L'anno della grande fuga dall'Italia

Il Belpaese sta perdendo appeal attirando sempre meno immigrati

Nonostante in molti pensino il contrario, l'Italia attrae sempre meno gli immigrati. Nel 2013 gli arrivi dall'estero sono stati infatti 307 mila, 43 mila in meno rispetto all'anno precedente (-12,3%). È quanto emerge dall'ultimo report dell'Istat sulle migrazioni internazionali e interne. Sebbene in calo rispetto agli anni precedenti, l'Italia rimane, meta di consistenti flussi migratori dall'estero. La comunità straniera più rappresentata tra gli immigrati è quella rumena. Seguono le comunità del Marocco, della Cina e dell'Ucraina. In compenso aumentano gli italiani che emigrano all'estero. Nel 2013 infatti «si contano 126 mila cancellazioni dalle anagrafi per l'estero, 20 mila in più dell'anno precedente. In forte diminuzione rispetto all'anno precedente, è anche il valore più basso registrato dal 2007».

Non hanno più la valigia di cartone, ma gli italiani emigrano di nuovo. L'anno scorso in 82.000 se ne sono andati a vivere all'estero, il numero più alto degli ultimi dieci anni, in crescita del 20,7% rispetto al 2012. Gli italiani che fanno i bagagli scelgono come destinazione soprattutto i Paesi dell'Europa occidentale: Regno Unito, Germania, Svizzera, Francia, oltre agli Stati Uniti, ne accolgono, nel loro insieme, più della metà. E a emigrare sono in particolare persone tra i 20 e i 45 anni, più uomini (57,6%) che donne. Il Report dell'Istat si è soffermato anche sulle migrazioni interne all'Italia mostrando che persiste una forte attrattività delle regioni Centro-settentrionali nei confronti di quelle meridionali.

Ma arrivano altri dati allarmanti, questa volta dall'Ocse in rapporto alle diseguaglianze: il 10% più povero della popolazione italiana riceve appena il 2,4% del totale del reddito nazionale, un decimo di quanto guadagna il 10% più ricco.