Jan Palach, cinquant'anni dopo il mondo ricorda i martiri della primavera di Praga

Cinquant'anni fa moriva Jan Palach, lo studente ceco che si bruciò vivo per protestare contro l'occupazione sovietica. Il ricordo in una conferenza stampa alla Camera dei Deputati

È la notte tra il 20 e il 21 agosto del 1968. I carri armati sovietici entrano a Praga per soffocare la stagione di riforme inaugurata dal segretario del partito comunista cecoslovacco, Alexander Dubcek (guarda il video).

È la fine della primavera e del “socialismo dal volto umano”. È l’inizio della repressione e della lotta degli studenti universitari contro la propaganda sovietica e la censura. Una lotta che il 16 gennaio del 1969 trova il suo primo martire. Jan Palach, vent’anni, studente di filosofia. Quella mattina fredda di gennaio prende un treno che da Vsetaty lo porterà nella capitale. A mezzogiorno riempie due contenitori di plastica con quattro litri di benzina. Un’ora e mezza dopo, in piazza San Venceslao, si cosparge del liquido infiammabile, accende un fiammifero e diventa la prima di sette torce umane che si immoleranno per la libertà del proprio Paese.

Morirà dopo tre giorni di agonia. Il corpo è dilaniato per l’85 per cento dalle ustioni, ma lui rimane cosciente fino all’ultimo e dal suo letto d’ospedale trova la forza per sussurrare che "ci sono momenti nella storia in cui bisogna fare qualcosa”. “Aveva qualcosa di geniale, riusciva a vedere più lontano di tutti gli altri”. Lo ricorda così, in un’intervista con l’Agence France Presse, la sua compagna di scuola, Ivana Zizkova. Bello, introverso, amante dei libri e delle riviste. Voleva svegliare un Paese in letargo, che non riusciva a trovare la forza per alzare la testa contro i suoi oppressori. Al suo funerale parteciparono oltre centomila persone. Una folla silenziosa alla quale si unì il resto del mondo, rimasto senza fiato di fronte a quel gesto estremo e a quella voglia di libertà.

Oggi, cinquant’anni dopo, il suo sacrificio viene ricordato in tutta la Repubblica Ceca con manifestazioni e veglie di preghiera. Dall'Università Carlo di Praga, che gli ha dedicato una targa commemorativa, fino alla città di Melnik, dove Honza, come lo chiamavano i suoi amici più cari, aveva frequentato il liceo dal ’63 al ’66. A ricordare lo studente ceco morto per difendere la dignità del suo popolo sono anche i parlamentari italiani di Noi con l’Italia del gruppo Misto, in una conferenza stampa organizzata alla Camera dei Deputati. “Quello che ci hanno lasciato i giovani praghesi è un grande insegnamento, che va conservato e contenuto nella memoria”, ha detto Renzo Tondo. Una lotta, quella per la libertà e la democrazia in Europa, che è ancora attuale secondo Maurizio Lupi. “I giovani come Ian Palach incendiavano se stessi per salvare l’Europa, oggi invece c’è chi vuole incendiare l’Europa per salvare sé stesso e il proprio partito dalle crisi di consenso”, ha commentato il deputato di Noi con l’Italia, con riferimento al viaggio a Strasburgo di Luigi Di Maio e Alessandro Di Battista.

“Spesso i giovani non si rendono conto del valore dell’Europa, perché non viene compresa l’utilità di un’istituzione che sembra solo imporre cose, senza creare nessun vantaggio – ha detto il collega di partito, Alessandro Colucci – ma ricordiamoci che con l’Europa abbiamo anche messo fine alle guerre e ai totalitarismi”. Un’Europa, quindi, che non va distrutta, ma “modernizzata e attualizzata”. Anche, perché no, ricorrendo all’aiuto delle forze sovraniste che, secondo Lupi, non hanno “niente a che vedere con il M5S, che si esclude da solo per la sua incapacità a governare”. “Positive” sono state definite, quindi, le aperture in questo senso del candidato del Ppe, Manfred Weber. Con i popolari “al centro della proposta europeista”.

Commenti

GGuerrieri

Gio, 17/01/2019 - 00:32

Tirare in ballo il povero Jan Palach per cercare di tenere in piedi quest'abominio chiamato UE mi lascia perplesso. Anche perchè gli amici e compagni di coloro che hanno oppresso la patria di Jan e gli altri paesi dell'est per 45 anni, sono i responsabili, assieme ai loro compari popolar-democristiani della fallimentare costruzione europea attuale. Ormai la malapianta è troppo storta, bisogna resettare e ripartire da zero.

Ritratto di Maximilien1791

Maximilien1791

Gio, 17/01/2019 - 05:20

Vede Lupi, Lei da buon democristiano dovrebbe conoscere quello che diceva Jean Paul Sartre : "Morts, nous sommes la proie des vivants", quindi appena finisce di banchettare con il povero Palach, torni pure a svolazzare sul cielo di Bruxelles, le elezioni Europee si avvicinano e dopo volerà assai più in basso.

Ritratto di Maximilien1791

Maximilien1791

Gio, 17/01/2019 - 05:23

Lupi, i giovani come Palach, lottavano contro i carri armati sovietici non certo per l'EU attuale dominata dalla finanza e dalla Germania ma semmai per il cosidetto "socialismo dal volto umano". Oggi Palach si darebbe fuoco davanti alla commissione UE o alla BCE.

Ritratto di giovinap

giovinap

Gio, 17/01/2019 - 08:39

di questo misfatto comunista sovietico, parlatene con napolitano, chi sa, forse può dirci qualcosa in merito!

Jon

Gio, 17/01/2019 - 08:49

Spesso i giovani non ricordano il Valore dell'Italia e quanti sono morti per avere un Paese Libero. Palach e' morto per il SUO Paese; di certo non per questa Europa di sottomissione alle oligarchie finanziarie, alle Lobby che dettano i programmi di governo. I Giovani in Europa sono disoccupati, quando il primo obiettive sarebbe quello della piena occupazione...E quale vantaggio ha creato la UE? Ha solo cancellato il welfare e sdoganato la speculazione. Dispiace che Palach sia sfruttato per questi fini..Che pena..!

sbrigati

Gio, 17/01/2019 - 09:21

Il signor Lupi ha le idee parecchio confuse, il ragazzo si è immolato per la propria Patria, l'europa non c'entra nulla. Ma bisogna capirlo si stanno avvicinando le elezioni e cosa non si farebbe per uno scranno ben retribuito.

nova

Gio, 17/01/2019 - 09:27

Il 21 aprile 1967 in Grecia (membro della NATO) il colpo di Stato dei colonnelli spazza via la monarchia e instaura una dittatura feroce. Un anno dopo l'intervento congiunto dei membri del Patto di Varsavia porta alla (temporanea) occupazione militare della Cecoslovacchia senza colpo ferire, la quale stava cedendo alle sirene del capitalismo, tedesco in particolare, sull'onda dei movimenti del '68 che avevano spazzato via Charles De Gaulle (ostile alla NATO di cui aveva sfrattato il quartier generale che da Parigi si trasferì a Mons, Belgio).

nova

Gio, 17/01/2019 - 09:41

Piazza San Venceslao è teatro di suicidi che avvengono in particolare nello scenario di quella piazza al ritmo di 5 - 6 all'anno. La regione danubiana (Vienna, Budapest, Praga) ha da sempre inspiegabilmente il più alto tasso mondiale di suicidi. Questi dati me li hanno confermati i miei amici o partner commerciali boemi e slovacchi.

ginobernard

Gio, 17/01/2019 - 09:48

"Cinquant'anni fa moriva Jan Palach, lo studente ceco che si bruciò vivo per protestare contro l'occupazione sovietica" certo che pensare ad un partito allora filosovietico lascia veramente perplessi. Come si fa a giustificare regimi antidemocratici ? come si fa ?

Ritratto di navajo

navajo

Gio, 17/01/2019 - 09:55

Vediamo se i trinariciuti che qui sputano veleno hanno il coraggio di condannare i compagni sovietici. Per noi Jan Palach, per loro Battisti.

cir

Gio, 17/01/2019 - 10:53

GGuerrieri...Maximilien1791 .. perfette considerazioni !!!!!

Ritratto di 02121940

02121940

Gio, 17/01/2019 - 11:14

Un cattivo insegnamento. I nemici vanno affrontati direttamente, magari anche con una forchetta. Il suicidio di protesta può essere ricordato, come gesto di amore per la propria Patria, ma lo ritengo una follia.