I malati di Parkinson camminano meglio con la tecnoscarpa

Le elettrostimolazioni di "Gondola" alleviano i disturbi delle neuropatie

Camminano molto poco, perché camminano male e soprattutto con dolore ed enorme fatica. Sono le persone colpite da polineuropatie periferiche, il 12% della popolazione italiana, oltre 7 milioni di malati. Con cause diverse: principalmente il diabete, poi alcolismo, tumori ed età. Per aiutare tutti questi malati a rimettersi in piedi e camminare in modo autonomo esiste oggi uno strumento meccanico, di tecnologia avanzata: si chiama Gondola.

È il risultato di una collaborazione tra i centri di ricerca più avanzati al mondo e la Gondola Medical Technologies che, dopo anni di studi e ricerche, ha messo a punto una avveniristica terapia che consiste nella stimolazione periferica meccanica automatizzata. A vederlo assomiglia ad una specie di scarpone tecnologico: è aperto, avvolge il piede e lo stimola in due punti specifici, la punta dell'alluce e la base del primo metatarso. Sono due punti con particolari innervazioni che hanno la funzione di fornire al sistema centrale di controllo del movimento l'inizio, la lunghezza e la stabilità del nostro cammino, tanto più compromesso quanto più la neuropatia periferica è grave; peggiorando con dolore progressivo e perdita di equilibrio l'andamento motorio del malato. Il trattamento è di appena due minuti un paio di volte alla settimana. «Il centro del nostro cammino si trova nel midollo spinale e riceve impulsi dal cervello e dai piedi», dice al Giornale il professor Mauro Porta, direttore del Centro malattie extrapiramidali Irccs Galeazzi di Milano, aggiungendo che «i malati con polineuropatie periferiche hanno problemi di cattiva trasmissione di questi stimoli: questo dispositivo migliora notevolmente gli impulsi nervosi e questi malati ne traggono giovamento».

Ma non è tutto: perché Gondola è stato studiato e validato anche per il trattamento dei disturbi di cammino nei malati di Parkinson, ottenendo eccellenti risultati pubblicati su riviste scientifiche internazionali. All'interno ha piccole punte metalliche che stimolano in questo caso la pianta del piede in due punti precisi ed una pressione calibrata in base alle necessità di ogni malato. Anche in questo caso il trattamento è veloce (due minuti) da ripetersi regolarmente per mantenere i benefici al malato. La stimolazione applicata tramite speciali punte metalliche in punti elettivi del piede, dalle due alle tre volte alla settimana in questi casi, ha potuto consentire nelle persone nelle quali il camminare era diventato una vera e propria impresa, con dolori e sofferenza progressiva in generale, di riprendere progressivamente mobilità ed una certa autonomia. «Il Parkinson è però malattie diversa dalle polineuropatie periferiche aggiunge il professor Porta presentando disturbi del movimento, instabilità e blocchi motori, oltre al freezing della marcia, sintomo che risponde bene a questo trattamento; ma è malattia progressiva mentre le neuropatie sono meno evolutive e questo rende l'uso di Gondola ancor più significativo».

Il prossimo obiettivo sarà testare il dispositivo su un numero sempre più ampio di malati e stabilire un numero di stimolazioni maggiore nella settimana. «Per questi malati, per i quali i farmaci hanno dimostrato efficacia limitata, la terapia Gondola migliora il cammino e costituisce senza dubbio, nell'ambito di un insieme terapeutico, uno dei più efficaci approcci», conclude Porta.