentenza e' spesso usata come arma di ricatto proprio perche si sa benissimo come queste cose vanno con i nostri giudici. E se invece e molto semplicemente introducessimo uno statuto limitativo e OBBLIGASSIMO AD UNA DECISIONE ENTRO UN DETRMINATO TEMPO? CHE SO, 120 GIORNI MASSIMO? GUARDA CHE NON E' UNA NOVITA', IN TEXAS SI FA DA TEMPO. Hai 120 giorni di tempo per decidere, se non riesci a decidere entro tale data allora vale quello che e' stato detto al grado precedente ed i lavori continuano e procedono come descritto. Tutto qui. Certo che se si lascia all'incertezza di chi deve decidere sine die allora da qui non ne usciamo piu'. In poche parole, un po piu' di responsabilita civile etica e morale anche da parte dei giudici che decidono sui destini e sulla vita dei molti, non farebbe male, dopotutto sono lautamente pagati per questo. Ed io aggiungo, andrebbero anche eletti e non rimanere li vita natural durante come cariatidi intoccabili contribuendo a incancrenire un sistema gia' bloccato di per se da molte leggi e leggine che fanno comodo solo quando si deve colpire un nemico (ho scritto nemico,non avversario) politico od una parte di un contesto civile. E guarda che questo dovrebbe valere come principio sia per chi sta a DX come a SX.

Luca_drago

Sab, 11/10/2014 - 17:33

Cameo44 non facciamo di una questione politica il clima. Anche quando in regione c'era un certo Biasotti (che poi "tradì" il pdl) ci furono alluvioni. Ripeto da genovese, il fatto che a genova e in liguria ad ottobre ci siano alluvioni è come dire che in alaska c'è la neve. Purtroppo la rossa (non del tutto) liguria ha una morfologia particolare che rende veramente difficile "contenere" il fenomeno. In poche parole finita l'estate l'umidità si "condensa" e le nubi si "scontrano" contro le montagne e viene giù acqua a volte innoqua seppur forte a volte come 3 anni fa. Io sono uno dei pochi che ringrazia che questa botta d'acqua fortissima sia venuta di notte e non alle 8 di mattina ad esempio e si siano almeno potute chiudere le scuole. Quello che mi stupisce è che non si sia da parte di nessun meteo almeno preventivato quello che è successo con 2 orette d'anticipo. Doria non mi risulta essere un metereologo. Tieni presente poi una cosa, genova non è come milano o torino, è una città costruita principalmente su alture o colline quindi non basta dire che si potevano togliere le erbaccie e i tronchi dal bisagno (un fiume che straripò 3 anni fa creando tutto quel casino), cosa verissima e mai fatta, ma si dovrebbero evaquare almeno 200.000 persone prima da quartieri in colline per il pericolo di frane, cedimenti, isolamento. Ovvio che se il meteo 2 ore prima non ne sa nulla, non se ne può fare un caso politico. A meno che non ci siano meteorologi di destra e di sinistra. A parte il caso della vincenzi che 3 anni fa non chiuse le scuole e diede l'allerta dopo che iniziò il nubifragio che solo a genova costò 9 morti (e la poltrona al sindaco che almeno si assunse la responsabilità di tutto) e non so quanti tra levante, 5 terre e lunigiana, il prossimo ottobre tornerà l'acqua e speriamo in un meteo decente.

leo_polemico

Sab, 11/10/2014 - 18:47

Che una ditta possa ricorrere dopo aver "perso" un appalto, può essere giusto, soprattutto se l'interessato porta delle prove che ci sono stati dei "favori". In compenso è però scandaloso che per avere un "giudizio", non importa se favorevole o no, debbano passare anni. E poi ancora altri anni per ricorso, controricorso, eccetera. C'è di certo un aumento della spesa iniziale prevista, ci possono essere danni su danni, vittime incolpevoli, attività produttive e commerciali in rovina, conseguenze varie. Tutto questo chi lo paga? Il cittadino "normale". Non certo il colpevole che, strapagato, non ha esaminato e deciso, in tempi ragionevoli quanto doveva: è necessario, infatti, per dimostrare la propria importanza e il proprio potere, far aspettare i cittadini, che pagano e sono danneggiati. Non paga neanche il politico locale o nazionale complice in questi colpevoli ritardi, e che, con il silenzio, in pratica, li avalla. Non accetto, nel modo più assoluto, che venga detto che non ci sono risorse economiche: per pagare "mare nostrum", assistere le migliaia di immigrati regolari e clandestini, in compenso nulla facenti, i soldini si trovano sempre. Si potrebbero anche utilizzare le forze lavoro in cassa integrazione, mobilità o disoccupazione: se la proposta di tale lavoro non è accettata, devono cessare gli ammortizzatori sociali per chi rifiuta, perchè impegnato, forse, in un lavoro in nero.

lamwolf

Dom, 12/10/2014 - 10:49

Se la Polizia Provinciale,la Guardia Forestale gli Enti come le Comunità Montane, dove rimaste, tornassero a fare quello per cui sono stati create e non sovrapporsi a Polizia e Carabinieri a fare le multe con gli autovelox forse qualche cosa si potrebbe riparare. Boschi violentati e che vengono tagliati da gente dell'est europeo a casaccio,vado nelle campagne e nei boschi. Lasciano frasche, ritagli e la legna non commerciale vicino ai greti di torrenti ammucchiate ed a volte all'interno degli argini. Qui fanno tappo quando le piogge sono torrenziali, provocano dighe che poi vanno a creare TRAGEDIE. Nessuna controlla la risistemazione dopo i tagli, i boschi così restano con ammassi di residui con un grave danno per quello che dovrà crescere di nuovo. Campagne abbandonate senza più la cura dei campi e delle scolmature per far defluire le acque, mentre chi coltiva la terra se ne frega delle cunette e fossette scola acqua con le piogge che invece di defluire ai bordi delle strade sono a far danni agli automobilisti. Nessun controllo delle Provincie e Comuni per chi dissesta i territori con lavori di aratura e quant'altro che non permettono alle acque di defluire correttamente e in modo non invasivo e spesso i lavori sono fino alle strade, mentre tutti corrono a fare cassa come sull'Aurelia dove c'è una gara per l'accaparramento del tratto di strada tra Polizie Municipali, Stradale e Provinciale. Nessuno che si rende conto che chi è stato preposto per l'impiego di cui sopra sta facendo tutto tranne quello per cui sono stati creati e poi succedono queste cose anche d'estate e in luoghi come nel Gargano dove è sufficiente un acquazzone per devastare tutto. Poi come in tutte le cose oggi arriva la disgrazia di incappare nella giustizia, lenta, macchinosa a volte politicizzata garantista per chi commette il reato e poco attenta a chi lo subisce violentato due volte. L'intromissione in tutte le competenze ma poco per quello per cui i cittadini chiedono che sia, GIUSTIZIA celere e giusta. I soldi c'erano ma bloccati dal Tar e quindi anche se l'allerta meteo fosse stata data in tempo la tragedia senza opere non sarebbe stata evitata. Magari la morte di quel povero uomo ma il resto non lo avrebbe evitato l'omino delle previsioni. La legge come a Genova non si preoccupa che l'evento del 2011 si potrebbe verificare di nuovo e nella sua vergognosa lentezza dopo solo tre anni migliaia di persone hanno perso tutto o parte dei loro averi. Meno burocrazia, via le Provincie che non servono a nulla, così come oggi le Regioni. Tutte sedi per far soldi a politicanti inconcludenti e incompetenti. Sveglia italiani così la fine è presto segnata, ribelliamoci a questo sistema fallito e marcio dove anche la giustizia non da le garanzie che ogni cittadino si aspetta sia dovuta.

giovanni PERINCIOLO

Dom, 12/10/2014 - 11:19

Chissà cosa pensa re giorgio di questa "giustizia" ingiusta! Tre anni per una causa civile e poi questi ........ hanno pure il coraggio di protestare perché le loro ferie sono intoccabili! Danni materiali a parte un morto sulla coscienza evidentemente per i signori della casta é poca cosa o nulla, forse é solo un "danno collaterale"! L'importante é che non si tocchino le ferie né i lauti emolumenti di lor signori, ne risentirebbero la loro "dignità" e "indimpendenza"!

buri

Dom, 12/10/2014 - 11:23

dovrebbero fare una legge che impedisce il ricorso di chi è arrivato secondo nella gara d'appalto di ricorrere al TAR per bloccare i lavori, non è possibile che per un ricorso si finisca per bloccare lavori pubblici essenssiali, che oltretutto coinvolgono la sicurezza di un intera città, abinato poi ad una magistratura lenta e faraginnosa, il riccorente dovrebbe essere tenuto responsabile dell'attuale disastro

Vulfranno

Dom, 12/10/2014 - 14:22

Be', il ricorso al Tar lo hanno fatto le aziende che hanno reputato di essere state escluse in maniera ingiusta, e si sono attaccate a cavilli ed errori formali, non ad accuse di corruzione. La gara di appalto è del 2012, il ricorso al Tar di Genova è stato presentato nel 2013, in seguito il Tar di Genova è stato dichiarato incompetente sulla questione e il Tar del Lazio nel luglio del 2014 ha dichiarato valida la gara di appalto. Il tutto è durato meno di un anno e mezzo, che per i tempi biblici della burocrazia amministrativa italiana non sono male. Può darsi che le aziende che hanno presentato ricorso avessero le loro ragioni, così come è possibile che sperassero di "far casino" e vedere cosa succedeva. Del resto anche l'esorbitante numero di avvocati italiani esiste grazie ai tanti cavilli legali, alla burocrazia e alla giustizia male amministrata.

Antonio43

Dom, 12/10/2014 - 14:22

Bassolino è stato la "fortuna" dei napoletani e della Campania in generale, Burlando lo è per i genovesi e la Liguria in generale.... impagabili facce di bronzo! E nessuno che osa attribuire loro una qualche responsabilità. La colpa è anche la nostra che non abbiamo la forza di prenderli a calci in culo, sia in senso figurato ma anche fisico. Da qualcuno, prima o poi, si dovrà cominciare.