Imu alle paritarie, la Cassazione frena

Il primo presidente Santacroce: «Nulla di definitivo». Ma le polemiche non si fermano, la Cei: «Attacco alla libertà»

Roma Giorgio Santacroce, primo presidente della Cassazione, prova a smorzare le polemiche, «in larga parte fuor d'opera», sulla sentenza che sembra obbligare le scuole paritarie cattoliche a pagare l'Ici. Non c'è nulla di «definitivo» nell'annullamento con rinvio, spiega, «nessun obbligo»: sarà il giudice di merito a decidere se per la scuola paritaria di Livorno si tratta di attività commerciale o «no profit». E solo in quest'ultimo caso ci sarà l'esenzione.

Soprattutto, Santacroce punta il dito sull'Europa. La questione di cui si occupa la sentenza, sottolinea, è stata oggetto di «una indagine comunitaria per sospetti aiuti di Stato agli enti della Chiesa, che sarebbero potuti derivare da una interpretazione della predetta esenzione non rigorosa e in possibile contraddizione con i principi della concorrenza». Per il primo magistrato d'Italia la Cassazione vuole «evitare qualsiasi strumentalizzazione» e precisa che la sentenza è «in linea di continuità con il consolidato orientamento della Corte stessa» sull'interpretazione del decreto legislativo del 1992.

Ma per la Cei quella sentenza è un «attacco alla libertà». Ora il Sir, l'agenzia d'informazione dei vescovi, parla di «spallata ideologica alla libertà di educazione» e l'Agesc (Associazione genitori scuole cattoliche) chiede al governo di intervenire contro la discriminazione tra istituti statali e paritari. Risponde Enrico Zanetti, sottosegretario all'Economia e segretario di Sc: «Sulla questione non vedo soluzioni diverse da una norma di interpretazione autentica sul concetto di attività commerciale». Il vicesegretario Udc Antonio De Poli annuncia un'interrogazione parlamentare al ministero dell'Economia, ricordando che le scuole paritarie «svolgono servizio pubblico, non lucrano» e in regioni come il Veneto sono «un pilastro portante dell'offerta formativa»,

Attacca la Cassazione Luca Zaia: «Dire che non far pagare l'Ici alle famiglie che scelgono le scuole paritarie - dice il governatore leghista del Veneto -, è un aiuto di Stato, una violazione ai principi della concorrenza, è soltanto un' idiozia». E il sindaco di Verona Flavio Tosi annuncia che il suo comune «riconoscerà alle scuole paritarie sul territorio le risorse necessarie per garantire la loro continuità lavorativa». Sul fronte opposto il M5S, che denuncia l'«indegna alzata di scudi del partito delle paritarie». Scuole che «usufruiscono di un regime di agevolazioni e privilegi solo aggirando la Costituzione». Per il segretario del Psi, Riccardo Nencini, questa sentenza conferma che, «quando il legislatore non decide, è la magistratura a sostituirlo».