Kenya, "little Italy" di turisti e pensionati

Il governo di Nairobi è diventato il nemico giurato dei talebani somali

Shabaab, il nome del gruppo di sanguinari terroristi che ha decapitato gli studenti cristiani in Kenya, in arabo significa semplicemente «giovani». Nel 2006 sono sorti dalle ceneri delle Corte islamiche, che comandavano a colpi di sharia a Mogadiscio. Fra i talebani d'Africa sono i più longevi. Il loro leader è Ahmed Omar Abu Ubeyda, ma il personaggio più famoso rimane il suo predecessore, Moktar Ali Zubeyr, incenerito lo scorso settembre da un attacco mirato dei droni americani. Nel febbraio 2012 aveva giurato fedeltà al capo di Al Qaida, Ayman al Zawahiri.

Il Kenya, bollato come roccaforte cristiana, è il nemico giurato degli Al Shabaab, che hanno perso il controllo di tutte le importanti città somale grazie all'intervento militare di Nairobi nel 2011. Per questo motivo è iniziato uno stillicidio di attacchi, che negli ultimi anni ha colpito soprattutto i cristiani e i loro simboli, come le Chiese. E spesso sotto Pasqua, come è avvenuto ieri, o Natale. Nel 2014 sono stati registrati 200 morti per terrorismo in Kenya. Su 40 milioni di abitanti, l'80% è di fede cristiana e i musulmani sono l'11%.

La mente dell'attacco agli studenti dell'università di Garissa sarebbe Mohamed Kuno, meglio noto con il nomignolo somalo «Dulyadeym», che significa «braccio lungo». Prima di arruolarsi nelle fila dei terroristi faceva il preside di una scuola islamica a Garissa, dove è scattata la mattanza dei cristiani.

Gli Shabaab contano su 7-9mila uomini in armi e la penetrazione in Kenya è profonda. A Garissa, obiettivo dell'attacco, vive una numerosa comunità di migranti somali. I centri di reclutamento clandestini sarebbero attivi anche più a sud a Mombasa, città a forte presenza musulmana, che insieme con Malindi è una delle due «capitali» del turismo. La costa sull'Oceano indiano è da anni una «little Italy africana». Non solo turisti, oltre 50mila all'anno, ma pure pensionati alla ricerca del buon ritiro a prezzi abbordabili e personaggi famosi come Flavio Briatore, che investono nei resort. Nel sud turistico è attivo anche un movimento separatista islamico. Gran parte dei leader sono finiti in galera, ma sono ancora pericolosi.

Il capo dello Stato Uhuri Kenyatta, proprio mercoledì, aveva dichiarato che il Kenya è «sicuro come ogni altro Paese al mondo». L'attacco di ieri, anche se lontano dai luoghi turistici, è l'ennesimo colpo ad una delle principali risorse del paese. Kenyatta ha perso un nipote nella precedente azione più sanguinosa degli al Shabaab nel 2013, che avevano ucciso 68 persone in un grande magazzino di Nairobi. Il primo attentato di Al Qaida, antipasto dell'11 settembre, aveva raso al suolo l'ambasciata americana in Kenya nel 1988. I terroristi hanno pure cercato di abbattere a Mombasa un aereo passeggeri israeliano carico di turisti. Le piste portavano sempre ai talebani della Somalia, che garantivano aiuto e logistica.

A Mogadiscio il generale Antonio Maggi comanda una missione europea di monitoraggio e addestramento delle forze somale con 78 soldati italiani. Fra le fila degli Al Shabaab sono in aumento i volontari jihadisti giunti dall'Europa e dagli Stati Uniti compresa una donna, Samantha Louise Lewthwaite soprannominata «vedova bianca».

La britannica della guerra santa, super ricercata, aveva sposato uno dei terroristi che si era fatto saltare in aria nella metropolitana di Londra nel 2005. Fra gli europei c'è il sospetto che abbia combattuto per gli Shabaab anche un mujahed italiano.

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