Inizia il dopo voucher Ecco i nuovi contratti per il lavoro occasionale

Li useranno le famiglie per badanti e baby sitter, le imprese per il personale a chiamata

A rchiviati i voucher da oggi i nuovi sistemi di pagamento si chiamano «Libretto di famiglia» e «Contratto di prestazione occasionale», in sigla «PrestO» o ancor più brevemente Cpo. Il primo può essere usato da persone che non esercitino attività professionale o d'impresa. Soprattutto per lavori domestici, giardinaggio compreso, assistenza a bambini e persone anziane, ammalate o con disabilità; insegnamento privato supplementare. Il secondo, invece, riguarda i professionisti, i lavoratori autonomi, gli imprenditori, le associazioni e altri enti di natura privata, oltre che le imprese del settore agricolo e le pubbliche amministrazioni. Non può ricorrere ai due nuovi strumenti il datore di lavoro che, entro i sei mesi precedenti la prevista prestazione, abbia o abbia avuto un rapporto di lavoro subordinato o di collaborazione coordinata e continuativa con il lavoratore. Sono esclusi anche quei datori di lavoro che hanno più di cinque lavoratori subordinati assunti con un contratto a tempo indeterminato. Sono previste cause di esclusione anche per le imprese che operano nei settori dell'edilizia o hanno attività di escavazione. «PrestO» non può essere usato poi nell'ambito di esecuzione di appalti.

I due tipi di contratti chiamati a sostituire i vecchi voucher non possono essere usati arbitrariamente, né da un punto di vista economico, né per quanto riguarda la durata. Il legislatore ha stabilito che: ciascun lavoratore, con riferimento alla totalità dei datori di lavoro, può ricevere un compenso massimo annuale di 5mila euro. Il limite è di 2.500 per un solo datore di lavoro. Stessa cosa vale al contrario: ciascun datore di lavoro, con riferimento alla totalità dei lavoratori non può superare i 5mila euro. Limiti ci sono anche per la durata della prestazione che in un anno non può superare le 280 ore complessive.

Colui che presta l'attività lavorativa, pur occasionale, ha diritto a una pausa giornaliera, riposi settimanali, assicurazione contro gli infortuni e le malattie professionali, assicurazione per l'invalidità e la vecchiaia, con iscrizione alla gestione separata Inps. I compensi sono esenti da tassazione ai fini dell'imposta sul reddito delle persone fisiche; computabili ai fini della determinazione del reddito necessario per il rilascio o rinnovo del permesso di soggiorno.

Chi vuole usufruire di una prestazione occasionale di lavoro deve prima di tutto registrarsi sulla piattaforma dell'Inps. Poi versare una somma di denaro (la cifra può variare a seconda delle esigenze dell'utilizzatore) che andrà a formare il portafoglio elettronico del datore di lavoro, utilizzato per pagare il compenso, le spese per i contributi e gli oneri di gestione. Inoltre, il datore di lavoro è obbligato a comunicare lo svolgimento della prestazione lavorativa. Anche per il potenziale lavoratore il primo passo per usufruire del nuovo strumento contrattuale è la registrazione sulla piattaforma digitale dell'Inps.

Per il Libretto famiglia il compenso minimo è di 10 euro all'ora (netti per il lavoratore sono otto). Per il Cpo non può essere inferiore a 36 euro, che è la retribuzione minima per 4 ore di lavoro. Questo vale anche se la prestazione ha una durata inferiore. Per le ore successive il compenso è 9 euro (sempre al netto degli oneri a carico del datore di lavoro).