Islam sfrontato: vanno in chiesa e sputano sul Crocefisso

Venezia oltraggiata

Venezia - Entrano in chiesa e vilipendiano il crocefisso. Quattro donne musulmane, con il velo, pochi giorni fa sono entrate nella chiesa di San Zulian a Venezia, pochi passi da piazza San Marco, e hanno sputato sul simbolo sacro, sotto gli occhi del sorvegliante. A raccontarlo il parroco don Massimiliano D' Antiga che ha informato la curia e ha chiesto ai carabinieri di tutelare il tempio. Dopo il gesto, le islamiche si sono allontanate confondendosi tra i turisti. L'ultimo episodio, invece, sabato mattina, sempre nella chiesa di San Zulian. Due giovani orientali, dopo aver assistito alla funzione religiosa celebrata dal parroco, si sono messi in fila con i fedeli per ricevere la Comunione. Dopo averla presa, hanno sputato, davanti agli occhi del parroco e degli altri presenti, la particola, allontanandosi dalla chiesa in fretta. Gli episodi giungono a poco meno di un mese di distanza dal magrebino che aveva staccato un braccio a un crocefisso, sempre a Venezia all'interno della chiesa di San Geremia. Il 12 luglio il magrebino di 25 anni, con permesso di soggiorno francese, ora espulso dall'Italia, era entrato nel luogo sacro e aveva cominciato a urlare: «Qui c'è qualcosa che non va, ve la do io la verità, la porto io la verità». Poi si era diretto verso un Cristo settecentesco, alto tre metri e largo due e aveva cominciato a scuoterlo, fino a farlo cadere e a danneggiarlo mentre il sacrestano tentava inutilmente di fermarlo.

Questi non sono i soli episodi accatudi ultimamente nelle chiese veneziane. C'è anche chi entra in chiesa per pregare con il rito islamico.

Due settimane fa, sempre nella chiesa di San Zulian, due musulmani sono entrati nell'edificio, hanno steso il tappetino tipico e si sono messi a pregare tranquilli, invocando Allah. Quando il sacrestano ha mostrato loro qualche disappunto, questi hanno risposto: «Possiamo farlo, il Papa ci ha dato il permesso». Stessa scena l'altro giorno, in Piazza San Marco, un'intera famiglia islamica si è messa a pregare in piazza , inchinata sul «classico» tappetino, rivolta verso la Mecca. Il tutto sotto gli occhi dei centinaia di turisti che hanno cominciato a fare foto e a postarle nei social.

Commenti

Maver

Lun, 08/08/2016 - 16:38

Per i Cristiani non si tratta semplicemente di villipendio al Crocifisso ma di atti sacrileghi e blasfemi. Chi vuole concretamente la guerra (non semplici esternazioni) provoca in questo modo, conoscendo bene la posta in gioco. E' terribile già solo soffermarsi a riflettere in merito alla carica di odio che sottende a scelleratezze come queste. Siamo oltre la cattiveria, questa è malignità. Quanto allo stendere tappeti in Chiesa, (un edificio consacrato al culto Cristiano, che non contempla tali forme di adorazione), senza chiedere il consenso dei legittimi custodi: questa è arroganza e prevaricazione indebita e non può certo avere la pretesa di spacciarsi furbescamente per comunanza di fede. E' tutta una tragedia e vien fatto di chiedersi per quanto ancora si potrà tollerare tutto questo.

opinione-critica

Lun, 08/08/2016 - 17:00

Le chiese sono terreno di conquista, non sono luoghi sacri. La vera religione è l'islam, il cristianesimo è una bestemmia a Dio quindi va conquistata a trasformata. Ecco alcune delle critiche degli islamici al cristianesimo: 1) siete politeisti c'è un solo Dio e non tre come dite con la trinità; 2) siete dei cannibali, dite di mangiare il corpo di Cristo; 3)Dite che Cristo è figlio di Dio ma Dio non ha moglie, non ne ha bisogno; 4) voi cristiani credete nel libero arbitrio ma Allah ha segnato sulla fronte di ognuno il proprio destino, quindi per queste ragioni dovete morire. Queste critiche venivano fatte già nel 1200....

blackindustry

Lun, 08/08/2016 - 21:46

Il responsabile e' il Papa. A meno che non ci sia un reato e allora si puo' agire. Salvo procure rosse filo-islam...

buri

Mar, 09/08/2016 - 08:59

raccntatelo a Bergoglio, forse tornerà con i piedi per terra