I rampolli del Califfato allevati a odio e Corano

Ecco l'album della vergogna dell'Isis che mostra la generazione dell'orrore: i figli dei terroristi crescono tra odio e Corano

Bambini in un orfanotrofio iracheno gestito dall'Isis

Guardateli. Alcuni hanno meno di dieci anni, ma hanno un'arma in mano. Alcuni sono già morti perché costretti a seguire i genitori sui campi di battaglia. Altri assistono ad una decapitazione. Altri ancora la replicano nei loro giochi con bambole e pupazzi. Sono la «generazione orrore». Sono i rampolli del Califfato. Sono i figli dei suoi militanti e simpatizzanti. Sono i piccoli mostri che crescono. Per ora sono solo delle vittime, ma se nessuno aprirà le porte dell'incubatrice in cui vengono nutriti a odio, fanatismo e violenza seguiranno le tracce dei loro padri. Diventando i carnefici di domani.

Le foto che vedete fioriscono e si moltiplicano su twitter, facebook e su tutti i social network frequentati dai militanti dello Stato Islamico e dai suoi simpatizzanti. La più agghiacciante è quella lanciata su twitter il 22 agosto - pochi giorni dopo la decapitazione del giornalista americano James Foley - da un tal Abu Bakr Al Janabi. Nella foto un bimbo incappucciato davanti ad una bandiera nera dell'Isis, con tutta probabilità il figlio dello stesso Al Janabi, tiene un coltello in una mano e una bambola vestita con una tuta arancio nell'altra. «Un po' di divertimento - scrive orgoglioso Al Janabi - per la prossima generazione di Mujaheddin...#Isis». Divertito è sicuramente Abu Al Abd Al Shami, un bel bimbo con un caschetto biondastro ritratto accanto al proprio lettino con un kalashnikov più alto di lui e descritto - nel tweet lanciato dal padre il 20 ottobre - come «il più giovane mujahid (combattente) dello stato islamico».

Qualcuno il figlio non si accontenta di fotografarlo mitra in mano, ma lo porta dritto in battaglia. E perfino, come dicono da quelle parti, al martirio. Se non ci credete guardate le foto postate su twitter il 7 ottobre scorso da @ISTimes1. Sono le foto di Abu Ubaida, un bimbo ritratto in precedenza mentre imbraccia una mitragliatrice nel soggiorno di casa, mentre indossa un giubbotto esplosivo o mentre - in mimetica e mitra in spalla - marcia alle spalle di altri combattenti. In quelle prime apparizioni Abu Ubaida viene descritto come uno dei «più giovani combattenti dell'Isis». Uno status ormai ampiamente superato. Il ragazzino - annunciano infatti un tweet e un filmato di YouTube del 7 ottobre - è stato dilaniato dalle bombe mentre combatteva con papà sulla prima linea di Kobane diventando uno dei più giovani martiri del Califfato.

Chi non porta alla morte la propria prole non perde l'occasione di farle assaporare la dimensione di orrore e fanatismo in cui è destinata a crescere. «Dolore per tutti voi apostati ed infedeli da una generazione cresciuta nel piacere di mozzare teste e tagliare», scrive fiero di se un tal SahawaTN descrivendo un tweet del 31 ottobre in cui lo si vede sorreggere il figlio, di sì e no tre anni, che scalcia una testa mozzata. Chiunque si chieda dove quell'essere abbia trovato una testa mozzata su cui far giocare il bimbo scorra le foto ufficiali dello Stato Islamico che documentano le decapitazioni e le crocifissioni eseguite a settembre a Manbij, una cittadina del governatorato di Aleppo. Tra la folla assiepata tutt'intorno al boia e alle sue vittime si distinguono numerosi ragazzini. Quelli in piedi accanto al ceppo su cui posa la testa il condannato non sono semplici spettatori, ma protagonisti a tutti gli effetti della cerimonia e della sua lugubre coreografia. Un adolescente con il mitra tiene in pugno un foglio da cui viene letta la sentenza di morte del condannato mentre i due compagni ai suoi fianchi sventolano gli stendardi dell'organizzazione.

In altri casi, meno terribili, ma sicuramente non meno traumatici per la loro educazione e formazione i bambini vengono utilizzati come comparse al servizio della macchina propagandistica dell'organizzazione. Una fila di sorridenti e felici orfani, seduta su un lungo divano e dietro la bandiera nera dell'organizzazione sorretta da tre di loro, raffigura l'attenzione del Califfato per i figli dei propri caduti. Ma la ricaduta è immediata quando l'Isis propone l'immagine di un ragazzino malato di cancro costretto, anche lui, ad esibirsi con lo stendardo del Califfato. Tutto per farci sapere che "lo Stato Islamico si prende sempre cura dei propri bambini".

Commenti

Dako

Dom, 21/12/2014 - 17:16

Risparmiateci almeno per le prossime 2 settimane notizie e commenti su questa SCHIFEZZA - FECCIA del`isis!!

rossini

Dom, 21/12/2014 - 17:19

A me sti ragazzini fanno paura. Né più né meno di quegli stessi ragazzini Africani che, col machete in mano, chiedevano alle vittime "manica lunga o manica corta"? Lasciandogli scegliere il punto di amputazione del braccio. Se penso poi che qualcuno di loro potrebbe trasferirsi in Italia ed essere accolto da noi babbei con trombe e fanfare, mi viene la pelle d'oca.

eloi

Dom, 21/12/2014 - 17:21

Credo che nessuno commenti, se trattasi di vero. Aggiungo: Gian Micalessin è un reporter con gli attributi.

Ritratto di CCCP

CCCP

Dom, 21/12/2014 - 17:29

"La religione è il sospiro della creatura oppressa, è l'anima di un mondo senza cuore, di un mondo che è lo spirito di una condizione senza spirito. Essa è l'oppio del popolo. Eliminare la religione in quanto illusoria felicità del popolo vuol dire esigere la felicità reale. L’esigenza di abbandonare le illusioni sulla sua condizione è l’esigenza di abbandonare una condizione che ha bisogno di illusioni. La critica della religione, dunque, è, in germe, la critica della valle di lacrime, di cui la religione è l'aureola." Karl Marx

titina

Dom, 21/12/2014 - 17:41

al di sotto delle bestie

Mario Marcenaro

Dom, 21/12/2014 - 18:23

Intanto noi, con la mordicchia imposta dal regime ai mezzi di informazione, continuiamo ad importare nel silenzio-assenso più profondo delinquenti da tutto il mondo, con la benedizione, il consenso ed il plauso di chi ha invece il dovere, per cui è pagato sempre da noi, di difenderci da questi criminali. Senza possibilità di esprimerci con il voto, i cosiddetti Grandi Cervelli politici nazionali ci hanno ridotti ad un popolo di molluschi. Purtroppo quando ci sveglieremo sarà forse troppo tardi: ormai ci siamo stati fatti invadere e stanno iniziando a dimostrare di potersi comportare a loro piacimento.

Ritratto di cuciz livio

cuciz livio

Dom, 21/12/2014 - 20:08

Siccome i figli di solito fanno sempre il contrario di quello che gli viene insegnato dai genitori,quegli stronzi dell'isis stanno allevando delle serpi in seno.E vai così......

Ritratto di Euterpe

Euterpe

Dom, 21/12/2014 - 21:48

Circolava tempo fa, non so adesso, uno spot che diceva "Adotta un bambino (africano) a distanza".Chi è intenzionato a farlo, prego, può accomodarsi.

Tergestinus.

Dom, 21/12/2014 - 22:12

CCCP: il passo di Marx, preso così com'è, è una sciocchezza solenne, come mostra il fatto che tutti coloro che si sono presi la briga di tradurlo in pratica hanno combinato - senza eccezione alcuna - disastri davvero immani, tanto che essi sono stati rifiutati da quegli stessi popoli "oppressi", che non si sentivano affatto liberati dai seguaci di Marx. Lo stesso passo invece funziona benissimo se alla parola "religione" si sostituisce la parola "Islam", ch'è l'unica vera causa di tutte le sciagure che quei popoli patiscono dal VII secolo d. C. a oggi (pativano anche prima, è ovvio, ma per altre ragioni e forse, tutto sommato. un po' di meno).

killkoms

Dom, 21/12/2014 - 22:15

@cccp,karl(o)marx ha inventato il comunismo che di fatto è una "religione alternativa"!

clamajo

Dom, 21/12/2014 - 22:17

@CCCP...in effetti il comunismo era una specie di religione...

Ritratto di Runasimi

Runasimi

Lun, 22/12/2014 - 00:27

La tragedia è che quegli assassini dell'ISIS si illudono di costruire un'arma contro l'occidente. SE NE ACCORGERANNO DELLE CONSEGUENZE DI AVERLI ALLEVATI NELL'ODIO SOLO QUANDO QUEI PICCOLI CRESCERANNO.

Ritratto di hardcock

hardcock

Lun, 22/12/2014 - 05:35

Quello che aveva capito Marx e cerco' di contrSTare. Come lo hanno capito anche in Cina e' che la religion come ogni tipo associazione cerca il benessere dei propri affiliati e capi cercando di prendere il potere o condizionarlo. In Italia c'e' un ladro vestito di bianco che e' intoccabile grazie al potere accumulato in millenni di sotterfugi e trame.

Ritratto di sempreforzasilvio#

sempreforzasilvio#

Lun, 22/12/2014 - 07:49

allevati all'odio va anche bene, ma al Corano NO! Mandare subito carghi di Bibbie a questi poveri bambini