Gita a Expo con dramma Liceale muore in albergo

Il ragazzo, 19 anni, è precipitato dalla balaustra della scala antincendio: si era sentito male e stava cercando una toilette

MilanoGià il fatto che non fosse tornato in stanza per tutta la notte appariva singolare. Domenico Maurantonio - studente 19enne che sul profilo Facebook si presenta con un pappagallo multicolore - era un tipo simpatico e brillante ma tranquillo, maturo, molto lontano dal tipo dello scavezzacollo che avrebbe approfittato della gita della scuola in visita all'Expo per darsi a chissà quali bagordi. Tanto più che con lui a Milano c'era anche Anna, compagna di classe e sua ragazza da tre anni. Se lo sono detti perplessi tra loro ieri mattina alcuni suoi compagni della quinta E del liceo scientifico «Ippolito Nievo» di Padova che, oltre alla classe, stavolta dividevano con lui anche la stanza, al quinto piano dell'hotel «Leonardo da Vinci» di via Senigallia, a Bruzzano. Al risveglio, non trovandolo in camera, hanno pensato che Domenico stesse già facendo colazione. Gli allievi delle classi quinte E ed F del liceo padovano (tutti maggiorenni) infatti, erano arrivati con alcuni dei loro insegnanti sabato sera nel grande albergo lilla immerso nel verde ai margini della periferia nord della città con l'obiettivo di raggiungere Rho e il sito dell'Esposizione universale nella mattinata di ieri. Un progetto rimasto tale dopo che, alle 8, Domenico è stato trovato ai piedi di una delle scale antincendio della struttura alberghiera, morto già da qualche ora. A rinvenire il cadavere uno dei suoi professori e un compagno, che si sono sentiti male e sono stati soccorsi dall'ambulanza, chiamata in extremis, per verificare se davvero non ci fosse più niente da fare per quel povero ragazzo.

Sul posto sono arrivate alcune volanti della polizia e il pm di turno, Claudio Gittardi, che ha richiesto l'intervento del medico legale, ma più tardi ha disposto il sequestro della salma, oggi sottoposta all'autopsia. In un primo tempo, infatti, eliminata quasi subito l'ipotesi del suicidio ma in assenza di testimoni, dopo il ritrovamento di alcune feci nel punto in cui è precipitato il giovane, la ricostruzione dell'accaduto sembrava coincidere in maniera piuttosto plausibile con quella di un incidente dovuto a un malore. Sabato notte Domenico, dopo aver salutato la sua ragazza che andava a dormire, aveva trascorso la serata con alcuni compagni, bevendo non più di una birra. Di notte il giovane, in preda a un violento problema intestinale e impossibilitato a entrare nel bagno che in quel momento era già occupato, sarebbe uscito dalla stanza in cerca di una toilette. Non trovandola avrebbe raggiunto la scala antincendio e, in balia di dolori al basso ventre con l'urgenza di liberarsi il più in fretta possibile, sarebbe salito con il sedere sulla balaustra dove ha perso l'equilibrio ed è caduto nel vuoto per una ventina di metri. Questa la prima ipotesi investigativa sull'accaduto. Dall'analisi del cadavere sul luogo del ritrovamento, quindi, il medico legale ha trovato un livido piuttosto evidente su un braccio di Domenico. Un ematoma che poteva far pensare che qualcuno lo avesse afferrato e poi spinto. Così, per estremo scrupolo, la squadra mobile ieri pomeriggio ha sentito allievi e professori del liceo senza però che emergesse nulla di nuovo.

Figlio unico di un bancario e di una insegnante, avvertiti ieri della sconvolgente notizia da una pattuglia della polizia di Padova e recatisi in tutta fretta a Milano, Domenico Maurantonio abitava con i genitori in una villetta nel quartiere Altichiero.