L'ad di Openjobmetis: «Invece di inseguire Salvini il ministro si informi di più»

Rosario Rasizza, ad di Openjobmetis, l'unica agenzia per il lavoro quotata in Borsa Italiana, parla con calma, ma un fremito nella voce tradisce una certa indignazione.

Rasizza, lei è anche presidente di Assosomm, una delle associazioni di categoria della somministrazione lavoro. Se si abolisse lo staff leasing che succederebbe ai 36.000 dipendenti che fornite ad altre aziende?

«Guardi davvero non lo so. Solo la mia azienda ne impiega 1.400. Dovrei forse andare da loro e dire che non possono più lavorare».

Chi lavora in questa modalità ha un impiego vero? Viene pagato tutti i mesi?

«Certo, per legge. C'è un accanimento ideologico che non è comprensibile».

Il ministro Di Maio vi ha paragonati ai caporali.

«In un discorso di tre minuti è riuscito a metterci insieme al caporalato e alle coop. Sono tutti fenomeni diversi, però. Io capisco che abbia molto da fare, però credo che sia stato mal consigliato, forse non ha avuto il tempo di informarsi bene».

C'è il rischio di fare danni?

«Guardi io sono a Parigi per colloqui con potenziali investitori e la mia società è quotata in Borsa. L'unica perplessità che tutti hanno, la domanda che tutti mi ripetono è: Che succede con Di Maio».

Il ministro vuole rilanciare i Centri per l'impiego. Forse vi vede come concorrenti?

«Ho ancora negli occhi i servizi che ho visto nelle trasmissioni di Vespa e Giletti, specie quello in cui parlava un sindacalista dei dipendenti dei centri. Con quel tipo di personale lì, i Centri non troveranno mai un posto di lavoro a nessuno, perché non hanno la cultura giusta».

Cosa dovrebbe fare il ministro?

«Capisco che debba rincorrere Salvini, ma questi sono temi complessi. Si prenda del tempo e faccia una legge anziché un decreto. Convochi e ascolti le parti. Ha detto di voler copiare il modello tedesco. Ecco, in Italia ci sono 100 società interinali, in Germania 10mila».

GiMa