Ladri, sabotatori, disonesti: ecco i reintegri più assurdi

Le storture dell'articolo 18: riassunzione per chi ruba in fabbrica o gonfia la nota spese

L ancia un mazzo di chiavi contro il padrone: licenziato. Dopo essere stato già colto a rubare in fabbrica, fa scattare un'altra volta il metal detector e rifiuta di farsi perquisire: riassunto. Accusa la amministratrice delegata di prendere certe decisioni «perché ha le mestruazioni»: licenziato. Ruba sulla nota spese della trasferta: riassunto. Manda un comunicato sindacale usando la mailing list aziendale: licenziato. Dà dell'ignorante all'amministratore delegato: riassunto. Colpisce con le tette la caporeparto, dileggiandola perché è piatta: licenziata. E così via, in una altalena di sentenze a dir poco imprevedibile, dove la certezza del diritto diventa un terno al lotto. E tutto in nome dell'articolo 18, il famoso articolo dello Statuto dei lavoratori su cui Matteo Renzi ha deciso di giocarsi una bella fetta della sua immagine di riformatore vero o presunto.

Il lavoratore ingiustamente licenziato ha diritto di essere riassunto, dice in sostanza l'articolo. Ma chi decide dove sta l'asticella del «giustamente»? Il tribunale, la Corte d'appello, la Cassazione? La riforma Fornero del 2012 doveva velocizzare e razionalizzare i processi, ma non tutti sono d'accordo che i risultati siano stati raggiunti. «Quattro fasi processuali (o forse cinque, se la Cassazione annulla la sentenza della Corte d'Appello con rinvio), per sapere se il licenziamento è legittimo o illegittimo, sono troppe», ha scritto il giuslavorista Stefano Trifirò. I tempi stretti imposti dalla legge Fornero, quaranta giorni per la prima decisione, d'altronde valgono solo in qualche parte d'Italia: a Milano in meno di due mesi arriva la sentenza, a Palermo capita di dover aspettare quasi un anno.

Ma la lotteria vera, oltre che sui tempi, è sulla decisione. È qui che l'incertezza si fa quasi totale. È finita l'epoca in cui i tribunali (e le preture, fin quando sono esistite) partivano quasi sempre dalla parte del lavoratore. Negli ultimi anni si sono rarefatte anche le sentenze decisamente clamorose, come quelle che ordinarono il reintegro di uno dei facchini di Malpensa scoperti a svuotare i bagagli dei passeggeri, o del bigliettaio che sui vaporetti di Venezia si intascava il resto destinato ai turisti. E anche la sentenza più eclatante di questi anni, il reintegro nella fabbrica Fiat di Melfi dei tre sindacalisti della Fiom licenziati con l'accusa di sabotaggio, è sembrata figlia più di scelte politiche che di svarioni giuridici.

Ma per capire l'oggetto del contendere, più dei casi limite serve guardare alla quotidianità, quella delle aule delle sezioni lavoro dei tribunali dove ogni giorno l'articolo 18 viene invocato per ottenere il reintegro. Un testa o croce, anche nelle statistiche: degli 824 ricorsi presentati dall'inizio dell'anno al 30 giugno, il tribunale di Milano ne ha respinti il 55 per cento e accolti il 45. Sono storie di gente licenziata «per motivi economici», che già oggi ha grande difficoltà a ottenere il reintegro (serve dimostrare la «manifesta infondatezza»), e che la riforma di Renzi costringerà definitivamente ad accontentarsi del risarcimento; ma anche di lavoratori espulsi per motivi disciplinari, per i quali l'ordine del giorno del Pd sembra lasciare qualche chance di vedersi restituito il posto di lavoro.

Ed è proprio su questo filone dei licenziamenti disciplinari che l'alea nei fatti regna sovrana, e la riforma Renzi non sembra destinata a dissiparla. Oggi l'incertezza è tale che, come racconta chi nelle aule delle «sezioni lavoro» ci lavora quotidianamente, gran parte delle vertenze si chiude con una transazione; pochi e maledetti ma subito e sicuri, i soldi hanno di fatto già preso il posto del rientro in fabbrica. D'altronde come fidarsi dell'articolo 18? Ci hanno provato insieme, due lavoratori, licenziati entrambi per avere danneggiato l'immagine delle rispettive aziende: uno denunciandola in Procura per un appalto sui semafori, l'altra per avere raccontato in giro che stava per spostare uno stabilimento. La Cassazione, sezione Lavoro, ha esaminato le loro cause a poche settimane di distanza, a gennaio e a marzo dell'anno scorso. E poi, chissà perché, ha preso decisioni opposte: reintegrato il primo, a spasso la seconda, senza neanche il risarcimento del danno.

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Commenti

pietro_da_biella

Mer, 01/10/2014 - 10:08

E ricordiamo che sono proprio i sindacati a difendere i lavoratori autori di questi casi.

marina.panetta

Mer, 01/10/2014 - 10:16

Stando così le cose, perché mai un lavoratore dovrebbe essere disciplinato, efficiente e corretto?

Ritratto di 02121940

02121940

Mer, 01/10/2014 - 10:25

Non sono un esperto, ma pare inconfutabile che l'articolo 18 abbia dato pessima prova. Certamente la fuga all'estero di Marchionne ha trovato spinta ed alimento proprio dalle decisioni della magistratura di sinistra. Quello è stato il caso più clamoroso, ma non è l'unico, mentre è servito - insieme ad altre misure "punitive", anche di natura fiscale - a scoraggiare gli investitori esteri ad affacciarsi ancora nel bel paese.

rokko

Mer, 01/10/2014 - 10:27

Visto che l'articolo 18 sembra non si riesca a scardinare, si potrebbe cercare almeno di definire meglio le circostanze in cui la causa è "ingiusta" e limitarle al minimo. Ad esempio, se un dipendente ruba (come nel caso di Malpensa) non è ammissibile che un giudice lo possa reintegrare.

Ritratto di franco.brezzi

franco.brezzi

Mer, 01/10/2014 - 10:29

Se licenzi un disonesto, questo va al sindacato. Il sindacalista sa che, in caso di lite giudiziaria, troverà uno di magistratura democratica (li mettono apposta su quegli scranni) e, con furba bonarietà, ti ricatta. E tu cosa fai? Ti fai pelare dall'avvocato e vai incontro ad una condanna certa, oppure cedi al ricatto? Cedi al ricatto: meno soldi, meno tempo perso, meno rabbie. E la sinistra, che ha preparato la trappola con perfidia, s'ingrassa. Ed i disonesti proliferano.

Ritratto di gianniverde

gianniverde

Mer, 01/10/2014 - 10:31

Ma dove meno permissivi,sono sempre dalla parte degli operai anche se disonesti.

Ritratto di Memphis35

Memphis35

Mer, 01/10/2014 - 10:37

Sono queste le concessioni di Renzi al sindacato? Meglio lasciar perdere e tornare a fare l'opposizione. Se possibile nella versione "irresponsabile".

glasnost

Mer, 01/10/2014 - 10:51

In questo paese non è possibile fare impresa. Resteranno solo quelle aiutate dallo Stato e le coop. Chi deve competere sul mercato sempre più difficile non ce la può fare a queste condizioni (vedi anche la giustizia ed il costo delle tasse). Il nostro Renzi non penserà mica che la sua riforma del lavoro, così rabberciata, possa incentivare qualcuno ad investire ancora in Italia? Ma per quale cavolo di motivo non copiamo le regole del lavoro dei paesi che stanno meglio di noi?

Lino.Lo.Giacco

Mer, 01/10/2014 - 10:51

ho lavorato per quarantdue anni inizio 1969 dine lavoro 2011 come dirigente di azienda cu sono eiusciro perche' non ha mai aderito al sindacato,non mi somo fatto spianare il cervello. ho visto le peggiori nefandezze perpetrate dai sindacalisti e avallate dai giudici del lavoro ladri,assenteisti,vagabondi difesi a scapito dei colleghi onesti e laboriosi! di cosa parlano i politici,cosa ne sanno del lavoro,i sindacati sono piu' numerosi dei lavoratori e il 50% del disatro italiano lo hanno creato proprio loro!

Kosimo

Mer, 01/10/2014 - 10:52

allora non è l'articolo 18 da eliminare, ma i giudici

Marcuzzo

Mer, 01/10/2014 - 10:52

Ma cosa state dicendo? Avete e state difendendo un individuo che e'' stato condannato nei 3 gradi di giudizio per essersi " appropriato" di 360 milioni di euro, vi siete scagliati contro tutti coloro che lo volevano fuori, giustamente, dal Parlamento ed ora parlate di reintegri illegittimi ?? Ma un po' di vergogna, mai ?? Colori che sono stati reintegrati, circa il 50 per cento di coloro che hanno fatto ricorso, vuol dire che avevano ragione e che il licenziamento era illlegittimo. Se fosse stato per voi e della gran parte dei bananas, queste persone sarebbero a casa andando ad infoltire le fila di quelli senza lavoro.

hectorre

Mer, 01/10/2014 - 10:57

Se un lavoratore è onesto,ligio al dovere,non è un fancazzista,non usa la mutua per dipingere casa,non ruba,non s'imbosca,non fa timbrare dal collega...quindi un lavoratore normale e che fa il suo dovere,non ha bisogno del sindacato......rimangono i furbetti che ovviamente vengono cacciati dal datore di lavoro e diventano facili martiri ad udo e consumo delle sigle sindacali...cgil e fiom su tutte.

tonipier

Mer, 01/10/2014 - 10:57

" COME NEMICI DELLA NAZIONE" Arricchimenti a dismisura consentiti dai privilegi di cui l'eletto gode. nemmeno la monarchia di Luigi XVI E DELLA REGINA MARIA ANTONIETTA, CHE CON LA LORO PROGRESSIONE DELLE SPESE E DEL LUSSO DI CORTE PRELUSE ALLO SCOPPIO DELLA RIVOLUZIONE FRANCESE, SI CARATTERIZZO' PER ECCESSO COSì EVIDENTE DI PRIVILEGI.

soldellavvenire

Mer, 01/10/2014 - 10:58

vedo che mi si replica con interi articoli: ne sono lusingato, e faccio notare che i casi citati ammontano ad una cifra di 824 di cui la metà risponde al caso citato da me della "segretaria licenziata perchè rifiuta di fare gli straordinari a letto col padrone" nell'altra metà dei casi il giudice ha dato ragione all'imprenditore parliamo di 400 casi di licenziamento per giusta causa? boh? parliamo anche delle denunce per abusi del datore di lavoro dell'impresa esentata dall'articolo diciotto??

Ritratto di bobirons

bobirons

Mer, 01/10/2014 - 10:59

Certo che sindacati e sinistra li difendono. Avete mai visto un genitore remare contro i propri figli ?

ZIPPITA

Mer, 01/10/2014 - 11:16

per Marcuzzo : se trovasse la sua dipendente con le mani nella cassa più' e piu' volte e verificasse che le sta rubando i suoi soldi? Il giudice le ha dato ragione perché rubava per mangiare (single 20 anni con 1.500€ mese nette) !!! mah le auguro che le succeda e possa provare la giustizia italiana. Che ca...o c'entra Berlusconi? Ogni volta voi comunisti quando non sapete che dire lo tirate in ballo? Parliamo allora di Debenedetti!!!!!!! Oltre a rubare forse ha sulla coscienza anche molti innocenti, ma e' vostro fratello!!!!

rokko

Mer, 01/10/2014 - 11:28

Marcuzzo, guardi che sono stati reintegrati sul posto di lavoro anche quelli FILMATI mentre rubavano i bagagli dei passeggeri a Malpensa, un caso da licenziamento in tronco senza se e senza ma. Io, a differenza di quelli che scrivono qui, ritengo che il problema non sia l'articolo 18 in sè (anche se è un po' anacronistico), ma la troppa discrezionalità lasciata al giudice che legata all'incertezza dei tempi della giustizia civile scoraggia l'imprenditore ad assumere. Visto che pare che l'articolo 18 sia una specie di bandiera (inutile a mio parere) per molti dei nostri parlamentari, si potrebbe lasciarlo definendo meglio i (pochi) casi in cui si lascia discrezionalità ai giudici: sostanzialmente i casi discriminatori. In caso di furti, violenze, negligenze gravi ecc. ecc. non ci dovrebbe essere discrezionalità da parte del giudice (anzi, se uno licenziato fa causa, il giudice dovrebbe dargli torto e fargli pagare anche i danni). Lo stesso per i motivi economici (l'azienda si ristruttura, l'azienda è in crisi, ecc. ecc.) che dovrebbero essere risolvibili con un indennizzo, ancora una volta senza discrezionalità da parte del giudice. Non sono d'accordo nemmeno con chi sostiene che la colpa sia dei sindacati o dei giudici: i secondi non fanno altro che interpretare delle leggi vaghe, e ci sta che con leggi vaghe le interpretazioni siano diverse; i primi approfittano semplicemente di regole errate e scritte a loro favore. Per me, come sempre, la colpa è dei nostri politici inetti che non fanno quello che dovrebbero fare.

gian paolo cardelli

Mer, 01/10/2014 - 11:45

Marcuzzo e Soldellavvenire: i cinque ladri di Malpensa andvano reintegrati?

Zizzigo

Mer, 01/10/2014 - 11:47

La legge NON protegge i cittadini onesti, ma garantisce l'impunità a quelli disonesti, che sono disarmati!

patrenius

Mer, 01/10/2014 - 11:54

Il reintegro è di per se comunque e ovunque una boiata. Vi spiego perchè: da qualche parte nelle leggi o nello statuto deve essere scritto che il rapporto lavoratore-datore di lavoro deve essere di fiducia assoluta. Quando si arriva al lceziamento e alla vertenza la fiducia è rotta comunque. Resta solo l'eventuale diritto a un risarcimento. Mi piace dire che gli esempi da voi portati sono degni di un sistema Staliniano. Ma questo si sapeva. Quindi abolire il 18 è il primo di tanti passi verso un paese normale.

Ritratto di RaddrizzoLeBanane

RaddrizzoLeBanane

Mer, 01/10/2014 - 12:05

Ladri, sabotatori, disonesti..e KOMMMUNISTI: ecco i reintegri più assurdi

Rossana Rossi

Mer, 01/10/2014 - 12:09

Fare impresa in questo paese è semplicemente da folli. Un imprenditore ha le mani legate contro tutti , fisco, burocrazia e leggi che non sono uguali per tutti ma fatte all'italiana cioè diventano una libera interpretazione dei giudici i quali tanto per cambiare non hanno nulla a che fare con l'imparzialità ma sono legati alla politica. E pretendete pure che qualcuno crei posti di lavoro? Ma per favore..........

ZIPPITA

Mer, 01/10/2014 - 12:10

Marcuzzo non si lusinghi troppo! ci dica piuttosto quali sono gli abusi dell'impresa esentata dall'art. 18? Ce li illustri suvvia, almeno possiamo rispondele, magari si lusinga ancora di piu' e per oggi e' contento. Sono quelle imprese dove non puoi licenziare anche se potresti xche' tanto la causa la perdi sempre, anche se hai ragione? Stia tranquillo che tutti coloro che vogliono rubare o fregare il datore di lavoro sanno tutte le leggi cui possono appigliarsi e sanno che i giudici saranno sempre dalla loro parte (poverini).

Dako

Mer, 01/10/2014 - 12:17

Le Leggi più cretine e ipocrite le abbiamo solo noi e non si trovano in nessun altro paese EU fanno semplicemente schifo!

Ritratto di RobyPer

RobyPer

Mer, 01/10/2014 - 13:31

@soldellavvenire - sarai al massimo il sol da divenire, per ora resti nella nebbia più fitta. Chi ti replica cosa? Ma chi sei? Qui stiamo parlando di lavoro, il coglione che si vuol fare la segretaria rientra nei casi di stalking e/o abuso sessuale. E dove sta scritto che la metà degli 824 casi risponde a questo? E secondo te il reintegro per un ladro è un reintegro giusto? E per quanto riguarda gli abusi del datore di lavoro dell'azienda non sottoposta all'art. 18 (cioè quelle con meno di 15 dipendenti) cosa ne sai tu? Qui pare che chi ha meno di 15 dipendenti possa fare tutto quello che vuole. Ti assicuro che il giudice del lavoro opera i reintegri anche lì. Ed inoltre qulle aziende non possono licenziare come vogliono, informati. Sono legate alla giusta causa pure loro e di solito il giudice ammette il licenziamento solo in ordine cronologico, ossia puoi licenziare, per giusta causa, che quindi diventa solo perdita di lavoro, dall'ultimo assunto in su. Quindi di abusi puoi farne ben pochi. Vai a sorgere sole del diminuire ed informati prima di scrivere.

papik40

Mer, 01/10/2014 - 13:39

Due casi uguali due sentenze opposte! Vi meravigliate ancora? Incoerenza o semplice incapacita' dei giudici? Questa e' la Giustizia Italiana!

Ritratto di mark 61

mark 61

Mer, 01/10/2014 - 13:40

Il problema del paese Italia è l’ articolo 18 non la corruzione i ladri non la delinquenza i mafiosi il lavoro nero non gli evasori una volta tolto ci sarà un netto miglioramento di tutto niente disoccupazione tanto lavoro e i conti torneranno a posto

Ritratto di Luigi.Morettini

Luigi.Morettini

Mer, 01/10/2014 - 14:16

Ladri, sabotatori, disonesti e, aggiungo, lavativi, sono la feccia sindacale che le rispettive sigle CGIL, CISL, UIL, difendono sempre a spada tratta e che viene sempre comunque reintegrata. Questa è la vera MAFIA!

Romolo48

Mer, 01/10/2014 - 14:18

Marcuzzo … sei un caso clinico! Nessuno sta parlando di Berlusconi, solo un deviato col cervello all'ammasso può spostare il discorso sulle solite note care a voi sinistri. Perché non ricordare il vostro imprenditore svizzero che ha distrutto migliaio di posti di lavoro e di famiglie al seguito; o delle ruberie targate SX?

Ritratto di Luigi.Morettini

Luigi.Morettini

Mer, 01/10/2014 - 14:25

In Italia peggio della Mafia c'è solo il sindacato.

gisto

Mer, 01/10/2014 - 14:34

L'articolo parla di un terno al Lotto.Non se ne esce! Finchè a giudicare saranno persone che hanno acquisito quel "privilegio"in virtù di un concorso,che valuta la memoria e la conoscenza delle leggi,ma non l'attitudune a essere distaccati dalle proprie opinioni nel momento del giudizio,sarà sempre così.

baldo1

Mer, 01/10/2014 - 14:34

Un articolo degno di chi non ha mai lavorato un giorno da dipendente e non conosce la realtà dei fatti. La maggior parte dei soprusi perpetrati da imprenditori ignoranti, incapaci e inaffidabili per l'azienda in primo luogo restano impuniti e non denunciati; perché spesso, prima di far causa all'imprenditore villano, occorre pensarci 1000 volte in quanto anche se si è dalla parte della ragione, per agire occorre spendere tante energie economiche, nervose, ma soprattutto emotive da rovinarsi la vita.

Ritratto di marforio

marforio

Mer, 01/10/2014 - 14:39

Con certi magistrati ,cosa ci si puo aspettare.Una riforma radicale e cio che salverebbe noi Italiani .

diegom13

Mer, 01/10/2014 - 14:45

Parto dalla fine: che i due abbiano avuto sentenze opposte è normale. Per una volta la magistratura ha lavorato correttamente. Ci hanno provato insieme i due lavoratori, ma erano casi diversi, che giustamente sono stati separati. La denuncia in Procura non può rappresentare né lesione dell'immagine aziendale né violazione di una qualsivoglia clausola di confidenzialità. Viceversa, rivelare urbi et orbi che si sta per spostare uno stabilimento può configurare violazione del segreto aziendale, e se non è vero può danneggiare l'immagine. In generale, comunque, ogni caso fa storia a sé, bisognerebbe conoscerne i dettagli: metter giù una lista del genere è parecchio superficiale, come esercizio. Resta il fatto, abbastanza evidente, che in Italia non vi è certezza del diritto, e che molti magistrati interpretano la norma a loro piacimento. Questo però riguarda l'art.18 come ogni altra legge. Cancelliamole tutte, allora, se il problema è questo: perché prendersela solo con l'art. 18, se si dice che in sé il testo non è problematico ma vi è troppa incertezza sulle decisioni di giustizia? Per la verità non vi è nemmeno certezza o visibilità politica, in Italia - direi ancor meno -: cancelliamo quindi anche le elezioni, giusto? Direi di cancellare anche l'amministrazione, già che ci siamo, perché la burocrazia è forse quella che ci dà meno certezze... Che poi in ospedale si diano risposte diverse in base al paziente è segno evidente dell'alea che regna anche nella Sanità: ma siccome non si può toccare il primario, così come non si tocca il magistrato... ovvìa, cancelliamo la norma che regola i diritti del paziente!

diegom13

Mer, 01/10/2014 - 14:55

@02121940: la fuga di Marchionne all'estero ha avuto una bella spinta dalla convenienza. S'è piazzato dove fiscalmente gli conviene. I sindacati non erano affatto un problema, figuriamoci se un'azienda se ne va perché tre lavoratori hanno invocato l'art.18. Tant'è che lo stabilimento è ancora lì, è la sede che se n'è andata. @hectorre: giustissimo, a condizione che gli imprenditori (e soprattutto i loro manager) siano tutti intelligenti e corretti. Siccome in natura questo non esiste, si stabiliscono delle garanzie che devono essere applicate correttamente. Se l'applicazione non è corretta, la colpa sarà più del giudice che della legge, no? Smettiamola di credere che il reintegro esista solo in Italia, esiste anche altrove, solo che ci sono giudici meno ideologizzati.

Ritratto di RobyPer

RobyPer

Mer, 01/10/2014 - 15:00

@baldo1 - un commento degno di chi non ha mai lavorato (seriamente) in vita sua. @diegom13 - analisi cruda e cinica, ma indubbiamente valida... purtroppo per noi tutti

Ritratto di ALESSANDRO DI PROSPERO

ALESSANDRO DI P...

Mer, 01/10/2014 - 15:10

Perfar risorgere EX NOVO il mercato del Lavoro è necessario annullare totalmente il famigerato ART. 18 e tutte le altre norme connesse.I sindacati Italiani in diversi Decenni hanno messo la figura del Lavoratore al di sopra del datore di lavoro. Il Datore di Lavoro, con queste norme, si vede imprigionato da un MATRIMONIO DI MANTENIMENTO A VITA SENZA POSSIBILITA' DI DIVORZIO dal Lavoratore. Molti di questi approfittano disonestamente e sono anche capaci di mandare in FALLIMENTO anche una grande fabbrica. Ed è per questo che in Italia gli Imprenditori Italiani vanno TUTTI all' estero ove il Sindacato Italiano proprio non esiste. Non parliamo proprio poi degli Imprenditori Stranieri che stanno lontanissimo dall' Italia proprio per colpa delle Leggi dei Sindacati Italiani. E intanto l' Itaslia sta andando nella rovina in mano a Politici scellerati che per colpa del "VOTO" Stanno appoggiando i vari Sindacati incoscienti che , purtroppo, appoggiano tutti quei LAVORATORI DISONESTI che pensano solo a fare footing al Pallone o in Biciclette costosissime da corsa per consumare "grasso e calorie" nonchè riposi per malattie inesistenti, dolori di testa,ponti festivi e via di seguito a non finire. Si dice che l' Italia è fondata sul LAVORO. Non ci credo proprio. Lavorano soltanto i lavoratori privati che pagano Tasse e Contributi. Tutti gli altri, fatta eccezione di quei lavoratori onesti, cercano di arrangiarsi come meglio possono per sfuggire alla FATICA o semplicemente di stare dietro una scrivania ma non ai loro Hobby preferiti anche dispendiosi.Mandiamo i Sindacati Italiani nella Korea del Nord e vediamo come si troverebbero.

Ritratto di pasquale.esposito

pasquale.esposito

Mer, 01/10/2014 - 15:19

#baldo1.TU; VIENI A LAVORARE IN GERMANIA IN UNA GRANDE DITTA TEDESCA COME LA FORD; É FAI ATTI DI SABOTAGGIO COME HANNO FATTO I 3 DI POMIGLIANO É POI VEDRAI COME TI FARANNO ARRIVARE A CALCI IN CULO FINO A COMO!; TU SEI TALMENTE UN CAPRONE É NON CAPISCI UNA BEATA MAZZA DI DIRITTI E DOVERI! MA CHE CREDI CHE IL MONDO GIRA COME VUOLE LA CGIL-FIOM? OPPURE CREDI CHE I DATORI DI LAVORO DEVONO SOLO PAGARE I LAVATIVI É I FANCAZZIZISTI COME TE?; MA POVERETTO! É TU SARESTI QUELLO CHE HA LAVORATO IN UNA FABBRICA? IN QUALE FABBRICA! QUELLA DEI SINDACALISTI ALLA CAMUSSO E LANDINI? GUARDA CHE IO LAVORO IN UNA FABBRICA CON 30,000 OPERAI É NESSUNO DI QUESTI SI AZZARDEREBBE A FARE ATTI DI SABOTAGGIO CONTRO IL DATORE DI LAVORO! PENA IL LICENZIAMENTO IN TRONCO É IL RISARCIMENTO DEI DANNI CAUSATI DA LORO! É TU CON IL TUO PUNTO DI VISTA PUOI SOLO ANDARE A MUNGERE QUALCHE TORO CAPRONE DI TUTTI I CAPRONI!!!.

Ritratto di Azo

Azo

Mer, 01/10/2014 - 15:26

Dovessero togliere l`articolo 18, AVREMMO UNA GRANDE CARENZA di dipendenti statali, compresi parlamentari, ministri, senatori e capo si stato, il perchè è semlice, SONO QUASI TUTTI FALSI, CORROTTI E LADRI !!!

Alessio2012

Mer, 01/10/2014 - 15:45

La priorità è dare da mangiare ai lavoratori! Se licenzi una persona perché ti insulta... o perché "colpisce con le tette la caporeparto"... sei peggio del tuo dipendente! Nessuno è perfetto... e non si lascia sulla strada qualcuno che ha un carattere un po' spigoloso!

paco51

Mer, 01/10/2014 - 15:59

baldo1 Puoi solo andare a casa!!!!! all'azienda bisogna volergli bene perché è lei che ti fa campare. sabotare la ditta è come spararsi nelle palle, è una questione di numeri, se tu poi vivere senza l'azienda fa pure la guerra altrimenti ti ritrovi sempre a casa ma con le chiappe al vento. I sindacalisti sono figure di altri tempi, a loro non credono più neanche gli operai DS, gli ultimi perché tra poco di operai non c'è ne saranno più, solo cassa integrati. Negli anno 70 facevo sabotaggio alla grande bendetti dal PCI e sx varie oggi stanno col culo li, i tempi cambiano.

paco51

Mer, 01/10/2014 - 16:03

Alessio 2012 la priorità è la tua. io non devo dar da mangiare a nessuno anche perché ha diritto di mangiare solo chi lavora o chi ha cercato lavoro ma non lo trova. Devo rispettare i lavoratori che lavorano, pagare la paga del contratto e chi rompe fuori dalle balle.! io non insulto nessuno, do del Lei a tutti, ma chi insulta va a casa subito! L'azienda non è un'opera pia.!

baldo1

Mer, 01/10/2014 - 16:15

RobyPer: ma sta li casa.. ahaha. pasquale.esposito: è palese che non sai di cosa parli tu, pensionato.

Ritratto di pasquale.esposito

pasquale.esposito

Mer, 01/10/2014 - 16:30

#baldo1, MA! VA! A CHIAVARE IL MARE!!!.

Ritratto di RobyPer

RobyPer

Mer, 01/10/2014 - 16:33

@baldo1 - no caro, io lavoro, a casa ci vado la sera e di solito anche tardi

Alessio2012

Mer, 01/10/2014 - 16:38

No, mi dispiace, si lavora per vivere, non viceversa... Non è una missione.

isaisa

Mer, 01/10/2014 - 18:36

Marcuzzo proprio con i numeri non ci stai. A prescindere che sei fuori tema, i milioni sono solo 7 e non 360. Toglietegli il vino al Marcuzzo !!