"Hanno copiato Monterosso perché le sanzioni funzionano"

Il sindaco ligure: "Io il primo a introdurle l'anno scorso"

Milano - Emanuele Moggia, sindaco di Monterosso al Mare, in Liguria, aveva fatto parlare di sé perché l'anno scorso scese in spiaggia con il fischietto per allontanare i vu cumprà. Funzionò?

«Fu un grido di dolore nei confronti di una situazione insostenibile: 50 venditori abusivi su una passeggiata a mare di 50 metri. Uno ogni metro».

Un po' troppi.

«Senza dubbio. Inoltre spesso sono sfacciati: cacciano dalle panchine bambini e anziani per esporre la propria mercanzia. Inaccettabile».

Quanti agenti di polizia municipale ha? È un problema di uomini?

«Uno e mezzo».

Cioè?

«Uno è in servizio, l'altro può solo fare lavori d'ufficio».

Ne assuma degli altri, no?

«Non posso. O meglio: siamo in Italia ed è tutto complicatissimo».

Spieghi.

«Ho dei limiti sul numero di agenti che posso assumere e dei limiti di spesa».

Non ha abbastanza soldi?

«Certo che li ho. Sono un Comune virtuoso e ho a disposizione fondi che però la legge mi impedisce di utilizzare».

E quindi?

«Quindi, per non incappare nella tagliola della Corte dei conti, ho dovuto chiedere un finanziamento esterno».

Finanziamento arrivato?

«Sì, grazie a una partita di giro, con 40mila euro dell'Ente parco delle Cinque Terre».

Cosa pensa della proposta di Salvini di multare anche chi acquista dai venditori abusivi?

«Applaudo. Appena ho letto la notizia ho pensato: Il ministro mi copia».

Perché?

«Perché dall'anno scorso ho introdotto sanzioni anche per gli acquirenti. Sono stato il primo sindaco a farlo».

Multe salate?

«Da 25 a 500 euro in caso di recidiva. In media sono sanzioni da 50 euro».

E funziona?

«Funziona, funziona. Anche se funzionerà ancor meglio quando ci sarà un buon passa parola: A Monterosso si rischia la multa se si compra dagli abusivi».

La gente del posto lo saprà bene.

«Sì ma purtroppo il nostro turismo è principalmente mordi e fuggi. Sono pochi gli stanziali. Tuttavia ho tappezzato il Paese con avvisi e cartelli in tutte le lingue».

Ma lei è di destra?

«No. Sono un cattolico democratico; un indipendente. E il rispetto della legge non è né di destra né di sinistra: è un dovere».

E le multe vengano pagate?

«Da chi acquista sì, dai venditori ambulanti... (ride) Secondo lei?».