Già scarcerati gli anarchici che hanno distrutto Torino

Erano accusati di devastazione e saccheggio nel corteo di protesta di sabato. L'ira dei sindacati di polizia

Torino Sono state scarcerate le undici persone arrestate durante i disordini al corteo organizzato dagli anarco-insurrezionalisti in seguito allo sgombero del centro sociale «L'Asilo» di via Alessandria a Torino, occupato da oltre 24 anni.

Gli antagonisti, accusati di devastazione e saccheggio, resistenza e lesioni a pubblico ufficiale, lancio di ordigni esplosivi e blocco stradale in concorso, erano stati fermati in via Bava mentre cercavano di sfuggire alle forze dell'ordine. Il gip, pur convalidando l'arresto, ha ridotto la misura cautelare disponendo, anziché la custodia in carcere, l'obbligo di presentarsi quotidianamente in caserma. A sei di loro, il questore Francesco Messina ha emesso i fogli di via, che prevedono il divieto di tornare nel territorio di Torino per un periodo da uno a tre anni, per «gravi e violenti comportamenti penalmente rilevanti tenuti dai destinatari nel corso della manifestazione».

La misura cautelare decisa dal gip riguarda il reato di resistenza all'arresto, mentre per gli altri capi di imputazione non sono stati ravvisati gravi indizi di colpevolezza. È possibile che nella decisione del tribunale abbia pesato il fatto che gli arrestati non fossero persone di spicco nel mondo antagonista e fossero pressoché tutti incensurati: solo uno infatti ha un procedimento pendente e due hanno precedenti risalenti agli anni Novanta. Durante il corteo di sabato, degenerato in guerriglia urbana, dopo il tentativo dei manifestanti - respinto dalle forze dell'ordine - di raggiungere L'Asilo, la Digos ha identificato trecento persone e in questi giorni è iniziato il lavoro per attribuire le singole responsabilità per quanto accaduto.

«Purtroppo non è una sorpresa che gli arrestati per i fatti accaduti a Torino siano stati rimessi in libertà - ha commentato Valter Mazzetti, Segretario Generale dell'Fsp Polizia di Stato, Federazione sindacale di Polizia -. Sospettati di reati gravissimi tornano tranquillamente alla loro quotidianità nonostante abbiano messo a ferro e fuoco una città, attentando alla vita degli operatori delle Forze dell'ordine». «I danni - ha proseguito Mazzetti - sono stati fatti, la città, i cittadini perbene e i poliziotti hanno pagato un prezzo altissimo. Continuiamo a ripetere che bisognerebbe introdurre il reato di terrorismo di piazza, che inasprisca le pene, le misure cautelari, gli strumenti di prevenzione. Quanto è accaduto a Torino non è una manifestazione di scalmanati, ma una azione di guerriglia organizzata, messa in atto per un fine chiaro e preciso: devastare le cose, fare male alle persone, assalire chi portava l'uniforme».

Intanto anche ieri gli anarchici, un centinaio, hanno improvvisato un corteo da piazza della Repubblica sino in corso Giulio Cesare. Molti gli slogan contro il sindaco Appendino e il Movimento 5 Stelle. «Ha dimostrato di essere il partito della polizia», urlano. E ancora: «Lega e Cinque stelle ci vogliono cacciare. La rabbia sociale ve la farà pagare».