Immigrati, Alfano nell'angolo I prefetti non ne possono più

Il ministro dell'Interno li attacca: «Chi non ce la fa, faccia un passo indietro. Sui migranti non c'è emergenza». E loro si ribellano: lasciati soli. Oggi poliziotti in piazza contro i tagli

«Questa gestione, la gestione Alfano, è la più buia degli ultimi 30 anni». Non ci sono soltanto i prefetti a sentirsi abbandonati dal Viminale. Anche i poliziotti non si sentono tutelati dal governo. Gianni Tonelli, segretario generale del Sap, denuncia il disagio delle forze di polizia che verrà oggi ribadito con una protesta in piazza a Montecitorio e con un volantinaggio lampo, probabilmente anche davanti al ministero dell'Interno. «È un problema di gestione generale - prosegue Tonelli - Non possiamo operare con tranquillità sul territorio perché mancano uomini e mezzi e manca soprattutto il sostegno delle istituzioni che non difendono il nostro operato ma anzi si comportano come se fossimo noi quelli da rieducare e normalizzare». Tonelli denuncia la carenza degli ispettori e la necessità di comprarsi a proprie spese le divise.

Ma la questione cruciale è l'indifferenza se non l'ostilità di un governo verso chi ha scelto di servire lo Stato. È certo che i rapporti tra le istituzioni sono in tilt dopo la protesta di prefetti e poliziotti contro la gestione del Viminale. Il bilancio è drammaticamente negativo per Alfano che però alla protesta replica con un ultimatum: «Via chi non ce la fa». Linea dura come quella già tenuta con il prefetto di Treviso, Maria Augusta Marrosu, rimossa dal ministro. Al grido d'allarme lanciato dal presidente del Sindacato prefetti, Sinpref, Claudio Palomba, che aveva denunciato un cortocircuito delle istituzioni nel quale i prefetti «sono lasciati soli ad applicare le direttive del governo in tema di immigrazione», Alfano decide di rispondere con un aut aut.«Abbiamo fiducia nei prefetti che hanno dato prova di straordinaria efficienza nella gestione del fenomeno immigrazione - dice Alfano - Se poi qualcuno si spaventa di fronte alle polemiche, non ha le spalle larghe per reggere l'urto di questa difficoltà, non ha l'abilità per organizzare in modo manageriale il sistema dell'accoglienza o fa un passo indietro o lo sostituiamo noi».

E dopo la strigliata per i prefetti Alfano passa a strapazzare i governatori delle regioni del Nord. «Tutto sarebbe stato più semplice se alcuni governatori avessero avuto il buon senso di dare una mano - attacca Alfano - Ma alcuni non lo hanno avuto ed hanno scaricato il peso sulle regioni del Sud». I prefetti però non ci stanno e Palomba controreplica al ministro assicurando che «nessuno si tira indietro nonostante le difficoltà». E invece «è l'amministrazione che dovrebbe capire se ci sono zone difettose» mentre i prefetti sono stati lasciati soli a gestire l'emergenza. Ma il punto è che per Alfano non esiste un'emergenza immigrazione visto che «i migranti sono 80mila non milioni». Concetto ribadito pure dal prefetto Mario Morcone, capo del dipartimento immigrazione del Viminale, che nega si possa parlare di emergenza, guadagnandosi così il commento sarcastico del governatore della Lombardia, Roberto Maroni, che lo ritiene «vittima di un colpo di calore».

Posizione diversa per il prefetto di Milano, Paolo Francesco Tronca che ritiene ci si debba astenere dalle polemiche.