L'armistizio di Zagrebelsky: sì alle intese con Berlusconi

Il giurista cambia idea dopo vent'anni di battaglie contro il Cavaliere: un accordo non è per forza un inciucio

«Le cose cambiano», persino per il professor Gustavo Zagrebelsky, severa vestale della moralità pubblica italiana. Dopo una lunga militanza da giurista engagé (il suo primo appello contro «la deriva costituzionale» è del 1991, seguito poi da un numero imprecisato di altri appelli) e una fiera battaglia prima contro il regime di Berlusconi quindi contro quello renziano, il presidente emerito della Consulta si è convinto che per non piombare nella Repubblica di Weimar, che comunque è «in vista», non servano più raccolte di firme tra gli intellettuali abbonati a Repubblica, ma più prosaici «compromessi».

Da portavoce delle élite resistenti, sospettato ad un certo punto di simpatie grilline tanto che il M5s provò a candidarlo alla «quirinarie» insieme al compagno di firme Rodotà, a teorico delle larghe intese? La democrazia, dice alla Stampa citando Kelsen, «è il regime del compromesso», che non va chiamato «inciucio» neppure se si fa con Silvio Berlusconi, per vent'anni combattuto da Zagrebelsky.

«Se non è un compromesso corrotto, sugli interessi, chi l'ha detto che è un inciucio per definizione? Le cose cambiano, se sono pulite, a costo di scandalizzare dico che non vedo a priori uno scandalo». Neppure nel riabilitare Renzi, a cui il professore ha sempre contestato l'indole «oligarchica», già dagli esordi nel 2014, con un documento contro la «svolta autoritaria» del governo sottoscritto, tra gli altri, da Grillo e Casaleggio.

Dopo aver capitanato il fronte dei costituzionalisti per il No contro la riforma costituzionale di Renzi, e averlo trattato in tv come il titolare della cattedra con lo studente impreparato all'esame di diritto, l'insigne giurista non nasconde un moto di simpatia per l'ex premier che ora vede «sfibrato e sempre più isolato, vittima d'una certa viltà di coloro che ora nella difficoltà lo stanno abbandonando». Mentre dei Cinque stelle lo turba «l'indisponibilità a cercare accordi», col rischio di perdersi nella protesta.

Sarà la fascinazione per la duplicità della natura umana che gli ha fatto prediligere - lui di origini russe - Dostoevskij su tutti («Più mi addentro nei suoi personaggi e più resto turbato dall'impasto di abiezione e salvazione che essi restituiscono» raccontò in un'intervista), ma gli ex nemici del professore sembrano diventati interlocutori plausibili. Come ha spiegato su Repubblica (in un articolo che esordisce con l'enigmatica frase «gli elettori non esistono in natura»), Zagrebelsky ritiene che in Italia il bipartitismo o il bipolarismo siano «falliti», e che quindi sia tempo di accordi, coalizioni e compromessi, «che non sono necessariamente inciuci, per usare il nostro squallido linguaggio». Persino con Berlusconi, contro cui negli anni ha messo in fila, insieme all'associazione «Libertà e giustizia», di cui è presidente onorario, un numero considerevole di campagne: contro l'«occupazione degli spazi di libera informazione della Rai», contro la «corruzione pubblica e privata, il disprezzo della legalità e dell'uguaglianza», contro «il tentativo di ridurre al silenzio la libera stampa». Una militanza sfociata nella partecipazione alla manifestazione al Palasharp di Milano, nel 2011, per chiedere le dimissioni di Berlusconi. «Chiediamo che cessi questo sistema di avvilimento della democrazia» tuonò dal palco il professore. Che ora non si scandalizzerebbe per un governo di coalizione col Cavaliere. Anche questa in fondo, come il titolo della prossima «Biennale democrazia» da lui presieduta, una «uscita di emergenza».

Commenti

giovanni PERINCIOLO

Ven, 10/03/2017 - 09:11

«Chiediamo che cessi questo sistema di avvilimento della democrazia» tuonò dal palco il professore. Ebbene caro professore non le pare di aver contribuito mica male a tanto avvilimento della democrazia e con lei la casta magistrale?? Trova normali e "democratici" tanti suoi colleghi che scendono in politica senza mai lasciare la magistratura per poi reindossare la toga come e quando loro aggrada?? Trova normale e "democratico" che con la finzione giuridica della "aspettativa" una sua cara collega sieda da oltre venti anni in parlamento continuando a maturare la cara (cara per il contribuente) pensione da aggiungere domani al vitalizio?? Trova normale e "democratico" che un altro suo collega nei giorni scorsi si sia presentato ai colleghi giudici romani per gettare un po' di benzina sul'inchiesta Consip, azione meritoria in altro momento ma che oggi puzza lontano un miglio di opportunismo e strumento di lotta di partito???

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mortimermouse

Ven, 10/03/2017 - 09:12

alla fine, è lui che si è piegato a Berlusconi... :-)

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orione1950

Ven, 10/03/2017 - 09:38

prossimamente votera' FI. E' una persona coerente!!

antipifferaio

Ven, 10/03/2017 - 09:41

Zagrebelsky vede sempre più da vicino la fine dei suoi privileggi... altro che chiacchiere sulle larghe intese... Questi vecchi mausolei viventi sono mossi solo da interessi di parte. E per interessi di parte s'intendono interessi di èlite. In soldoni, le loro mega-pensioni. Si convinca, il giurista, che è finita, anche perchè è l'Italia ad essere prima ancora finita....

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Memphis35

Ven, 10/03/2017 - 10:22

Ah, beh! Se è così...Come diceva Ornella: "c'è una ragione di più". Per votare Lega.

giampiroma

Ven, 10/03/2017 - 11:13

che schifo!! l'inciucio è servito. Berlusconi è bollito come una coda sul carrello del ristorante bolognese.Zabrelesky cerca di mantenere in vita un PD che merita di essere sepolto. Due morti viventi che camminano. due zombie

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mauriziogiuntoli

Ven, 10/03/2017 - 11:34

Con un malfattore si può venire a patti e trovarsi d'accordo. Con un moralista mai.

VittorioMar

Ven, 10/03/2017 - 11:40

...alla sua età non si possono più fare capriole e salti mortali !!....quante storie per non farci votare !!...c'è qualcuno che pensa alla LEGGE ELETTORALE ??...fra i tanti REATI FASULLI CHE SI INVENTANO,C'E' IL : REATO DI SEQUESTRO DELLA DEMOCRAZIA ??

honhil

Ven, 10/03/2017 - 12:18

Tra il dire e il fare, c’è sempre di mezzo il mare. Tuttavia, la proposta di Zagrebelsky, se non è un inciucio con Berlusconi, di certo, l’inciucio lo fa con se stesso. Dato che questo ravvedimento è la prova lampante che la battaglia che ha portato avanti, per lustri e lustri, era soltanto ideologica. Mentre il danno che ha arrecato all’Italia e agli italiani è stato immenso.

anna.53

Ven, 10/03/2017 - 12:36

Lo sventurato , risponderà certamente sì . Tanto ha svenduto per ragioni inconfessabili ,da tempo, il partito liberale di massa; che ormai è ridotto a poco più del 10 %.

fisis

Ven, 10/03/2017 - 12:39

Questi signori hanno capito che l'ondata "populista", come la chiamano loro, li travolgerà, e cercano un'impossibile riparo.

Giorgio Colomba

Ven, 10/03/2017 - 13:07

"Le cose cambiano", soloneggia l'insigne giurista. La vocazione di certi individui a fiutare l'aria per sapere come e dove riposizionarsi, invece, non cambia mai.

idleproc

Ven, 10/03/2017 - 13:33

Memphis35."Ciò che è reale è razionale", "ciò che è razionale è reale". Comunque la giri, in senso idealistico o materialistico, hanno perso il senso della realtà e si ritrovano su una strada obbligata dovuta agli attriti e inerzia di interessi ed apparati. Proseguiranno quanto fatto negli ultimi decenni sia sul lato delle forme istituzionali e politiche che nelle legate politiche economico finanziarie e sociali. Hanno perso il senso della realtà e stanno facendo "arrocco" verso l'alto aprendo enormi spazi giùdabbasso ove sta il Pollo Sovrano. Nemmeno la Lega è la risposta anche perchè è prevedibile su come andrà dopo a Canossa e non sono la risposta i movimenti farlocchi privi di sostanza politica e strategica. Si bruceranno uno dietro l'altro. In sintesi: ampi spazi difficili o impossibili da gestire con la propaganda e i falsi obbiettivi, precondizione per la nascita dal basso di un partito o partiti "reali" e "razionali".

ziobeppe1951

Ven, 10/03/2017 - 13:42

La Repubblica di Weimar, l'abbiamo già da sette anni

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ottimoabbondante

Ven, 10/03/2017 - 14:19

@mortimermause. Si é piegato al cavaliere. Diciamo che il cavaliere gli ha promesso il posto di guardasigilli. Mi piego, mi piego eccome se mi piego.

INGVDI

Ven, 10/03/2017 - 16:39

A piccole dosi, Il Giornale diffonde articoli che intendono addormentare il lettore e fargli accettare subliminalmente l'accordo sulle larghe intese tra Berlusconi e PD. Come questo.

Ritratto di 02121940

02121940

Ven, 10/03/2017 - 18:28

Zagrebelsky è qui individuato come la "severa vestale della moralità pubblica italiana". Francamente non lo sapevo. Nella vita si impara sempre.

Silvio B Parodi

Sab, 11/03/2017 - 02:56

pian piano ritornano tutti all'ovile Silvio per il giurista che ti ha combattuto per vent'anni, c'e' sempre un posto libero a pulire I cessi ad Arcore.

salvatore40

Sab, 11/03/2017 - 11:48

In rebus humanis, tutti debono cambiare parere. Bibbia e Corano possono essere modificati, perfino la santissima Carta Costituzionale, perfino l'euro e l'Europa. Dovrebbe cambiare eziandio la mentalità sul potere e del potere. All'esimio giurista piace la Leggenda del Grande Inquisitore ; a Berlusconi l' Elogio della Follia. Queste premesse culturali, ove fossero ben assimilate, dovrebbero favorire lo spirito di distacco e di disinteresse. Niente e nessuno è,in rebus humanis, INDISPENSABILE. Nemmeno Berlusconi.

pinux3

Sab, 11/03/2017 - 14:59

@giovanni Perinciolo...Peccato che Zagrebellsky non abbia mai fatto il magistrato...

Ritratto di mortimermouse

mortimermouse

Dom, 12/03/2017 - 08:31

ma che ha promesso, OTTIMOEABBONDANTE!! non ha promesso un bel niente! te stai a sognà chissà che :)