Giudici e legislatori, giù le mani dai bambini

Il mondo sembra davvero impazzito ed i giudici hanno una responsabilità in questa preoccupante degenerazione. Tre sono le pronunce che destano sconcerto. La prima, la più recente, proviene dagli Stati Uniti: un sex offender seriale dalle vaghe origini italiane rapisce e violenta una bambina di soli 12 anni che, sciaguratamente, resta incinta. Un dissennato a non volerlo definire più brutalmente giudice del Michigan ha disposto la custodia «congiunta» di quel bambino, frutto di violenza. Giustamente l'avvocato difensore della ragazza/madre ha definito «folle» la sentenza ed espresso preoccupazione per le sorti del piccolo, visti gli appetiti del padre/stupratore verso i minori, recidivo in fatto di violenze ai danni di bambini.

Attraversando l'Atlantico l'orrore sbarca in Francia dove i giudici hanno pensato bene di derubricare uno stupro, compiuto da un uomo ai danni di una 11enne, da violenza a mero «abuso», con conseguente grosso sconto di pena. Agghiacciante la motivazione: non avendo la bambina urlato od opposto resistenza si è presunto un velato consenso, quando invece era solo terrorizzata e, per questo, incapace di reagire.

Giungiamo in Italia, anche se la sentenza risale a prima dell'estate e aggrava il pasticciaccio governativo della depenalizzazione degli atti osceni in luogo pubblico: un erotomane moldavo, beccato per ben tre volte in flagranza per essersi masturbato davanti a minori, al parco, in strada e in auto, veniva condannato in primo e in secondo grado ma la Cassazione ha pensato bene di assolverlo. La motivazione è disarmante: dopo la depenalizzazione del reato gli atti osceni vengono perseguiti solo se compiuti in luogo «abitualmente frequentato dai minori»: benché gli atti di onanismo del maniaco seriale sono stati deliberati e stimolati proprio dalle adolescenti che assistevano a questo ributtante spettacolo, i luoghi non coincidevano con quanto previsto dal secondo comma dell'art. 527 del codice penale (parchi giochi, asili, scuole) e, per questo, andava assolto dal reato.

Cosa sta succedendo nel mondo civilizzato? Esiste ancora il sacro rispetto per i minori? Gesù lanciò un monito: «Chi invece scandalizza anche uno solo di questi piccoli che credono in me, sarebbe meglio per lui che gli fosse appesa al collo una macina girata da asino, e fosse gettato negli abissi del mare». Sono passati oltre 2mila anni ma nostro Signore rimane inascoltato a dispetto di una verità che pensavamo tutti essere intangibile: chi tocca i bambini è condannabile sempre. È perfettamente inutile fare due passi avanti, con leggi che puniscono severamente la pedopornografia e le violenze sui minori, quando poi l'intero castello di apparente rigorismo viene minato alle fondamenta da pronunce per cui esistono delle scappatoie agli orridi orchi che sfogano le loro insane pulsioni sui bambini. No. Non prevalebunt: gridiamolo tutti, padri, madri, nonni, fratelli, figli, diciamolo al mondo che questa deriva va fermata e subito. Provino vergogna i giudici e chi confeziona leggi che permettono scappatoie a chi fa violenza sui minori.

La giurisprudenza, così fantasiosa nell'elaborare diritto innovativo che sovente aggira i confini normativi vigenti trovi le soluzioni per evitare abomini. Non posso credere che quei giudici non abbiano potuto (o voluto) elaborare decisioni volte a sanzionare duramente chi ha offeso e rovinato per sempre la vita di innocenti costretti a subire violenza. Vorremmo tutti credere che la «macina al collo» nell'allegoria evangelica diventi un monito per tutti. Vorremmo credere a un mondo che punisce severamente i reati sessuali verso i più piccoli. Ma soprattutto non vorremmo più leggere notizie come queste.