Legge Delrio, l'ennesima riforma incompiuta che lascia gli enti a secco e senza un'identità

Il Pd difende le risorse delle Città metropolitane, Fi vuole eliminare gli sprechi

Roma L'ennesimo rinvio del decreto enti locali che ieri avrebbe dovuto essere approvato dal Consiglio dei ministri è solo l'ennesima puntata di una telenovela che si trascina ormai dal 4 dicembre. Le province speravano, infatti, che da quell'articolato spuntassero, almeno in parte, i 650 milioni necessari a chiudere i bilanci di previsione. Ma il vero problema è di natura giuridica.

La riforma Delrio del 2015, che ha trasformato le province in enti di secondo livello (cioè eletti da rappresentanti dei cittadini, in questo caso i sindaci), si è rivelata un'incompiuta. Non solo per il taglio delle risorse che ne è seguito, ma perché sono rimaste sostanzialmente un ibrido pur mantenendo funzioni importanti come la gestione di 130mila chilometri di strade e di 5.100 scuole superiori. Il referendum renziano, che le avrebbe cancellate dalla Costituzione, non avrebbe chiuso la partita perché sarebbe stata necessaria una legge successiva per redistribuire quelle competenze tra Regioni e Città metropolitane. Legge che è comunque un «obbligo» considerato che non si può più procedere per via emergenziale.

In un Parlamento guidato da un Pd tutto concentrato sulla corsa alla segreteria parlare di riforma delle legge Delrio è impensabile. Forza Italia, più sensibile alle carenze finanziarie delle province, oltre a reclamare i 650 milioni con un provvedimento ad hoc ha pensato a un'ipotesi di riforma che cancelli enti inutili, Province e città metropolitane sostituendole con trentuno Regioni.

Una analisi abbastanza recente del Centro studi ImpresaLavoro ha messo in evidenza come i tagli subiti dalle province che, dagli 8,4 miliardi di stanziamenti per la spesa nel 2011 sono scese a 4,7 miliardi l'anno scorso, sono stati monodirezionali. Contestualmente, infatti, le dieci nuove Città metropolitane hanno ottenuto più di 2 miliardi l'anno. I risparmi, perciò, sono stati abbastanza limitati e possono quasi interpretarsi come un trasferimento di fondi dalle realtà più piccole (che boccheggiano) verso le metropoli come Milano, Roma, Napoli, Torino e Bari.

Tra i dieci enti che nel 2016 hanno registrato la maggiore spesa pro capite, prosegue Impresa Lavoro, figurano cinque Città metropolitane tra cui Firenze e Genova, una realtà a statuto speciale (la provincia di Trieste) e una che sicuramente avrebbe preferito non rientrare in questa graduatoria: l'Aquila.

Commenti

LostileFurio

Sab, 01/04/2017 - 09:05

Papocchi, cialtronerie, incapacita', confusioni.... Noccioline, Birraaaah!

paolonardi

Sab, 01/04/2017 - 09:22

L'ennesima falsa riforma del contadino e dei suoi dilettanti. L'abolizione delle province avrebbe, secondo le promesse, consentito un risparmio che non si vede.

unosolo

Sab, 01/04/2017 - 10:22

non abbiamo capito che i bilanci si fanno anche se non si pagano i debiti facendo risultare soldi in cassa o investiti in opere di primaria importanza , poi magari sono andati in appalti , consulenze o ? insomma spariscono e mancano i soldi per pagare le promesse , come per i terremotati , raccolti i 4 miliardi dalla PC, ma che fine hanno fatto ? un commissario un aiuto e chissà quanti altri girano intorno allo STAFF messo in piedi ,forse tra i ministri e il loro capo neanche si parlano o parlano di calcetto.,.,

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Leonida55

Sab, 01/04/2017 - 10:49

Quelli che pensano di essere più bravi e più furbi degli altri. Questi sono i risultati, che i soliti sinistri racconteranno ribaltati. Prevalgono con l'inganno e la bugia.

igiulp

Sab, 01/04/2017 - 12:37

Mi auguro che le città metropolitane facciano la stessa fine delle province. Si riporti tutto ad una dimensione più "umana" dove le istituzioni siano più vicine ai cittadini. Lasciamo le metropoli alla loro solitudine sociale.

luna serra

Sab, 01/04/2017 - 12:43

legge fatta convinti di vincere il referendum adesso paghiamo noi popolo per le fesserie fatte dal governo Renzi bastava aspettare l'esito del referendum

Ritratto di Turzo

Turzo

Sab, 01/04/2017 - 13:09

MA CHE BRAVO IL MINISTRO DELIRIO! Città metropolitane, guarda caso tutte amministrate dai sinistroti! Già il sinistrota DELIRIO, che aveva paralizzato le province dando per scontata la vittoria del referendum ed ora le ha impantanate peggio che mai! Mi meraviglio di F.I. che invece di cancellare le Regioni (i consiglieri sono equiparati per stipendio e prebende varie agli onorevoli) non pensino a rafforzare le province che sono più a contatto con il territorio e vicine ai problemi del popolo! come farebbero i comuni compresi quelli più piccoli ad interfacciarsi direttamente alle Regioni? quanto conterebbero in questo consesso? Ha ragione Leonida55 prevale inganno e bugia!