"Quella giunta è manovrata da Casaleggio e Di Maio"

L'ex fedelissimo di Grillo: "Virginia autonoma? Una barzelletta. In squadra 3 assessori imposti"

«Quella di Roma non è la giunta Raggi, è la giunta di Davide Casaleggio e di Di Maio». Chi parla conosce molto da vicino il M5s, e soprattutto il suo centro di comando a distanza, la Casaleggio Associati. Marco Canestrari ha lavorato dal 2007 al 2011 nella società di Casaleggio, prima come dipendente poi come collaboratore, ed è stato una delle prime «tessere» del M5S. Ora, insieme all'ex capo della comunicazione M5S alla Camera, Nicola Biondo, ha scritto un libro (Supernova. Com'è stato ucciso il MoVimento 5 Stelle) sui segreti del Movimento, acquistabile on line con una piccola donazione.

Quindi, dietro il Campidoglio c'è l'ombra della Casaleggio?

«Davide Casaleggio ha due uomini suoi nella giunta Raggi. Il primo è noto, l'assessore alle Partecipate Massimo Colomban. Dell'altro invece si parla meno, l'assessore Adriano Meloni (allo Sviluppo Economico). Meloni è stato a lungo amministratore delegato di Expedia, colosso web di viaggi e turismo. E quando c'era lui Expedia era uno dei grandi sponsor della Casaleggio. Alle conferenze parlava Gianroberto, e subito dopo Meloni. Che conosce Davide Casaleggio da dieci anni».

Quindi due persone chiave nella giunta di Roma che rispondono alla Casaleggio. E Di Maio?

«Lui ha Laura Baldassarre, assessore alla Scuola. La Baldassarre è l'ex capo staff di Vincenzo Spadafora. E chi è Spadafora? L'uomo che Di Maio ha chiamato per gestire le sue relazioni istituzionali. Su Marra di Maio non la racconta giusta. Ora ne parla male, ma diede il suo ok alla nomina».

Insomma una parte della giunta di Roma risponderebbe alla Casaleggio Associati e a Di Maio, più che alla sindaca Raggi?

«L'autonomia della giunta Raggi è una barzelletta. La Raggi sta provando a muoversi, si è fatta anche i conti se riusciva ad andare da sola, senza l'appoggio del M5S, e ha capito che non può. La vicenda di Roma serve a fare chiarezza, anche sul ruolo di Davide Casaleggio. Volevano far credere che ha solo un ruolo tecnico nel M5s, invece è il vero capo, più di Grillo».

Nel libro scrivete: «Si è passati dall'uno vale uno a un ufficio decide per tutti, Grillo compreso.

«Davide Casaleggio ha una'influenza su Beppe Grillo, conta più di lui. Grillo ci mette la faccia, dà l'ok alle decisioni, ma anche quando era in vita Gianroberto le strategie le pensava la Casaleggio Associati. E ora col figlio, senza più Gianroberto, è rimasto così. In più, c'è una clamorosa novità di questi ultimi mesi, passata sotto silenzio ma fondamentale per la gestione del potere nel M5s. La creazione dell'associazione Rousseau».

Presieduta appunto da Casaleggio jr. Perché sarebbe fondamentale?

«L'Associazione Rousseau, di cui è presidente lo stesso presidente della Casaleggio Associati, gestisce tutti i dati sensibili del movimento, le informazioni sugli iscritti, quelle sui parlamentari M5s, informazioni che fanno gola ai deputati in carriera. Ne fanno parte, oltre a Casaleggio, i suoi due fedelissimi Bugani e Borrelli. L'unico dipendente che si conosce è Pietro Dottori. E sa da dove viene? Dalla Casaleggio. Grillo è solo formalmente il responsabile del trattamento dei dati a fini della privacy, ma chi li possiede è Casaleggio».

Controllare Rousseau significa controllare il M5S?

«Sì, perché possono sapere come votano i parlamentari, chi è a favore o contro il direttorio per esempio, possono profilare tutti gli iscritti, creare correnti. È la cosa più vicina al Grande Fratello mai inventata in politica. In questo sono di certo più trasparenti i tanto vituperati partiti».