Legge elettorale, ecco chi sono i franchi tiratori

I grillini votano l'emendamento Biancofiore sulla legge elettorale ma accusano il Pd: "Avete 36 deputati assenti e vi mancano 59 voti". Civati rivela: "I franchi tiratori sono 150"

Accuse incrociate tra Pd e Cinquestelle sull’affossamento della legge elettorale. I grillini, secondo i democratici, sarebbero venuti meno al patto stipulato in commissione, mentre i pentastellati sostengono che, sull’emendamento Biancofiore sono mancati all’appello più di 60 voti degli esponenti del partito di maggioranza.

Guardando i tabulati della votazione, esclusi i grillini, sono 59 i deputati che hanno votato contro le indicazioni dei gruppi che hanno stipulato l’accordo. Sulla carta, tutti i ‘contraenti del patto’ (Pd, FI, M5S e Lega più l’ Svp) avrebbero avuto a loro disposizione 397 voti. Se a questi si tolgono gli 82 pentastellati, l’emendamento sarebbe dovuto essere bocciato con 315 voti e, invece, dalla ‘maggioranza’ ne sono arrivati solo 256. Ai 59 franchi tiratori vanno, poi, aggiunti gli assenti che nel Pd sono stati 36 (18 in missione e 18 ‘ingiustificati’) sui 47 totali tra le quattro forze che hanno stipulato il patto.

Secondo Pippo Civati, invece, i franchi tiratori sono stati addirittura 150 tra Pd e Forza Italia:“Senza i 5 stelle, che si sono (temporaneamente?) sganciati dal patto del Nazareno allargato a Grillo e Salvini, l'ultima votazione ha avuto 148 voti di differenza a favore della maggioranza. Nel voto incriminato, nella schermata del palese (lanciato per errore), i voti favorevoli - contro la maggioranza - erano 150”. “Gli schieramenti fotografati da quel voto erano coerenti con le dichiarazioni di voto: a favore 5 stelle, contrari Pd e Fi. Nel voto segreto - sulla stessa votazione - i favorevoli da 150 sono diventati 270. Quindi – spiega ancora Civati - sono circa un centinaio i voti che si sono aggiunti, che possono provenire solo da Pd e Fi, da chi cioè aveva dichiarato di votare No, che ha cambiato il proprio voto facendolo diventare favorevole e ribaltando il risultato”.

I democratici, riuniti in capannello in Transatlantico, invece, non ci stanno e minimizzano sui loro franchi tiratori: “In un gruppo di oltre 280 deputati è fisiologico che ci siano una ventina di franchi tiratori”. “La legge elettorale è morta per colpa dei Cinquestelle che hanno votato compatti l’emendamento Biancofiore. Sono inaffidabili”, spiegano a ilGiornale.it domandandosi: “Se si sfilano su un emendamento come questo, come possiamo fidarci che rispettino gli altri punti dell’accordo?”.

Dal canto loro, i grillini sostengono che dietro il fallimento della legge elettorale ci sia la regia dei renziani:“Hanno cercato l’incidente su un voto come questo per evitare di essere smascherati sui capilista bloccati”. Alessandro Di Battista accusa Renzi tiene il punto: “Noi abbiamo tenuto 8 emendamenti. Vi pare che non li votiamo? Per me è lapalissiano. Fraccaro ha fatto la dichiarazione di voto... ma che vogliono? Se i 36 deputati del Pd fossero stati presenti...". L’esponente grillino, poi, punzecchia Renzi che “non tiene più il partito, sarebbe stato meglio per lui lasciare davvero, sta facendo solo disastri. Il Pd è una guerra tra bande" e maliziosamente commenta:“Franceschini non mi sembrava così dispiaciuto...”

Commenti

curatola

Gio, 08/06/2017 - 17:11

se le commissioni fossero vincolanti non ci sarebbe bisogno delle due camere.Noi abbiamo troppi centrini di potere e spcciamo per democrazia il caos stabile per paura che torni il ventennio dell'ordine e della puntualità. La generazione degli antifascisti e dei loro proseliti è ancora viva e vegeta e le altre generazioni non riescono a girar pagina.Le società si muovono più lente delle lumache e come i vermi.