Iceberg, cucciolo italiano nel braccio della morte

Per i danesi il dogo è una «razza pericolosa». Appello della cantante Noemi: «Salviamolo»

Nino Materi

Giuseppe Perna twitta sconsolato: «In Danimarca mi e stato confiscato il cane: Iceberg, un cucciolo femmina di dogo argentino, dolcissimo. Sono andati a prenderla a casa aspettando che io fossi a lavoro. L'hanno strappata di mano alla mia ragazza, incinta di 5 mesi. La polizia non mi ha consegnato nessun verbale di sequestro. Ora so che la mia Iceberg è nel braccio della morte, in attesa di essere eliminata. Aiutatemi a salvarla».

L'appello non è caduto nel vuoto: Giuseppe ha subito raccolto decine di messaggi di solidarietà. A spiegare quanto accaduto è il sito della Federazione italiana associazione diritti animali e ambiente (www.nelcuore.org): «La legislazione sui cosiddetti cani pericolosi colpisce ancora. Questa volta in Danimarca, dove il cane di un cittadino italiano residente a Copenaghen, Giuseppe Perna, rischia di essere sottoposto a eutanasia solo perché appartenente a una delle tredici razze vietate nel Paese». Giuseppe, che lavora in un ristorante della capitale danese, da tempo desiderava riportare in famiglia Iceberg, regolarmente vaccinata e munita del passaporto Ue. Giuseppe è riuscito a coronare il suo sogno il 30 marzo scorso, ma in aeroporto nessuno lo ha fermato o gli ha detto che tenere quel cane in Danimarca era illegale.

Ad accorgersi dell'«irregolarità» è stata invece la polizia - riferisce il giornale danese Ekstrabladet -, quando Perna e la sua compagna hanno portato a passeggio il cane per le vie della città. E qui sarebbe avvenuto il «fattaccio»: una innocua rissa tra cani con i rispettivi padroni a rimpallarsi la responsabilità dell'accaduto. Risultato: Iceberg, che non ha mai fatto male a nessuno, è stato sequestrata e condannata all'eutanasia, come previsto dalla legge danese. L'associazione «Fair dog Denmark» ha scritto al ministro dell'Ambiente e dell'alimentazione, Esben Lunde Larsen, per chiedere che ad Iceberg sia consentito di tornare in Italia, dove la detenzione di un dogo è legale.

Intanto qualcosa si muove anche in Italia, dove l'Enpa (Ente nazionale protezione animali) ha deciso di seguire la disavventura di Iceberg e del suo padrone. «Giuseppe - scrive l'Enpa nella home page del suo sito - è originario di Avellino e oggi lavora e vive in Danimarca insieme con la compagna, in attesa del primo figlio, e con la sua amata Iceberg, nata nel nostro Paese, quindi con passaporto e documenti italiani».

Con Iceberg Giuseppe vive sin da quando lei era ancora una cucciola, per cui, una volta sistematosi in Danimarca ha deciso di portare con sé l'amata cane. Quello che Giuseppe però non sapeva, era che in Danimarca vige la Breed Specific Leigislation, una lista nera con le «razze pericolose» dei cani. Un'assurdità, considerato che scientificamente non esistono «razze pericolose»: l'unico, vero, discrimine riguarda gli umani, nel senso che ci sono bravi padroni e cattivi padroni: i cani dei primi saranno anch'essi buoni; se al contrario il padrone è cattivo (inteso come impreparato a vivere con un animale) anche il suo cane diventerà pericoloso (ma ciò a prescindere dalla razza).

Però in Danimarca la pensano diversamente: qui il dogo fa parte della bestiale black list che prevede «sequestro e uccisione». «Il cane del signor Giuseppe - sostiene la polizia - ha partecipato a una rizza e appartiene a una razza pericolosa fuorilegge nel nostro Paese. Va eliminato».

Ma a «cantargliele» ai danesi è arrivata anche Naomi. La famosa cantante ha infatti lanciato un video-appello per salvare. E ora qualcosa si muove anche in Italia. Domani alle 11 è previsto a Roma un incontro con l'ambasciatore danese in Italia. È questo infatti l'impegno preso in via ufficiale con una delegazione Enpa che insieme con Noemi si è presentata l'altroieri davanti alla sede diplomatica della Danimarca

«La nostra richiesta è semplice, praticabile e concreta - dicono dall'associazione -: dateci il permesso di venire a liberare il cane sequestrato a Copenaghen, e noi lo riporteremo a casa».

Resisti Iceberg. Arrivano i nostri!