I grillini archiviano Grillo: «Via il suo nome dal simbolo»

I dissidenti guidati da Pizzarotti preparano la scissione. Ma Beppe: «Sono più vivo che mai»

E venne il giorno in cui i #figlidellestelle si rivoltarono al padre. Con un «vaffa» più o meno garbato arriva da Parma, in una quieta domenica di Sant'Ambrogio, la rottamazione del padre padrone Beppe Grillo. Il primattore è il sindaco Federico Pizzarotti che aprendo i lavori della «leopolda» grillina, ironizza su una slide: «Ecco il nuovo logo del Movimento, oh scusate non ce l'hanno caricato!». Mai parole furono più profetiche: lui scherza, col fuoco gioca la deputata Giulia Sarti, dissidente della prima ora: «Togliamo il nome di Grillo dal logo». Non si può, le fanno notare: il sito è di Grillo e Casaleggio. «Ah no, beh pensiamo a come fare». Rincara la dose l'altro parlamentare Walter Rizzetto: «Non mi riconosco nel direttorio, forse me ne vado». Pizzarotti si stupisce delle 80 telecamere che definirà eccessive e ridicole, ma, ammettendo che la nascita del direttorio rappresenta un evidente passo indietro di Grillo auspica «che le espulsioni vengano riviste» e invita a parlare «meno di scontrini e più di contenuti, recuperando i valori del 2009». Lui non teme la scomunica «ma di non avere posti negli asili».

Così la mattina scorre in un sold out da 400 persone con alcune assenze pesanti come quelle del sindaco di Livorno Filippo Nogarin che si farà vivo via Facebook . Si discute di temi locali da cui emerge un dato globale: a forza di espulsioni, sono rimasti in pochi. Nel menù il nuovo statuto comunale che introduce i referendum senza quorum. E qui Pizzarotti si rivela più politico di Grillo esaltando il valore dell'«opzionalità», suo nuovo cavallo di battaglia. Serviranno 10mila firme per proporre un quesito, ma una commissione mista tecnico politica ne decreterà l'ammissione e l'ultima parola spetterà al Comune. Quindi? A molti in platea sembra una bella svolta autoritaria, più dei diktat di Grillo. Assordante il clima della ripresa: gli animi non sono stati placati dall'ottimo parmigiano 24 mesi del buffet. Il pomeriggio prevedeva l'intervento politico di deputati e consiglieri. Pizzarotti prova a tenere le fila, ma la direzione ormai è presa. L'ultimo dato elettorale, quello delle regionali, ha decretato che solo a Parma c'è stato un calo del 64% del gradimento grillino. E allora il pensiero dominante espresso da tutti è quello che da Grillo e Casaleggio bisogna smarcarsi. «Basta blog, invadiamo le tv», «I valori me li dà la mia famiglia e non me li cala dall'alto la Casaleggio»: Eccoli i figli delle stelle. Avanti così soli. Senza paura. Anche se il guru risponde, per le rime, dal blog. «Sono più vivo che mai. Nonostante questo tentativo di seppellimento mio, di Casaleggio, del M5S. C'è un ribaltamento della realtà: i morti vogliono seppellire i vivi. Non ce la faranno mai. Non ho fatto un passo indietro, ne ho fatto uno avanti!». Pizzarotti proverà a chiudere occhio stanotte. Domani è un altro giorno. O forse un giorno nuovo.