Indagata la candidata Comi a dieci giorni dalle Europee

Bonometti (Confindustria Lombardia) accusato di finanziamento illecito. Quei 31mila euro all'azzurra

Al lungo interrogatorio di martedì nelle stanze della Dda di Milano Marco Bonometti si è presentato da persona informata sui fatti e senza legale. Ne è uscito, come si è poi saputo ieri mattina, da indagato. Tutte le domande dei pm vertevano sui rapporti professionali del presidente di Confindustria Lombardia con l'europarlamentare di Forza Italia Lara Comi. La quale è candidata alle prossime Europee ed è ora anche lei indagata. E di certo rappresenta un obiettivo ben più ghiotto per la Procura.

L'accusa formulata dall'aggiunto Alessandra Dolci e dai pm Adriano Scudieri, Silvia Bonardi e Luigi Furno è di finanziamento illecito. Si tratta di uno dei tanti rivoli della maxi inchiesta con almeno 95 indagati che la scorsa settimana ha portato a 43 misure cautelari per un giro di mazzette, appalti pilotati e finanziamenti illeciti tra Lombardia e Piemonte. L'oggetto del presunto reato emerso nelle ultime ore: una consulenza affidata e remunerata nel gennaio scorso da Bonometti, che è anche presidente dell'azienda di famiglia, la Officine meccaniche rezzatesi con sede nel Bresciano, alla società di Comi, la Premium Consulting srl. Consulenza che, secondo gli inquirenti, maschera in realtà un finanziamento illecito alla campagna elettorale dell'eurodeputata da circa 31mila euro.

A fronte di questo denaro l'industriale bresciano avrebbe ricevuto uno studio che di fatto - questa sarebbe l'anomalia - non sarebbe altro che una tesi di laurea scritta da uno studente e facilmente reperibile su internet. Il titolo, secondo quanto ricostruito dalle indagini: «Made in Italy, un brand da valorizzare e da internazionalizzare per aumentare la competitività delle piccole aziende di torrefazione del caffè». Un argomento quindi che poco avrebbe a che fare con l'attività dell'azienda di Bonometti, che si occupa di componenti per auto. Il testo che sarebbe stato usato per giustificare formalmente la finta consulenza sarebbe del 2015. Il corso di laurea era in Metodi statistici per il web marketing e il laureando tale Antonio Apuzza. Agli atti dell'inchiesta c'è una fattura emessa da Omr Holding e intestata a Premium Consulting, tra i cui soci figura appunta Lara Comi. I 31mila euro sarebbero stati versati in due tranche da circa 15mila euro ciascuna.

Altri due imprenditori, sentiti nelle ultime ore, sarebbero stati iscritti nel registro degli indagati per finanziamenti illeciti sempre a Comi. Il pagamento sarebbe avvenuto con lo stesso escamotage usato dalla politica e da Bonometti. C'è poi un quarto episodio, già emerso nei giorni scorsi, su cui continuano le indagini. Il caso dei «contratti di consulenza» da 38mila euro, si legge negli atti, ottenuti attraverso il «burattinaio» del sistema corruttivo Nino Caianiello da «una società riconducibile» a Lara Comi da parte dell'ente Afol Città metropolitana. Secondo il dg di Afol Giuseppe Zingale, sentito dal gip Raffaella Mascarino, al contrario le consulenze sarebbero state affidate a una avvocatessa ligure (sentita in Procura) che l'eurodeputata gli aveva «proposto per lanciare Afol in Europa». E un ultimo fronte. Per il deputato novarese di Forza Italia Diego Sozzani, indagato già della prima ora per un finanziamento illecito da 10mila euro, è stata avanzata alla Camera una richiesta di autorizzazione all'arresto. L'ipotesi è relativa a una cifra sensibilmente minore di quella che viene ora contestata alla Comi. I pm vorranno riservare lo stesso trattamento anche alla giovane eurodeputata azzurra?

Commenti

Kino

Gio, 16/05/2019 - 16:16

Cavolo, com'é cambiata, é proprio vero che il potere logora