Gli hotel in rivolta contro Airbnb ma dal governo arrivano solo annunci

Il presidente Bocca: noi vessati, loro aggirano il fisco sulla tassa di soggiorno

Capri - Un codice identificativo unico nazionale per ogni struttura di ricezione turistica. E un regolamento, atteso da anni, per la tassa di soggiorno. Sono i due annunci che il ministro dell'Agricoltura con la delega al turismo, il leghista Gian Marco Centinaio, porta in dote alla 69esima assemblea di Federalberghi riunita a Capri. «La tassa di soggiorno - esordisce Centinaio - è un furto per i turisti, ma se proprio ci deve essere, che sia una vera tassa di scopo. Al ministero stiamo lavorando per fare in modo che i Comuni non possano spenderla per tappare debiti di bilancio».

Ma è sull'altra promessa, il codice identificativo nazionale, che si accende un infuocato scontro a distanza tra albergatori e Airbnb. I primi, in sostanza accusano il portale italiano di aggirare il fisco italiano, sia sulla imposta di soggiorno che sulla cedolare secca, che i portali web di affitti brevi, per legge, dovrebbero riscuotere per conto dello Stato: «Viviamo in uno strano Paese, in cui un albergatore - accusa il presidente di Federalberghi Bernabò Bocca - può essere condannato a quattro anni di carcere per aver ritardato di qualche giorno il versamento dell'imposta di soggiorno, mentre un evasore conclamato, che si fa beffa delle leggi e sottrae all'erario più di 200 milioni di euro, si pavoneggia al fianco di ministri e assessori». Bocca non dice il nome, ma pare chiaro il riferimento ad Airbnb, che ha fatto ricorso al Tar contro la legge che dal 2017 gli impone di incassare la cedolare secca e versarla allo Stato. Il ricorso è stato respinto, ma pende ora un appello al Consiglio di Stato.

Nel frattempo, secondo i calcoli di Federalberghi, la somma che si è andata accumulando si può stimare in 250 milioni di euro. Sulla tassa di soggiorno, lo scontro è ancora più acceso. Di fronte alle accuse di Bocca ad Airbnb di versare solo l'incasso relativo a pochi comuni con cui ha fatto accordi, il portale ribatte: «Da Federalberghi zero idee, solo offese ai Comuni: ma noi siamo l'unico modello innovativo». «Li abbiamo punti sul vivo - dice Bocca - il punto è che Airbnb assolve all'obbligo solo in 18 Comuni su 997, per di più a fronte di accordi capestro con i Comuni che accettano un sistema di rendicontazione sostanzialmente forfettario. Allora perché a loro il forfait e a noi no?». Il codice identificativo dovrebbe essere la soluzione, perché consentirebbe di tracciare ogni struttura. Gli albergatori applaudono il ministro ma temono ostacoli nel governo che Centinaio fa trasparire: «Volevo farlo entro l'estate, ma ci si è messa di mezzo la burocrazia». Nel frattempo alcune regioni (Lombardia, Puglia, Toscana, Lazio, Piemonte, Sardegna, Toscana, Campania) hanno lanciato o stanno lanciando un loro codice. E il governo in alcuni casi ha impugnato le leggi alla Consulta. Uno zigzag diventato una caratteristica dell'esecutivo gialloverde.

Commenti
Ritratto di 02121940

02121940

Dom, 05/05/2019 - 10:05

Una volta si diceva: "fesso chi legge". Oggi invece si dice "fesso chi crede". Le "fregature" sono dietro l'angolo, ma poi arrivano sempre a destino.