Indagini sulla Link: due poliziotti nei guai per gli esami facili

Accertamenti dei pm su un corso-fantasma che garantiva agli iscritti le risposte ai test

Porta dritta ai vertici del Siulp, il più importante sindacato dei poliziotti italiani, l'inchiesta della Procura di Firenze sugli «esami facili» che centinaia di agenti di Ps hanno potuto sostenere presso la Link Campus University, l'ateneo caro al Movimento 5 Stelle ma anche all'universo della nostra intelligence. Due poliziotti in servizio nel capoluogo toscano sono finiti nel registro degli indagati per avere passato sottobanco ai loro colleghi le domande che sarebbero state rivolte durante gli esami della Link. Sembrerebbe uno scambio di favori tra colleghi, ma non è così. E a farlo intuire è una mail del luglio scorso, di cui il Giornale è in possesso, inviata ai poliziotti che frequentavano i corsi.

L'accordo tra Link e Siulp è un accordo alla luce del sole: grazie alla convenzione, gli agenti che vogliono laurearsi per poi partecipare al concorso per ispettore possono farlo a un prezzo ridotto. E fin qui tutto bene. Il problema è un corso in Human Security che i poliziotti possono frequentare e che consente di saltare un bel po' di esami della Link accedendo direttamente al secondo anno. Ma il corso va pagato a un'altra società. Un anno fa, il Giornale scopre che i poliziotti devono versare i soldi su un conto corrente di San Marino intestato a una fondazione, la Hero: come eroe. Di chi è questo conto? La Link dice di non saperne niente. I vertici del Siulp escludono di possedere conti a San Marino, e minacciano querele.

Il 18 luglio scorso, dopo che gli articoli del Giornale avevano sollevato il caso - facendo indignare anche il capo della polizia, Franco Gabrielli - qualcuno decide di correre ai ripari. E ai poliziotti iscritti al corso di Human Security arriva una mail che indica un nuovo conto su cui versare la retta: non bisogna mandare più i soldi a San Marino, ma su un conto - di cui viene fornito l'Iban - al Credito Emiliano di via Emanuele Filiberto, a Roma. Il conto è intestato alla L.S. Servizi srl. Di cosa si tratta? Basta una visura camerale per scoprire che l'amministratore unico è Felice Romano, il potente segretario nazionale del Siulp. Quello che dei soldi a San Marino diceva di non sapere niente, ma che adesso incamera gli stessi soldi per gli stessi corsi.

Il corso di Human Security, a quanto sta emergendo, è una scatola vuota: poliziotti-alunni interrogati recentemente «non hanno assistito a nessuna lezione, non si sono mai recati a Roma, non hanno visto mai nessun professore ma solo i due soggetti che si definivano tutor e/o professori». Per un po' uno di questi tutor è stato il figlio di Sandro Pisaniello, segretario amministrativo del Siulp. L'ipotesi della Procura di Firenze è che la retta pagata per il corso di Human Security garantisse ai poliziotti di conoscere in anticipo quali argomenti sarebbero stati trattati durante le prove d'esame alla Link. E anche questa ipotesi trova conforto in documenti che il Giornale ha a disposizione, mai smentiti. Sono messaggi contenuti nelle chat di due esponenti del Siulp a Firenze, Marino Spagna e Alessandro Benucci. Il 28 settembre 2017 Spagna comunica ai colleghi che per l'esame di analisi strategica gli converrà presentarsi ferrati in «geopolitica aerospaziale, geopolitica delle religioni, geopolitica cinese». Benucci due mesi dopo dà consigli ancora più precisi in vista dell'esame di organizzazioni internazionali. Per frequentare il corso-fantasma, i poliziotti (e in tutta Italia si parla di centinaia di casi) hanno pagato la retta: prima a San Marino, alla Banca Agricola Cooperativa, sul conto della Hero (controllata al 100 per cento da una fiduciaria, dietro la quale non si sa tuttora chi si celi); poi alla srl romana amministrata dal leader del Siulp. E a rendere tutto più complesso - o forse più chiaro - c'è il dettaglio che a indicare ai volonterosi colleghi il conto di San Marino era stato lo stesso poliziotto sindacalista che poi mandava anche le «dritte per passare gli esami: è Spagna il 27 febbraio 2018 a girare agli iscritti «l'iban che mi ha inviato Sandro Pisaniello, presidente della fondazione Link». Lo stesso Pisaniello che gestisce la cassa del Siulp.

Commenti
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giovinap

Sab, 06/04/2019 - 09:17

... questi personaggi ci dovrebbero difendere dal malaffare? il guoi è che non ce ne uno che è pulito!

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mortimermouse

Sab, 06/04/2019 - 09:21

solo 2 poliziotti? ma che razza di indagini fanno questi PM???? indagano la dove non c'è nulla, mentre dovrebbero indagare da tutt'altra parte, dove c'è TAAAAAAAAANTO, da fa mandare in galera tutto il governo....manovrati? :-)