Italia '90 madre degli scandali tra stadi costruiti già vecchi e strutture inutili o mai finite

Una cloaca chiamata Mondiale di calcio ha inghiottito 7.230 miliardi di lire, più altri 6mila miliardi arrivati dalle casse dello Stato

Notti magiche, risvegli un po' meno. Italia '90 è la madre di tutti gli scandali. Una cloaca chiamata Mondiale di calcio che ha inghiottito 7.230 miliardi di lire, più altri 6mila miliardi arrivati dalle casse dello Stato. In euro fanno 3,74 miliardi, rivalutati con l'indice Istat al 2014 quasi 7,5 miliardi.

Solo per i 12 stadi delle città ospitanti furono spesi 1.248 miliardi. Costi lievitati dell'85% in fase di realizzazione, grazie all'assenza di gare d'appalto per l'affidamento dei lavori. Procedure giustificate con la ristrettezza dei tempi. Un conto salatissimo che paghiamo ancora oggi: i mutui, accesi nel 1987, sono costati ancora 61,2 milioni nel 2013 e nel 2012. Il «sogno» di Luca Cordero di Montezemolo, capo del comitato organizzatore, era di «fare del Mondiale una vetrina dell'Italia tecnologica e industriale proiettata verso il Duemila». Ecco, con i mutui di sicuro. E pure con le incompiute lasciate come scheletri protesi verso il cielo.

La foto simbolo è quella dell'hotel di Ponte Lambro, a Milano. Dieci miliardi per un ecomostro mai finito e demolito nel 2012. Oppure i maxi parcheggi di Palermo, aperti a Mondiale concluso e mai sfruttati. Oppure la stazione ferroviaria di Farneto, a Roma. Costruita in via dei Monti della Farnesina per 15 miliardi: restò aperta quattro giorni per 12 treni in totale. Oggi è occupata da Casapound.

Sempre nella Capitale all'Air Terminal Ostiense furono destinati 350 miliardi (180 milioni di euro). Doveva essere lo snodo per collegare la stazione Termini con l'aeroporto di Fiumicino. Chiuso nel 2003 per manifesta scomodità oggi ospita Eataly. Per non parlare degli stadi. Molti furono ristrutturati, due costruiti da zero. Il Delle Alpi di Torino, costato 226 miliardi e demolito nel 2009. Il San Nicola di Bari, progettato da Renzo Piano come un'astronave futurista, con una copertura in teflon che cade a pezzi ed è un salasso. Per non parlare del San Paolo di Napoli. Il terzo anello, costruito per Italia '90, è chiuso perché la presenza dei tifosi generava onde sismiche nei palazzi circostanti. Come le spese del Mondiale sui conti pubblici italiani.