La politica dei 5 forni può essere fatale al premier

Tenere tutto insieme è sempre più difficile. Pure per uno abile e disinvolto come Renzi

Nonostante le pubbliche schermaglie e le dichiarate perplessità di un Matteo Renzi che prova in tutti i modi a ridimensionare in Italia la sua visita a Mosca – non si spiega in altro modo l'uscita delle anticipazioni della sua intervista all' Espresso in contemporanea con la conferenza stampa al Cremlino insieme a Vladimir Putin – il tentativo del premier è quello di provare davvero ad aprire un canale di dialogo con Beppe Grillo. Che poi creda sul serio sia possibile trovare una convergenza politica – e soprattutto parlamentare – con il M5S è tutto da vedere, ma di certo il leader del Pd per il momento non si vuole tirare indietro. Anzi, usa l'apertura al confronto arrivata da Grillo come strumento di pressione su tutte le opposizioni, Sel per un verso e Forza Italia per l'altra.

L'obiettivo, insomma, è quello di creare un'altra sponda per mettere in piedi quella che potrebbe diventare la quinta maggioranza parlamentare di Renzi in poco più di un anno di governo. Dopo la prima (Pd-Ncd-Sc) che ha dato la fiducia al governo, ci sono infatti state quelle che hanno votato le riforme istituzionali (Pd-Ncd-Sc+Forza Italia), poi l'Italicum (Pd senza la minoranza dem-Ncd-Sc+Forza Italia) e infine Sergio Mattarella al Quirinale (Pd-Ncd-Sc+Sel). Uno scenario che conferma l'abilità di un premier fino ad oggi capace di crearsi una maggioranza parlamentare ad hoc a seconda dell'esigenza del momento. Una strategia vincente e audace, che però rischia di essere temeraria se davvero Renzi provasse seriamente ad aprire il quinto forno con Grillo, magari sulla Rai visto che la questione del reddito di cittadinanza (altro punto caro al Movimento) appare per il Pd meno facile da digerire.

Tenere tutto insieme, d'altra parte, è sempre più difficile. Pure per uno abile e disinvolto come Renzi. Non è un caso che negli anni Ottanta perfino Giulio Andreotti - il padre della cosiddetta «politica dei due forni», che allora erano Pci e Psi «a seconda di chi dei due facesse il prezzo del pane più basso» - fu accusato di opportunismo o trasformismo a seconda dei casi. Giocare su cinque tavoli, insomma, potrebbe essere rischioso. Anche in considerazione dell'interlocutore, visto che l'affidabilità di Grillo – che fino a ieri ha fatto l'impossibile pur di non sedersi ad alcun tavolo di trattativa che lo costringesse ad assumersi una responsabilità – è tutta da verificare.

Commenti

giottin

Ven, 06/03/2015 - 19:07

Più che abile e disinvolto a me sembra, come dicono dalle mie parti, sensa cugniziun