I giallorossi riaprono i porti: Italia ancora campo profughi

Gli 82 della Ocean Viking a Lampedusa. Altro che ricollocamenti: quasi un terzo dei migranti resterà qui

Il nuovo governo giallorosso ha sigillato il suo ritorno al passato aprendo il porto di Lampedusa alla nave Ocean Viking, delle Ong Sos Mediterranée e Medici senza frontiere, con a bordo 82 migranti. L'attesa è stata relativamente breve, visto che le due operazioni di soccorso in mare sono avvenute l'8 e il 9 settembre, e questa volta non c'è stato nessun braccio di ferro tra il Viminale e le Ong. Tutti d'amore e d'accordo al governo a non far ricorso al decreto sicurezza bis di Matteo Salvini, che avrebbe impedito alla nave l'ingresso, il transito e la sosta in acque territoriali. È bastata la parola data di Francia e Germania di prendersi il 25% a testa dei migranti che si è reperito un porto. I migranti, però, dovranno essere inizialmente accolti in Italia. Insomma, un ritorno al passato in toto e su questo non si può dire che il governo giallorosso non sia stato di parola. Porti aperti a tutti, mettendo in primo piano l'accoglienza, e poi avverrà la ripartizione, con l'Italia che, in questo caso, accoglierà quasi un terzo dei nuovi arrivati (24 su 82). Germania e Francia riceveranno 24 persone ciascuna, 8 il Portogallo e 2 il Lussemburgo. Si attende l'adesione dell'Irlanda, nel frattempo tutti in Italia.

L'unica voce fuori dal coro è stata quella del sindaco di Lampedusa, Totò Martello, che, pur favorevole all'accoglienza, non vuole che la sua isola diventi il porto d'approdo per tutti i migranti che il governo è intenzionato ad accogliere. «Accoglienti sì, cretini no», commenta. I porti siciliani, infatti, erano più vicini alla posizione della nave rispetto a Lampedusa che è stata scelta per lo sbarco che avverrà utilizzando come bus navette i mezzi di guardia costiera e guardia di finanza per non creare problemi allo spazio aeroportuale dell'isola.

Come avverrà la ripartizione dei migranti resta un punto interrogativo, ma se il nuovo ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, sottolinea che non c'è «discontinuità» rispetto a prima, l'auspicio è che invece si lavori a una ripartizione rapida. Se così non sarà, si dovranno attendere i lunghi tempi delle Commissioni straniere dei Paesi che si sono messi a disposizione, in quanto prima devono «interrogare» i migranti e poi elaborare il lavoro. Altro nodo riguarda chi dovrà lasciare lo Stivale. «Devono ripartirsi tutti i migranti dice un sindaco siciliano -. Sarebbe impensabile che vadano via soltanto quelli che hanno diritto a restare in Ue. Non avrebbe senso. Ma se su questo punto credo che non si dovrà far battaglia e ogni nazione che si mette a disposizione si prenderà un tot di migranti per poi espellere chi non ha diritto, sul fatto che i trasferimenti dovrebbero avvenire sin da subito bisognerà attendere e, suppongo, fare anche delle pressioni. Altrimenti i migranti resteranno in Italia per mesi e mesi e, visto l'andazzo inaugurato con la nave Ocean Viking, gli stranieri ospiti nello Stivale saranno numerosi».

Intanto le Sos Mediterranèe e Medici senza frontiere esultano e incalzano: «Aver ricevuto un porto sicuro è una buona notizia - dice Nicola Stalla, coordinatore dei soccorsi sulla Ocean Viking -. Ma dovere aspettare da qualche giorno a qualche settimana non è accettabile. Chiediamo agli Stati europei di creare un meccanismo efficace, coordinato e prevedibile, che garantisca porti sicuri per sbarcare le persone soccorse in mare».

L'Italia deve fare fronte anche a un problema atavico come quello degli arrivi dalla rotta balcanica, tanto che la Lega, quando era al governo, parlava di un possibile un muro. Quest'anno sono stati intercettati dal confine croato 10.040 clandestini fino al 9 settembre, un'impennata rispetto al 2018 che ha registrato 9.149 arrivi. Altri 5.048 sono riusciti a passare in Friuli-Venezia Giulia da gennaio, un numero di poco minore rispetto ai 5.793 sbarchi sul fronte del mare.