Insulto all'intelligenza genitori, attenti ai figli

In Blue Whale il coraggio diventa una sfida all'intelligenza e prende di mira le menti fragili

Dare o non dare la notizia? Rischio di emulazione? Silenzio per non enfatizzare il problema? Incominciamo col dire che la vera, grande infezione virale della comunicazione è la cosiddetta rete. E continuiamo col sostenere che è inaccettabile che uno Stato sovrano non possa cancellare le informazioni che vengono messe in rete se queste sono giudicate un pericolo sociale. Ci si straccia le vesti per difendere la legge sulla privacy e non si controlla quello che gira con internet? È necessaria un'authority che controlli il web: se ci fosse questo, si vivrebbe meglio e più sicuri. Ma questo non c'è, e allora prendiamo in considerazione l'ultima moda, demenziale e atroce per i suoi effetti sui nostri figli. Blue Whale è un invito al martirio. Che il coraggio sia una qualità fondamentale per uomini e donne è per me un dato di fatto indiscutibile, tant'è vero che a mio figlio tredicenne ripeto come un mantra questa parola «uoc», che corrisponde alle iniziali di umiltà, ottimismo, coraggio: sentimenti decisivi per crescere e vivere con dignità e stile. In Blue Whale il coraggio diventa una sfida all'intelligenza e prende di mira le menti fragili. Il coraggio è un sentimento che dà sicurezza a se stessi e, una volta che si manifesti, comunica agli altri un senso di fierezza, essendo necessario in ogni circostanza in cui si deve oltrepassare un ostacolo. Certo, una dose di coraggio in proporzione all'asperità dell'ostacolo. Ciò che chiede Blue Whale è un oltraggio all'intelligenza e al coraggio, si appropria della psiche di un giovane e la umilia, fino a farle credere che il coraggio sia nell'assoluta, stupida gratuità delle prove che egli dovrebbe superare. Ritorniamo da dove avevamo incominciato: è giusto dare notizia su cosa sia Blue Whale, correndo il rischio che la comunicazione abbia un disastroso effetto di emulazione tra i giovani? I giornali non sono più letti dai giovani; le loro informazioni sono tutte via internet. Dunque, sui giornali la notizia è rivolta soprattutto ai genitori, e metterli nella condizione di conoscere cosa sia quel gioco perverso e a cosa vadano incontro i figli, è molto importante. Io, per esempio, nulla sapevo di Blue Whale e averne notizia mi fornisce strumenti per toccare la questione con mio figlio, soprattutto soffermandomi su cosa sia l'intelligenza del coraggio e quanto possa essere ingannevole e pericoloso affrontare delle prove che non dimostrano, se superate, coraggio, ma sottomissione a un ordine che sostituisce la fierezza, l'indipendenza, la cultura di una mente con l'inganno, la mistificazione, il raggiro. Finché si resterà tanto pigri da evitare di impegnarsi in una ricerca tecnologica, sociale e politica che controlli ciò che viene messo in rete, si prendano pure in considerazione, caso per caso, le notizie da comunicare. Non credo che sia un grave danno per la libertà di informazione e per la democrazie censurare eventualmente alcune notizie che possono creare devastanti forme di emulazione. Nel caso di Blue Whale, tuttavia, sono lieto che la stampa mi abbia messo nella condizione di conoscerne la barbarie.