Ho deciso, oggi mi dimetto da omosessuale

Se oggi scrivessi «Lo dico da anni che le associazioni gay sono rette da gran furbacchioni!», per molti sarei pedante e supponente. Però, è così!

Ed io credo - sono l'unico omosessuale «contro» da sempre. Quello non allineato, di Destra e Cattolico praticante, che non incontri e non incontra nei locali notturni per gay, nelle saune per gay, a passeggio nelle gaystreet, in vacanza nei gayhotel E non perché sia meno omosessuale di tanti altri; solo che non mi sono fatto intrappolare nel sistema e non ho ceduto un millimetro, un grammo, una goccia della mia dignità personale, sociale, politica, religiosa a chicchessia. Sono svariati decenni che enti e associazioni fintonoprofit svendono proprio sul mercato del profitto l'intimità di un sentimento puro come l'amore. A prescindere che ad amarsi siano due persone dello stesso sesso. Almeno mezzo secolo di prese per i fondelli di ragazzi che, in crisi con le famiglie, si rifugiano nell'abbraccio asfissiante di falsi amici e terapeuti bugiardi, i quali, invece di pacificarli con i propri Cari, li ubriacano col miele del paese dei balocchi.

Processioni sporcaccione, villaggi estivi senza pudore, tane invernali demoralizzanti, organizzati a bella posta per coniare schiavi da spremere fino all'ultima goccia di vita, nel sogno menzognero di una libertà che non arriverà mai. Bugiardi fino all'impossibile genitorialità di genere. Fino al ridicolo matrimonio di paio e non di coppia. Fino alla prostituzione di Stato. Se, oggi, questo significa essere gay, mi dimetto da omosessuale! Perché l'omosessualità non è peccato, né reato, né colpa. La vendita a saldo della propria dignità, sì!

Commenti

carlottacharlie

Mer, 22/02/2017 - 10:11

Bravo!!!! ed onesto.

Ritratto di beatoangelico

beatoangelico

Mer, 22/02/2017 - 12:22

Egregio Pirlì, vai a ristudiarti il Catechismo: l'omosessualità e la sodomia eccome sono peccato. Sono peccati gravi che gridano vendetta al cospetto di Dio. Mai avremmo potuto immaginare che la società italiana giungesse ad ammettere un tale livello di perversione.

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adl

Mer, 22/02/2017 - 12:40

Nella subCulcultura Pol.corr. l'uso illuministico della ragione è venuto meno, e con esso la coerenza. Che sia peccato o no è per un cattolico un problema di coscienza personale, ritengo, di gestione non semplice, come altri peccati, ed in modo paritario e non privilegiato o subordinato rispetto agli altri. LAICAMENTE il gayismo sociopoliticoculturale non è altro che uno dei tanti aspetti della POLITICALLY CORRECTNESS per MISTIFICARE la realtà, tipicamente dittatoriale che ha potuto prendere piede solo grazie alla supremazia o ritenuta tale culturale sinistra. Una persona è tale a prescindere dalle sue inclinazioni sessuali che sono e restano un fatto privato. L'imposizione della GAY CULTURE è una forma di privazione della libertà ANCHE DI QUELLA DI PENSIERO, a cui la gente che ragiona, come chi scrive l'articolo, non può non RIBELLARSI.

Ritratto di beatoangelico

beatoangelico

Mer, 22/02/2017 - 16:36

Il peccato non è un problema di coscienza personale. Questa è la visione dei protestanti. L'omosessualità è una perversione rispetto alla legge naturale. Lo sviluppo di qualsiasi società umana o gruppo animale si basa sull'atto procreativi, attraverso l'unione naturale tra maschio e femmina, le pratiche sessuali tra sodomiti sono sterili perversioni, e non generano prole. Fino a quando le perversioni restano nell'ambito privato sono un problema di coscienza. La Russia infatti non punisce l'omosessualità ma la sua promozione tra le giovani generazioni. Laicità nel suo originale significato è sinonimo dell'IGNORANZA del popolo, rispetto alla conoscenza degli ordini sacri.

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adl

Mer, 22/02/2017 - 17:16

Egregio beatoangelico, non essendo un ministro del culto cattolico, ho azzardato da laico, una riflessione diciamo conforme alla teologia ora dominante nella chiesa. Non ne ho comunque escluso la natura di "peccato". So bene delle differenze di fondo tra protestanti e cattolici che non mi pare vertano sulla omosessualità ma su altre questioni. Sul fatto che lo sviluppo della società umana si basi sul diritto naturale sfonda una porta spalancata. Tuttavia a mio avviso esiste una dimensione politica e sociale del problema omosessualità con la quale aldilà dalla sfera religiosa, anche i più intransigenti devono confrontarsi. Questo è quello che io intendo per approccio "laico".