Lasciare prima il lavoro si può Ma occhio al tasso di interesse

Circa tre anni di anticipo ridurranno del 14% l'assegno

Roma. Il decreto che darà il via all'Ape volontaria consentirà a tutti coloro che vogliono ritirarsi anticipatamente dal lavoro di accedere a questo strumento finanziario per assicurarsi un reddito tra il momento dell'uscita e quello della corresponsione dell'assegno previdenziale. Oltre al testo normativo, bisognerà aspettare che il governo, banche, assicurazioni e parti sociali stipulino un accordo che consenta di finanziare l'erogazione del trattamento durante il periodo di uscita anticipata. In ogni caso i fondamentali dell'Ape volontaria sono stati già indicati dalla legge di Bilancio per il 2017.

In particolare, al momento della richiesta bisognerà avere raggiunto almeno 63 anni di età, ossia essere a una distanza massima dall'età pensionabile di 3 anni e sette mesi ed avere accumulato 20 anni di contributi. Chiaramente l'aver fissato tale soglia implica che, se non verrà bloccato l'adeguamento automatico, dal 2019 occorrerà raggiungere 63 anni e 5 mesi di età poiché l'uscita dal lavoro per vecchiaia sarà possibile solo a 67 ani. La manovra per il 2017 indica una platea potenziale per l'Ape volontaria di circa 300mila persone quest'anno e di 115mila nel 2018.

L'iter sarà molto simile a quello per l'accesso alla pensione. L'interessato, per conto proprio o attraverso gli intermediari autorizzati come Caf e patronati, dovranno presentare all'Inps la domanda di certificazione del diritto e la domanda di pensione di vecchiaia da liquidare al raggiungimento dei requisiti. Il servizio online per l'inoltro della domanda (così come il simulatore del costo dell'anticipo pensionistico) sarà disponibile sul sito Internet dell'istituto guidato da Tito Boeri al momento della pubblicazione del decreto. In ogni caso, bisognerà valutare con molta attenzione la propria scelta perché la domanda di Ape e quella di pensione non sono revocabili. L'unica possibilità di tornare indietro sarà, infatti, rappresentata dall'esercizio del diritto di recesso sul finanziamento che si accenderà (14 giorni) o dal respingimento dell'istanza presentata.

L'Ape volontaria è un finanziamento che copre, a seconda dell'importo, l'85% massimo dell'assegno e viene restituito a rate nei primi 20 anni di erogazione della pensione. È obbligatoria la stipula di una polizza sulla premorienza del contraente. In caso di decesso la compagnia paga il debito residuo e l'eventuale reversibilità viene corrisposta senza decurtazioni. Secondo le prime indicazioni, il governo vorrebbe contenere il tasso annuo nominale (Tan) al 2,75% (tasso annuo effettivo globale al 3,2% circa) in modo da ridurre l'incidenza sulla pensione anche attraverso un credito di imposta al 50% sul finanziamento. La nostra simulazione (vedi grafico a fianco) si basa su un Tan del 3% considerato che le banche (ad aderire saranno soprattutto le big) potranno adeguare il tasso di interesse all'andamento di mercato.

Maggiore sarà la durata dell'Ape, tuttavia, maggiore sarà l'incidenza sul primo assegno. Circa 2mila euro netti di pensione, richiedendo un Ape di 1.500 euro per due anni e mezzo, diventano 1.700 euro per i primi anni con un'incidenza del 14 per cento. Un anno di Ape volontaria da 1.300 euro su una pensione di 1.500 euro netti al mese, invece, costa un centinaio di euro mensili con un'incidenza complessiva sull'assegno inferiore al 7 per cento.

Commenti

Silvio B Parodi

Dom, 13/08/2017 - 13:21

la fanno cosi complicata cosi difficile per fregarvi ancora Boeri ma chi ti ha dato quell'incarico??? Renzi?? ricorda che sono soldi degli italianai NON tuoi!

agosvac

Dom, 13/08/2017 - 13:39

Lasciamo stare i tanti bei soldini che lo Stato dà a chi non ha mai versato un soldo. Ma è incredibile come l'Inps disponga dei soldi versati da chi ha sempre lavorato e versato i contributi per la propria pensione!!! Sembra che Boeri sia convinto che le pensioni siano "regalate", non è così: le pensioni tutti quelli che hanno lavorato ed hanno pertanto versato i contributi non ce le ha regalati nessuno, ce le siamo guadagnate noi. La pensione non è un regalo dell'Inps o dello Stato, è un diritto guadagnato con il versamento mensile dei contributi tolti dal nostro stipendio di quando lavoravamo!!! Tutti questi soldi l'Inps li avrebbe dovuto impiegare in modo utile per poi pagarci la pensione.Né l'Inps, né lo Stato regala un bel niente al pensionato!!!

leopard73

Lun, 14/08/2017 - 06:54

LASCIARE PRIMA IL LAVORO NON PORTA NESSUN GRAVIO DEGLI INTERESSI SI RICORDA CHE I SOLDI DELLE PENSIONI SONO DI Proprietà DI CHI HA LAVORATO UNA VITA DA OLTRE 40anni!! siete voi che volete speculare e usate i soldi dei pensionati per i vostri affari vi dovreste vergognare politicanti del menga fate schifo incapaci e somari.