Legge Stabilità: pioggia di emendamenti in arrivo

Tfr e platea del bonus 80 euro, sconti sui neo assunti e tasse sulla casa: commissioni, parlamentari e partiti cercano di modificare la manovra. Il ricorso alla fiducia appare inevitabile

Si preannuncia battaglia, in parlamento, sulla legge di Stabilità. Nei prossimi sette giorni partiti, commissioni parlamentari e i singoli deputati, saranno impegnati nella messa a punto degli emendamenti, sui più svariati argomenti: dal Tfr al bonus di 80 euro, dagli sconti per i neo assunti alle tasse sulla casa. L’iter della manovra entra nel vivo. Il calendario per l’esame si è ridotto. La sessione di bilancio inizia con le tradizionali audizioni delle parti sociali. È un avvio ritardato anche dal confronto con l’Ue che ha comportato una modifica del Def e una nuova votazione in aula del provvedimento che è alla base della strategia economica che unisce governo e parlamento.

Tanti emendamenti, tempi ristretti: la fiducia appare già inevitabile. Soprattutto per non modificare (cosa essenziale) i "saldi" della manovra. Le commissioni Bilancio di Camera e Senato iniziano l’esame, ascoltando le sollecitazioni che arrivano dai sindacati e da diverse forse sociali, come gli enti di previdenza dei professionisti tartassati da un aumento della tassazione sui loro fondi investiti. Si attendono poi attese le nuove stime della Commissione Europea, con il presidente della Commissione Bilancio, Francesco Boccia, che ipotizza una crescita dello 0,4/0,5% nel 2015, contro il +0,6% ora previsto dal governo.

Al di là del calendario ufficiale, tutti - parlamentari, commissioni, partiti - saranno impegnati alla messa a punto degli emendamenti. La vera battaglia si concentrerà sui temi del lavoro, strettamente collegati al Jobs Act. Si parte dai fondi per gli ammortizzatori sociali. Troppo pochi secondo la sinistra Pd. Si punta a chiarire quanto delle risorse (2 mld comprese la Cig) sono aggiuntive e consentano l’avvio reale del cambiamento previsto con le "tutele universali" promesse dalla riforma del lavoro. Gli emendamenti cercheranno di fare luce anche su alcune contraddizioni: la riduzione delle risorse dei centri per l’impiego, che avrebbero un ruolo strategico nel Jobs Act per far trovare lavoro a chi lo ha perso con il nuovo art.18.

Per favorire assunzioni vere la commissione Lavoro starebbe lavorando anche a misure per evitare "furbizie" nello sconto contributivo triennale pro-neo assunti. Si vuole rendere lo sconto "strutturale", magari riducendone l’importo e mettere paletti per evitare che dopo il 3 anno scompaiano le aziende o si licenzi, intascando così lo sconto contributivo in cambio di nuova precarietà.

Emendamenti sono attesi anche sul bonus di 80 euro, per modificare la platea dei beneficiati, dalla quale sono ora escluse le fasce più svantaggiate (gli incapienti) e nella quale si tiene poco conto delle famiglie più numerose. C’è poi il tema del Tfr che sconta tasse "ordinarie" per chi lo mette in busta paga. Si punta a introdurre un fisco agevolato, così come a cancellare l’aggravio del prelievo sui fondi pensione, aumentato dall’11 al 20%, penalizzando una delle gambe su cui costruire il futuro.

Tra i nodi da sciogliere ci sono anche quelli sui fondi per i malati della Sla - che martedì scendono in piazza - e il taglio di 4 miliardi alle spese delle Regioni, che in settimana incontreranno di nuovo il governo. Ma alcune modifiche alla Legge di Stabilità arriveranno dallo stesso governo. Il testo varato dal Cdm va adeguato agli accordi presi con l’Ue. Così con un emendamento sarà svuotato il fondo taglia tasse di 3,3 miliardi, si toglieranno 500 milioni ai fondi per i cofinanziamenti regioni-Ue, si estenderà il meccanismo di reverse charge Iva anche alla grande distribuzione.

Dal governo, poi, dovrebbe arrivare la semplificazione delle tasse locali sulla casa, con l’unificazione di Tasi e Imu. Sarà solo un primo passo di avvicinamento alla tassa unica comunale che dovrebbe - nelle intenzioni
del premier Matteo Renzi - assorbire anche l’addizionale Irpef.