Killer neri e violenti rossi. Il "cupolone" trasversale nel nome degli affari

La strana alleanza tra l'ex Nar Carminati e l'uomo delle cooperative Buzzi. Distanti in politica ma uniti nel mettere in società i loro contatti per far soldi

Perquisizioni dei Carabinieri in Campidoglio nell'ambito di un'inchiesta su un'organizzazione di stampo mafioso

Il Rosso e il Nero, a braccetto, nel nome degli affari. Secondo la procura di Roma, la capitale era coperta da un «cupolone» rigorosamente trasversale, che per i magistrati ha, in pratica, reinventato la mafia. Ma se toccherà alle toghe dimostrare la concretezza delle accuse, non può non colpire la «strana coppia» al centro dell'indagine che ha sconvolto la città eterna.

Da una parte c'è Massimo Carminati, l'esponente dei Nar legato alla banda della Magliana (è il «Nero» nell'epopea di libri, film e tv sulla banda, ma il suo vero soprannome è il «Cecato»). Dall'altra c'è Salvatore Buzzi, una condanna per omicidio risalente agli anni '80 prima di far carriera come presidente della cooperativa di detenuti ed ex detenuti «29 giugno», legata a Legacoop.

Che c'azzeccano Nar e coop rosse? Che ci fanno insieme due tipi così? Fanno soldi, nel «mondo di mezzo». Secondo la procura di Roma, la loro «cupola» pilotava e lucrava su gare e appalti pubblici, dai rifiuti ai campi nomadi, dalla manutenzione del verde pubblico ai centri d'accoglienza. Tutto contando su solidissimi appoggi politici, naturalmente trasversali anch'essi. Tant'è che tra gli indagati c'è l'ex sindaco di centrodestra della capitale, Gianni Alemanno, perché per la procura uomini a lui vicini erano legati all'organizzazione. Ma c'è anche l'assessore alla Casa della giunta Marino targata Pd, Daniele Ozzimo, come pure il presidente dell'assemblea capitolina, Mirko Coratti. E tra i nomi citati a vario titolo nelle mille e passa pagine di ordinanza c'è quasi tutta la politica locale a 360 gradi. Lo slogan, insomma, è che «la politica è una cosa, gli affari so' affari», come riassume, intercettato, proprio Buzzi, rispondendo a chi gli chiede come, lui di sinistra, possa lavorare con Carminati.

E se la guida è bicefala, ognuno cura i rapporti con gli «amici» della propria parte politica, nel comune interesse. E bicefale, trasversali, inevitabilmente lo diventano anche le ramificazioni del comitato d'affari. La «mafia capitale», come l'ha battezzata la procura di Roma. O semplicemente la «scuderia», per rubare proprio a Carminati e Buzzi la metafora ippica che i due usano a proposito della nuova giunta di Ignazio Marino, sperando che dei «nove cavalli» alla fine ce ne fossero almeno «sei dentro», così «la scuderia è pronta» - spiega Buzzi - e «poi si cavalcherà», replica Carminati. Diversi, appunto, ma soci, collaborativi, in grado di usare sia le amicizie che le intimidazioni. Tanto che Buzzi racconta a un collaboratore di quella volta in cui, non riuscendo a parlare al capo segreteria di Alemanno, Antonio Lucarelli, per lo sblocco di un finanziamento, era intervenuto con una telefonata Carminati: «Aò alle tre meno cinque scende, dice, “ho parlato con Massimo, tutto a posto domani vai”... aò, tutto a posto veramente! C'hanno paura de lui». Intimidazione o amicizia, l'importante è il business. E appunto la vocazione agli affari, annotano gli inquirenti, «non ha barriere politiche». Con Buzzi che, subito dopo le ultime comunali romane, quando Marino al ballottaggio sconfigge Alemanno, si rammarica ma assicura di non essere impreparato. Perché lui, e l'organizzazione, erano già pronti a qualunque evenienza, indipendentemente dall'esito del voto. «Se vinceva Alemanno ce l'avevamo tutti comprati», racconta intercettato, «e mo vedemo Marino, poi ce pigliamo 'e misure con Marino».

Sono i traghettatori e parlano con tutti. Mediatori, sensali, collettori, ricattatori quando serve, portano le tangenti e decidono le assunzioni, definiscono gli affari e spartiscono la torta, raccomandano e suggeriscono, tramano e fanno girare il mondo. Sono le anime del mondo di mezzo, sono i padroni del purgatorio, né vivi né morti. Non esiste più destra e sinistra, ma alto e basso, sopra e sotto. L'obiettivo è sempre lo stesso: denaro e potere.

Nessun timore nel mettere le mani su una giunta e nel lavorare per fare il bis con la successiva, di colore opposto. Nessun problema nel trovare gli agganci, a destra prima e a sinistra poi. Il Rosso e il Nero, insieme alla conquista di Roma.

Commenti
Ritratto di caribou

caribou

Mer, 03/12/2014 - 08:34

Ma la giustizia non ha altro da fare!? Ma che vadino a controllare dove ha parcheggiato la panda Marino!! A Roma il grosso problema è il traffico!

mariolino50

Mer, 03/12/2014 - 08:59

Gli antichi romani dicevano pecunia non olet, e ora è lo stesso, o anche peggio, il più pulito ha la rogna e la scabbia.

Requiem sharmutta

Mer, 03/12/2014 - 09:52

Certo che vorrei che Alemanno ci spiegasse perché sua sorella fu nominata a capo dell’Agenzia del Territorio dal Governo Berlusconi nel 2008. Sempre intrallazzi!!! Ecco perché. Sono un branco di corrotti.

Ritratto di Amsul Parazveri

Amsul Parazveri

Mer, 03/12/2014 - 09:53

Invertendo l'ordine dei ladri il furto non cambia. Ma si aggrava.

Ritratto di Jiusmel

Jiusmel

Mer, 03/12/2014 - 10:18

I soldi non hanno colore. Ha ragione papa Francesco sono lo sterco del diavolo. In politica si entra onesti e nullatenenti e si esce onesti o disonesti ma sempre ricchi. - saluti

Ritratto di stock47

stock47

Mer, 03/12/2014 - 10:26

Questo film l'ho visto ormai numerose volte, a ridosso delle elezioni, una botta aal cerchio e una alla botte, il tutto per eleiminare avversari scomodi elettoralmente. C'è da aspettarsi che finite le elezioni saranno assolti o condannati a pene infime, tanto per dimostrare che è stata azione legale. Il Giornale, ovviamente, ci inzuppa il pane.

Libertà75

Mer, 03/12/2014 - 10:47

quando c'è da rubare non c'è fede politica che conti

Libertà75

Mer, 03/12/2014 - 10:49

@stock47, perfavore ci rammenti quali elezioni sono in vista per poter affermare che Il Giornale ci inzuppa il pane.

Ritratto di ASPIDE 007

ASPIDE 007

Mer, 03/12/2014 - 11:08

...Sapete perché nel nostro Paese il palcoscenico della criminalità viene calpestato sempre dagli stessi "attori"? Presto detto! Perché, questo Paese, da sempre governato da "impaglia sedie", non è mai stato in grado di mettere questi criminali, nelle condizioni di non poter nuocere. Provate ad immaginare il prezzo che il Paese e quindi i cittadini onesti pagano per individuare, processare nei vari gradi di giudizio, questi criminali nemici dello Stato, che poi rimette, come lupi, in mezzo alle pecore, dopo qualche giorno, mese o anno di detenzione! Una certa categoria di criminale, non si ravvederà mai, per cui, nei loro confronti, va sospesa qualsivoglia garanzia democratica non essendone degni.

Rossana Rossi

Mer, 03/12/2014 - 11:16

E' tutto uno schifo ma i colpevoli saranno solo neri. Quelli rossi so 'ragazzacci'...........

marinaio

Mer, 03/12/2014 - 11:21

Ci vorrebbe una legge severissima che li mandasse tutti in galera e ripagare i danni. Ma secondo voi i parlamentari faranno una legge che va contro loro stessi? MAAAAAI !!!!

ex d.c.

Mer, 03/12/2014 - 11:28

Tutte queste inchieste che nascono come i funghi e pubblicizzate al massimo avranno poi un fondamento?

Ritratto di caribou

caribou

Mer, 03/12/2014 - 11:45

ex d.c.: Ha ragione! Finiamola con queste inchieste, pensi che io quando suona il telefono non rispondo mai, potrebbe essere uno che ha sbagliato numero!!

Ritratto di Luigi.Morettini

Luigi.Morettini

Mer, 03/12/2014 - 11:54

Fascisti e Comunisti due categorie di politici per le quali si dovrebbe procedere immediatamente alla reintroduzione della pena di morte. Farabutti simili non possono e non debbono essere rieducati ma ELIMINATI!

Ritratto di Ausonio

Ausonio

Mer, 03/12/2014 - 15:08

Questi sono i profittatori, gli utili idioti (criminali comunque...) al soldo del progetto mondialista di sterminio dei popoli europei tramite IMBASTARDIMENTO. Merde... devono esser i primi a esser spazzati via.

Ritratto di stock47

stock47

Mer, 03/12/2014 - 16:19

Libertà75, non l'hai ancora capito? E' vero che nessuno l'ha ancora dichiarato ma per primavera ci saranno le elezioni, poco ma sicuro. Napoletano ha rinviato di proposito le sue dimissioni, per gestire questo passaggio finale. Renzi è ormai cotto, sotto tiro sia dal suo partito che dall'Unione Europea. D'altronde ti basta leggere il Giornale, non lo vedi che sono già in campagna politica? Stanno tirando colpi a tutti gli avversari politici di Berlusconi e di Forza Italia, lo stesso Berlusconi ha già iniziato a fare proposte elettorali e di programma di tutti i generi. Bisogna essere proprio ciechi per non accorgersene!