L'ayatollah Boldrini nega la strage di cristiani

La presidente: «Non parliamo di lite religiosa». Intanto i pirati assaltano un nostro peschereccio

È assodato: Laura Boldrini è una certezza. Quando c'è da mettersi in mostra sparando bischerate, non manca mai all'appuntamento. Ieri, poi, si è esibita in uno strepitoso uno-due avvitandosi in un saggio etico-multiculturalista (con occhio di riguardo ai musulmani) ed esibendosi in una rivendicazione di pura marca talebana alla damnatio memoriae , ove la memoria sia in contrasto con «Bella ciao». Riferendosi a quella brava gente di fede islamica che ha gettato agli squali un certo numero di compagni di traversata di fede cristiana, così sentenziò: «Non credo che a bordo queste persone abbiano fatto una discussione teologica». E poi: nelle imbarcazioni che fanno la spola Libia-Italia «ci sono sempre livelli di sopraffazione, persone che cercano di avere la meglio sulle altre». Per cui gli organi di informazione, ha baccagliato Boldrini, (...)

(...) farebbero bene ad «allargare la lente, capire cosa sta accadendo nei Paesi dai quali si fugge e non è alzando i toni che si risolverà la questione».

Tenendo i toni bassi, allargando al massimo la lente: che ci azzecca cosa sta accadendo nei Paesi dai quali si fugge? La mattanza dei migranti cristiani mica è avvenuta nei Paesi d'origine dei carnefici o delle vittime. E che vuol dire che la mattanza non è stata preceduta da una «discussione teologica»? Che la religione non c'entra nella scelta dei musulmani di accoppare i cristiani? Che è un caso che i morti fossero tutti cristiani e gli assassini tutti islamici? Certo che non ci fu discussione teologica, ci fu solo un: «Tutti gli infedeli cristiani a mare!». Una roba svelta, come è svelto in simili occasioni l'islam.

In precedenza, la Boldrini aveva voluto manifestare la sua solidarietà culturale all'islam califfale, talebano e jihadista piccandosi di fare a Roma quel che i tagliagola fecero a Ninive, ad Hatra o alle porte di Nergal: giù tutto ciò che resta della storia passata, per cancellarne anche nelle pietre la memoria. Questi nel nome di Allah, mentre nel nome della resistenza Boldrini ha preteso che dall'obelisco del Foro Italico sia scalpellata via la parola, ma quale parola, la bestemmia «Dux Mussolini». Tanto per cominciare, si presume, perché le «battaglie culturali» della Boldrini sono sempre ad ampio spettro. Per cui terrei d'occhio l'Eur, che essendo un Dux fatto quartiere si offre come golosa occasione alla furia devastatrice della talebana de' noantri . Vigilare.

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di Paolo Granzotto