Giallo sul leader dell'Isis «Ferito in un raid in Irak»

Al Baghdadi sarebbe stato colpito al confine con la Siria Ma il Pentagono: «Nessun elemento che confermi la notizia»

È fitto il mistero sulle sorti Abu Baqr Al Baghdadi, probabilmente ferito in maniera grave nel corso di un raid aereo che risale allo scorso 18 marzo. La notizia è stata resa nota da diversi media, ma accolta con un certo scetticismo dal Pentagono che, per voce del colonnello Steve Warren, parla di «nessun elemento che indichi che sia stato ferito o ucciso o che sia avvenuto un cambiamento della sua situazione». Di sicuro al momento circola solo il nome di colui che starebbe reggendo in questi giorni le sorti di Isis e che potrebbe diventare, in caso di morte del califfo del terrore, il nuovo leader del movimento jihadista. Si tratta di Abu Arkan Al Ameri, «l'americano», per i suoi trascorsi nel carcere di Guantanamo. È l'uomo che Al Baghdadi aveva nominato un anno e mezzo fa come coordinatore degli undici «governatori» delle province del Califfato. Al Ameri, 46 anni, dirige anche gli affari economici dell'organizzazione e supervisiona lo sfruttamento di pozzi petroliferi e raffinerie concentrati soprattutto nell'est della Siria, ovvero l'attività più redditizia dell'Isis, con profitti fino ai 20 milioni di dollari ogni mese.

Secondo varie fonti accreditate, tra le quali figura la tv qatariota Al Jazeera e il britannico Guardian , Al Baghdadi sarebbe stato colpito lo scorso 18 marzo nei pressi di Al Baaj, località del distretto di Niniwa, a 200 chilometri a ovest di Mosul, e a breve distanza dal confine iracheno con la Siria. Già nelle settimane precedenti erano circolate voci su un presunto ferimento del Califfo, ma in questo caso le notizie sembrano così zeppe di particolari da far ritenere che l'uomo che sta terrorizzando l'Occidente abbia i giorni contati. Nel mirino del raid aereo di Al Baaj c'era un convoglio composto da tre auto che si stavano spostando tra i villaggi di Umm Al Rous e Al Qaraan, sulle quali viaggiava un gruppo di responsabili dell'organizzazione terroristica. Tra di loro certa sarebbe stata la presenza di un pezzo da novanta del gruppo, il comandante del consiglio militare degli uomini col drappo nero Ahmed Al Aluoani, scampato alla morte. Nel corso del blitz aereo nessuno sapeva che Al Baghdadi si trovasse su una delle vetture. Va anche detto che Al Baaj è una zona prediletta dai jihadisti, fuori controllo da qualsiasi autorità fin dai tempi di Saddam Hussein.

Al Baghdadi, secondo quanto riportato da due quotidiani del Qatar, che hanno ripreso le dichiarazioni dell'ufficiale iracheno Hisham al-Hashimi, avrebbe eletto a residenza privata quest'area perché scarsamente conosciuta persino agli americani. Il Califfo a quanto pare avrebbe però commesso una leggerezza, sottovalutando il lavoro svolto in questi ultimi mesi dall'intelligence degli Stati Uniti in collaborazione con gli 007 dei paesi arabi che fanno parte della coalizione anti-Isis, che, con il blitz del 18 marzo, hanno forse dato una svolta al conflitto contro i tagliagole del califfato islamico. Già l'8 novembre dello scorso anno erano circolate voci di un ferimento di Al Baghdadi (colpito in un attacco aereo Usa nei sobborghi di Mosul), notizie smentite dal portavoce di Isis Muhammed Al Adnani, che in questa circostanza non ha rilasciato sui social alcun commento. Il che lascia intendere che il Califfo sarebbe davvero in pericolo di vita nonostante il cauto commento del Pentagono.