I sindaci non ci stanno: si apre il fronte anti Tasi

Qualche sindaco è passato all'azione, altri ci stanno pensando. C'è tempo fino a domani. I Comuni che hanno intenzione di alleggerire le tasse dei cittadini possono decidere entro pochissime ore di abolire o di ridimensionare la Tasi, la tassa sui «servizi indivisibili» applicata alla prima casa, sia ai proprietari che agli affittuari. È una sfida al balzello deciso dalla legge di Stabilità 2013 che sta partendo dal sud e dal centro Italia. Finora sono due i Comuni che hanno ufficialmente abolito la Tasi in questi primi giorni di settembre: Positano e Lorenzo del Vallo. Asciano (Siena) ha ridimensionato la Tasi sulla casa e abolito quella sulle proprietà rurali.

Campania e Calabria guidano così la piccola crociata anti tassa, che potrebbe, forse, estendersi proprio in questi giorni. Molti Comuni stanno lottando contro il tempo per stabilire le tariffe e le assemblee municipali sono intasate di emendamenti. Il sindaco di Positano, Michele de Lucia, un imprenditore eletto nelle fila del Pdl e ora in Forza Italia, racconta al Giornale : «Dal 2 settembre ho ricevuto moltissime telefonate ed e-mail da altri sindaci che vogliono sapere come abbiamo fatto. Sindaci soprattutto del nord, molti della Lombardia». È il vanto di una cittadina a grande vocazione turistica che è riuscita, rivendica il sindaco, a chiudere il bilancio «con un milione e tre, un milione quattrocentomila euro di avanzo», maturato nel corso degli ultimi anni. E questo, si sottolinea con orgoglio, senza che sia stata inserita «la tassa di soggiorno», l'obolo ormai diffuso in tutta Italia per i turisti che soggiornano in città d'arte o comunque meta di vacanze: «Trovo che la tassa di soggiorno sia un modo poco elegante di ospitare».

I mancati introiti della Tasi ammonteranno approssimativamente a 450mila euro. In risposta alle opposizioni perplesse sulle coperture economiche che non possono essere esaurite da un pur lodevole avanzo, la giunta sta chiudendo un bilancio da portare a fine mese in consiglio che prevede «tagli in tutti i settori» e un «leggero aumento dell'Imu». Tasi abolita, comunque, a Positano, in via definitiva dopo il «sì» del consiglio comunale martedì scorso. «Siamo un comune sano - spiega ancora De Lucia - e ci siamo permessi il lusso di abolire la Tasi, che considero una vera e propria patrimoniale per i cittadini».

Le amministrazioni che si definiscono «con i conti in ordine» provano dunque l'azzardo. Succede anche a San Lorenzo del Vallo, provincia di Cosenza. Qui la filosofia alla base della rivolta antiTasi è un po' diversa: «Chi ha di più deve dare di più», sintetizza al Giornale il sindaco, Luciano Marranghello (ex centrodestra, ora vicino al Nuovo Centro di Tabacci): «Abbiamo spostato la tassazione sugli immobili su seconde e terze case». Circa 160mila euro che i proprietari di prime case non dovranno più pagare. E se gli si chiede se ci sono state proteste, da parte «di chi ha di più e pagherà di più», spiega: «Chi ha di più perché dovrebbe protestare quando il superfluo lo butta nella spazzatura? Siamo voluti venire incontro ai pensionati, a molti padri di famiglia che vengono qui in Comune a piangere, come è capitato, perché non possono pagare una visita privata cardiologica per un bambino dopo che la Asl ha fissato un'attesa di tre mesi. Noi mettiamo mano al nostro portafoglio, inteso come nostro, non quello del Comune che sarebbe un reato: spesso ci tassiamo per fare queste opere di solidarietà».

Marranghello è al secondo mandato e ha avuto un riconoscimento di eccellenza finendo nel libro Licenziare i padreterni di Rizzo &Stella, perché «la nostra giunta ha inviato 40 chili di carta alla Dda di Catanzaro che non ne aveva». «Rispetto a come l'ho trovato - puntualizza - il Comune è in una situazione d'oro. È un Comune allegro. Quest'anno abbiamo avuto un cartellone di eventi degno di una metropoli. Sono venuti Ron, i New Trolls... Avevamo l'Imu al minimo e abbiamo tolto la tassazione sulla prima casa e l'abbiamo messa sull' Imu, a sostegno delle fasce più deboli».

Infine c'è Asciano. Il Comune del senese il 2 settembre con una seduta del consiglio comunale ha ridotto dello 0,2 per mille la Tasi per la prima casa e l'ha abolita per i fabbricati rurali. «Abbiamo voluto dare un segnale sia alle famiglie che alle aziende agricole, fondamentali per la nostra economia - spiega il sindaco, Paolo Bonari, eletto a maggio per il centrosinistra - Asciano ha un territorio a vocazione agricola e l'agricoltura è il nostro settore economico trainante, uno dei pochi in grado di creare sviluppo e occupazione».