Dopo i bicchieri, ecco NeXt il tavolino

Ha ideato brocche e calici che sembrano di cristallo ma sono sintetici. Ora gli arredi

Quest'anno il motto del Salone è «O ci sei. O ci devi essere». Non è detto però, che sia richiesta la presenza sia fisica, basta quella spirituale. Come nel caso di Mario Luca Giusti, l'ideatore dei prodotti dinnerware e tableware in «cristallo sintetico» che lo scorso anno ha fatturato sei milioni di euro (+30% rispetto all'anno precedente) confermando un trend positivo in atto fin dalla nascita della Maison avvenuta nel 2007. Dunque, assente giustificato ma assolutamente pronto non solo sull'argomento arredo ma anche cucina e bagno, le due biennali che accompagnano la fiera. «Voglio una cucina economica con la bombola a gas - spiega. Non se ne può più di cucine imperiali che sembrano delle astronavi. Per poi alimentare la cultura del cibo inteso come purissimo piacere e non come elemento di nutrizione. Voglio una cucina con le mattonelle di Vietri, un po' sbocconcellate e un vecchio frigo che è vecchio, ma funziona benissimo». Visto che ci siamo, e il bagno? «Datemene uno che quando ci entro non mi sembri di arrivare in uno studio dentistico. Vorrei solo una bella doccia, larga, a cascata e calda. Che mi aiuti a svegliarmi la mattina». Dopo aver chiarito i concetti basi, torniamo alla tavola, suo core business. Suona strano, ma è proprio lui a disincentivare una tavola apparecchiata con solo con suoi prodotti. «Le persone devono sapere mischiare colori e materiali. Se ad esempio il piatto è in melamina, i bicchieri dovranno essere in vetro e se invece li vogliamo in cristallo sintetico ecco che i piatti saranno in ceramica. E attenti anche a mischiare i colori per non cadere nell'effetto Arlecchino. Mai esagerare, meglio restare sulle stesse tonalità e nel caso smorzare tutto con un oggetto trasparente, magari mettendo in tavola la nostra brocca Roberta». Insomma equilibrio prima di tutto, e armonia. Torniamo all'arredo, Mario Luca Giusti, da qualche anno non produce solo dinnerware ma anche qualche oggetto d'arredo. Gli ultimi, in ordine cronologico, sono NeXt, un tavolino pieghevole dalle linee pulite, sempre in cristallo sintetico, e la lampada Piramide. Un abat-jour che prende il nome proprio dalla forma. Con due colori perfettamente incastonati tra loro per un gioco di luci dalla forte atmosfera. Da mostrare in salotto, accanto al divano, o sulla scrivania o in camera, sul comodino. Il passaggio dalla sola produzione di oggetti per la tavola a quelli per la casa, è pura curiosità o il desiderio di dire la sua anche nel campo dell'arredo? «Mi piace esplorare altre zone della casa e ricrearle a mio piacimento giocando con oggetti dai colori e materiali diversi. Mica deve essere tutto in cristallo sintetico! Oggetti che possono essere mischiati tra loro, proprio come in un'apparecchiatura, senza però mai esagerare. L'effetto caleidoscopio non sempre è sinonimo di buon gusto. Tutto deve essere miscelato e mischiato dandosi però un limite senza lasciar correre troppo la fantasia».

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