Hollande messo in crisi dalla sua "gauche"

Il presidente vuol revocare la cittadinanza ai terroristi

François Hollande in conferenza stampa all'Eliseo

Rolla Scolari Il problema di François Hollande arriva dal suo stesso campo, da sinistra. La gauche francese in questi giorni di feste e celebrazioni si divide sulla riforma costituzionale proposta il 16 novembre tre giorni dopo gli attentati di Parigi in cui sono morte 130 persone - da un combattivo presidente a uno scioccato Congresso, emozionato nel cantare la Marsigliese. Da giorni, la sinistra francese dibatte e si scontra sulla proposta del presidente, appoggiata con forza dal suo primo ministro Manuel Valls, sulla revoca della cittadinanza a chi ha doppio passaporto, in caso di coinvolgimento in crimini terroristici.

Accade già in Gran Bretagna, e da parecchio tempo: la revoca della cittadinanza è stata applicata dopo gli attentati dell'11 settembre 2001 a New York sia da governi laburisti sia da quelli conservatori. La misura, rafforzata nel 2005 dopo gli attacchi di Al Qaida alla metro di Londra, hanno portato dal 2010 a oggi al ritiro di una trentina di passaporti.In Francia, il leader e il suo premier hanno poco più di un mese per convincere i loro stessi alleati della validità della via britannica, e sono ben determinati a farlo. In questa battaglia, il primo ministro Valls è senza dubbio la fanteria di Hollande. Soltanto in questi ultimi giorni, ha difeso prima sul Journal du Dimanche, poi sulla sua pagina Facebook, la riforma. «Una parte della sinistra si perde nel nome di grandi valori, dimenticando il contesto, il nostro stato di guerra», ha detto al giornale.

«No, non è un'idea di estrema destra», ha scritto sul suo account Facebook, rispondendo alle accuse in arrivo da sinistra che fanno notare come il Fronte nazionale di Marine Le Pen, ma anche la destra moderata di Nicolas Sarkozy e i centristi appoggino la misura. Per Valls, non si tratta di un atto discriminatorio, ma della «esclusione definitiva dal patto repubblicano di coloro che hanno commesso crimini terroristici».Se François Hollande userà il tradizionale messaggio di Capodanno alla nazione per convincere i francesi l'ultimo sondaggio sulla questione racconta però che il 94 per cento della popolazione sarebbe già favorevole alla misura Manuel Valls passerà il mese di gennaio a incontrare a uno a uno i deputati. Su 925 parlamentari, il premier dovrà conquistare il voto di 555 politici, i tre quinti del totale. Se i 415 parlamentari di destra e centro votassero tutti compatti la riforma, allora il primo ministro dovrebbe convincere soltanto 140 dei 397 seggi della sua sinistra.

Resta sempre, come rivelano in queste ore i giornali francesi, l'opzione del referendum, che il presidente avrebbe minacciato di indire. E anche se i numeri con l'appoggio della destra per nulla scontato potrebbero essere infine favorevoli a Hollande, resta la profonda frattura della sua gauche: lo stesso ministro della Giustizia Christiane Taubira, non appoggia la misura, assieme, tra gli altri, al sindaco di Parigi, Anne Hidalgo, all'ex premier Jean-Marc Ayrault, all'ex candidata presidenziale Martine Aubry, che ha detto: «Difendere i valori repubblicani e di sinistra è proprio della politica, e ne sono fiera».

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