Intascava soldi dall'imputato La Consulta boccia il Csm: «Quel giudice è da cacciare»

I colleghi provano a salvare il magistrato che andava licenziato. Stop della Corte Costituzionale

Va a sbattere contro la Corte Costituzionale uno dei tentativi più arditi del Consiglio superiore della magistratura di salvare la poltrona a una toga scoperta a prendere soldi. Che nel giudicare le colpe dei giudici al Csm siano inclini al garantismo è cosa risaputa: di magistrati assolti, o puniti blandamente, nonostante prove granitiche sono piene le cronache di questi anni. Ma nel caso di Luisanna Figliola, giudice preliminare a Roma e oggi pm a Napoli, sembrava che non ci fosse scampo: la legge prevedeva per lei come unica sanzione possibile la destituzione, ovvero il licenziamento. Il Csm ha ritenuto che l'obbligo di sfilare la toga alla collega violasse addirittura la Costituzione, e si è rivolto alla Corte Costituzionale perché cancellasse la norma. Ricevendone in risposta una brusca bocciatura. Se un magistrato si fa pagare da un imputato, non può continuare a fare il magistrato: sembra una ovvietà, ma per farla digerire al Csm c'è voluta la Consulta.

La Figliolia è un magistrato maturo e di grande esperienza, con alle spalle processi importanti nella Capitale (compreso quello alle nuove Brigate Rosse) e con un passato di militante in una delle correnti della magistratura. Ma questo rende ancora più grave quanto avviene tra lei e Vittorio Cecchi Gori, il produttore cinematografico finito in dissesto. La sentenza della Corte Costituzionale riassume così le colpe: alla Figliolia «è contestato di avere ottenuto da un imprenditore, che sapeva essere indagato presso il proprio ufficio di appartenenza per il delitto di bancarotta fraudolenta, vantaggi indiretti (consistenti nel conferimento al proprio coniuge di un contratto per un corrispettivo mensile di 100.000 euro) e diretti (costituiti da numerosi soggiorni in lussuose abitazioni, viaggi in aereo privato, una borsa del valore di 700 euro e una festa di compleanno del valore di 2.056 euro)». Più colorito il contesto dei rapporti tra i due come li ha raccontati, nel processo alla Figliolia, l'ex fidanzata di Cecchi Gori, Mara Meis: secondo cui la giudice avrebbe imposto al produttore oltre ai servigi del marito anche la presenza di una maga, grazie alla quale l'uomo poteva dialogare con la madre morta.

La Figliolia è stata assolta in sede penale, perché non si è dimostrato quali favori - a parte i dialoghi con l'Oltretomba - fornisse a Cecchi Gori in cambio dei soldi. La cacciata però sembrava inevitabile. Il Csm, nel luglio 2017, prova a salvarla. Ma la Consulta, con la sentenza depositata ieri, va giù dura: se l'obiettivo deve essere «restaurare la fiducia dei consociati nell'indipendenza, correttezza e imparzialità del sistema giudiziario», allora «una reazione ferma contro l'illecito disciplinare può effettivamente contribuire all'obiettivo delineato (...) non essendo affatto scontato che esso possa essere conseguito mediante una sanzione più mite». E il licenziamento lascia alla Figliolia «la possibilità di intraprendere altra professione, con il solo limite del divieto di continuare a esercitare la funzione giurisdizionale».

Commenti
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giovinap

Mar, 13/11/2018 - 09:20

... ma no! non mi sarei mai aspettato una cosa del genere! appello alle "iene" se non avete paura di chi veramente comanda in italia, mandate in incognita dei vostri inviati microfonati e telecamerati e vedrete che aria salubre si respira nei tribunali italiani!

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bandog

Mar, 13/11/2018 - 09:21

le cose sono due:o la consulta ha mangiato pane e volpe o la toga no n faceva parte della loro associazione a...

Duka

Mar, 13/11/2018 - 09:53

La corruzione impera a tutti i livelli e questo è di sicuro al TOP

tonipier

Mar, 13/11/2018 - 10:20

" QUANTI COME QUESTO?" Non voglio aggiungere altro..........

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zanzaratigre

Mar, 13/11/2018 - 11:38

In galera non ci vanno mai?

Fjr

Mar, 13/11/2018 - 11:45

Ma tu guarda chi l’avrebbe mai detto

cesrosan

Mar, 13/11/2018 - 12:06

Questi hanno il potere,sono intoccabili, si giudicano fra loro,guai a scrivere qualcosa contro sei subito querelato indagato e non ne esci più , se non pagando sia economicamente che moralmente...abbiamo la migliore costituzione del mondo...così dicono, ma io non ci credo proprio

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navajo

Mar, 13/11/2018 - 12:35

Ci vorrebbe Cossiga, che da Presidente della repubblica fece circondare il palazzo del CSm dai carabinieri per bloccare una mozione nei confronti di Bettino Craxi per ''ferma opinione sulla inammissibilita' di un dibattito o intervento del consiglio su atti, comportamenti o dichiarazioni del presidente del Consiglio dei ministri''.

27Adriano

Mar, 13/11/2018 - 13:21

Mi chiedo: quante situazioni simili ci sono in Italia? Il presidente della Repubblica non ha nulla da dire in merito? Per quanto riguarda il....ministro della Giustizia....?

gpetricich

Mar, 13/11/2018 - 14:01

Dov'è la novità? Esattamente come fece Di Pietro, che però non fu cacciato (altrimenti addio colpo di stato).

scorpione2

Mar, 13/11/2018 - 14:28

chi e' il giudice squillante?

Ritratto di 02121940

02121940

Mar, 13/11/2018 - 15:44

Aspettiamo notizie. Temo buone, ma per lui natutalmente

Ritratto di Gianfranco Robert Porelli

Gianfranco Robe...

Mar, 13/11/2018 - 15:45

Probabile che anche il CSM prendesse soldi dalla corrotta, oppure dal Cecchi-Gori. Dunque anche il lassista CSM andrebbe ripulito.