Gianni Lettieri: "Con me una Napoli nuova"

Gianni Lettieri, candidato del centrodestra a sindaco di Napoli, affronta una competizione che inizia a entrare nel vivo

Gianni Lettieri, candidato del centrodestra a sindaco di Napoli, affronta una competizione che inizia a entrare nel vivo. In gioco c’è la guida della terza città d’Italia.

Come procede la campagna d’ascolto della città?

Procede bene, grande partecipazione dei napoletani, stufi dello stato in cui è ridotta Napoli e desiderosi di un vero cambiamento, ne hanno abbastanza dei populisti che hanno isolato la mia città.

In questi giorni esce, a cura della Fondazione guidata dalla figlia Lucia, il diario dei primi quattro mesi di governo di Maurizio Valenzi, personalità del partito comunista e storico sindaco di Napoli. Perché vuole leggerlo?

Il sindaco Maurizio Valenzi ha inaugurato un metodo di governo il più possibile condiviso di una città difficile come Napoli. Ricordiamoci che i suoi anni di guida del Comune (1975-1983) si aprono con il dopo-colera passando per il terremoto del 1980. Un consiglio comunale in cui sedevano personalità nazionali come Giorgio Almirante, allora leader del Movimento Sociale Italiano.

Cioè si trattava di un modello consociativo?

Assolutamente no! Valenzi restò comunista e Almirante missino. Parlo della capacità dell’allora sindaco di aggregare e rappresentare un vasto schieramento di forze sane, anche al di là dei confini di partito. Una lezione che mi sembra importante, un patrimonio politico pubblico di Napoli.

Qualche esempio?

Antonio Scippa, in quegli anni l’assessore alla mobilità di Napoli, una poltrona bollente per chiunque, girava sempre la città. I suoi provvedimenti erano figli di questo metodo amministrativo, valido anche oggi, anzi ancor più valido.

In che senso la lezione di Maurizio Valenzi ha una sua attualità?

De Magistris ha mantenuto in questi anni un registro insopportabilmente populista e dannoso per Napoli e i suoi interessi. Ma senza dubbio cinque anni fa De Magistris ha portato con sé forze sane della città che nessun sindaco o aspirante tale può ignorare.

Di quali forze stiamo parlando?

Parlerei più di battaglie: quella per l’acqua pubblica è certamente positiva, se si agisce di conseguenza. Quella per le scuole sempre più protagoniste nella sottrazione di terreno alla criminalità organizzata. Quella per gli operatori sociali e i maestri di strada che, supportati adeguatamente dalla politica, possono essere determinanti per una Napoli diversa.

Commenti

swiller

Lun, 09/05/2016 - 14:04

Quello che questo signore non ha capito è che il problema di Napoli sono i napoletani.

cangurino

Lun, 09/05/2016 - 14:08

cdx unito (come a Milano), unica possibilità di salvezza per avere governi e programmi meno social demenziali. Speriamo che anche su Roma Berlusconi cambi nuovamente idea, ma questa volta a favore della Meloni e non di un palizzinaro filo PCI, altrimenti lo strappo tra alleati rimarrebbe scolpito nella pietra e forse irrimediabile per anni.