L'ex assessore Causi mandò in rosso i conti del Comune: ma il Pd lo vuole vicesindaco

RomaCurare le ferite di Mafia Capitale con l'«uomo dei derivati»? Sembrerebbe che sia proprio questa l'idea meravigliosa venuta al segretario del Pd, Matteo Renzi, per ricomporre il puzzle della Roma disastrata di Ignazio Marino. Per la poltrona di vicesindaco, lasciata vacante dal dimissionario Luigi Nieri, si starebbe pensando al parlamentare Marco Causi, già assessore al Bilancio nel settennato di Walter Veltroni.

Secondo Renzi, il parlamentare potrebbe rappresentare una figura in grado di rilanciare un'immagine ormai compromessa dagli scandali quotidiani (non bastasse l'immondizia ammassata in tutte le strade ora c'è anche la grana dei rifugiati a Casale San Nicola) è una fatica di Sisifo. Peccato che ritornando con la mente agli anni di Causi riaffiori il ricordo della mina derivati nel bilancio del Comune: una massa di contratti stipulati, ufficialmente per proteggere il Campidoglio dal rischio di tasso, ma che nel tempo hanno causato all'amministrazione perdite rilevanti.

Le polemiche tra Causi e l'ex sindaco Gianni Alemanno fino a un paio d'anni fa sono state all'ordine del giorno. Gli unici dati certi sono rappresentati dalla spesa sostenuta dall'ex commissario al debito di Roma Varazzani per chiudere 7 dei 9 swap: 150 milioni. Non a caso la Corte dei Conti che parlò di «comportamenti che hanno compromesso la stabilità dei conti comunali». Certo i 22,4 miliardi di debiti accumulati da Roma al 2008 non erano tutti attinenti le amministrazioni Rutelli e Veltroni, ma è chiaro che le spese del Comune sia per investimenti che per l'ingente personale hanno inciso.

Certo, Causi potrebbe svolgere bene il ruolo di «commissario politico» del Pd sulla giunta (non avrebbe deleghe e lavorerebbe gratis essendo parlamentare). I suoi competitor non sembrano avere molte chance . Inizialmente si era pensato a Nichi Vendola, un po' per compensare Sel del posto perso con Nieri, un po' perché l'ex governatore pugliese è un affabulatore in grado di stordire gli interlocutori. Ma, poi, anche Vendola, con il macigno dell'Ilva alle spalle, è stato scartato. Al Nazareno, per qualche momento, si è pensato a una soluzione che tanto piace al popolo de sinistra : il magistrato tutto d'un pezzo, l'assessore alla legalità, Alfonso Sabella. Ieri, però, ha avuto un malore proprio durante il colloquio con Marino che gli ha prestato i primi soccorsi, prima che al Policlinico gli fosse impiantato un pacemaker .

Intanto, la gestione del quotidiano è sempre più difficoltosa. Una nuova grana che potrebbe esplodere è quella dell'emergenza abitativa. Secondo fonti bene informate, si starebbe pensando all'ennesima proroga delle locazioni per stoppare gli sfratti. Peccato che la Capitale, che già dispone di un proprio patrimonio immobiliare malgestito, sia costretta ad affittare, prevalentemente da costruttori, 4.801 appartamenti nelle aree periferiche per 21 milioni annui. Insomma, la lezione di Mafia Capitale sembra non essere stata ancora appresa. Le verifiche effettuate nei mesi scorsi hanno evidenziato che circa il 40% degli assegnatari non ha diritto agli alloggi popolari. Causi è un esperto di bilanci, magari ne verrà a capo.